Deitch e Schimmel, lotte di potere al MOCA

di Redazione Commenta

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Il mondo dell’arte contemporanea non è certo definibile come un paradiso terrestre popolato da persone che si aiutano a vicenda e che perseguono unite gli stessi interessi in nome della creatività e della cultura. Sin troppo spesso invidie, risentimenti, problemi di natura economica ed altre questioni personali minacciano il corretto svolgimento di un evento, screditano le reputazioni degli artisti o semplicemente precludono a molti i benefici di cui godono i soliti pochi.

Per dare un poco la misura di quanto precedentemente affermato, potrebbe risultare utile leggere quanto scritto di recente da Paul Klein sull’Huffington Post riguardo una baruffa al MOCA, Museum of Contemporary Art, Los Angeles diretto da Jeffrey Deitch: “La mostra di Theaster Gates, in visione al MOCA è veramente potente ma totalmente fuori luogo se paragonata all’altro evento attualmente ospitato nelle grandi sale della celebre istituzione. Più del 90 percento della superficie espositiva è occupato da una gloriosa mostra intitolata Under the Black Sun: California Art 1974-1981. Si tratta di una collettiva di carattere enciclopedico con più di 120 artisti che di fatto relega in un angolo l’ottima  personale di Gates. Quello che io mi chiedo è: perché non dare più spazio a Gates? Perché non concedergli l’intero spazio espositivo? Ebbene la risposta che molti mi hanno dato al party del vernissage della mostra è che il direttore Jeffrey Deitch ed il curatore capo del MOCA Paul Schimmel si odiano a vicenda. Quella di Theaster Gates era una mostra voluta da Schimmel e Deitch ha imposto un limite allo spazio semplicemente per dimostrare e riaffermare la sua autorità. Purtroppo la giustapposizione dei due eventi non ha nessun senso. L’integrità artistica ed estetica delle due mostre risulta così gravemente compromessa”.

Ora questa vicenda non rappresenta un valore assoluto ma, sia essa fondata o meno, è la riprova dell’esistenza di eccessivi chiacchiericci e fraintendimenti all’interno del mondo dell’arte. Ed a perderci è la scena stessa che li alimenta.

Foto: sulla sinistra Paul Schimmel; sulla destra Jeffrey Deitch

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