Riapre il MU.SP.A.C. con la mostra “Le Scosse dell’Arte per riabitare e guarire”

di Micol Di Veroli Commenta

Il 6 novembre 2011, a partire dalle ore 12,00, il MU.SP.A.C. Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea, inaugura gli spazi della nuova sede in via Ficara Piazza d’Arti all’Aquila, con una serie d’iniziative che si svolgeranno durante tutta la giornata. Nato nel 1993 come organo strumentale dell’Associazione Culturale “Quarto di Santa Giusta” (fondata nel 1984), il MUSPAC svolgeva l’attività artistica e culturale nel Centro Storico della città, in via Paganica 17.

Scopo fondamentale è sempre stato quello di considerare l’arte come una pratica di esperienza globale, un processo totalizzante che serve alla rigenerazione e liberazione degli uomini dalle costrizioni della società. Praticando questa idea di arte totale, sono stati coinvolti in molte manifestazioni artisti e studiosi di varie discipline, con cui è stato possibile attraversare vari territori culturali, nella consapevolezza che sia proprio l’arte a consentire lo sviluppo della struttura dinamica dell’intera conoscenza. Fu in via Crispomonti 49 che iniziarono i primi incontri sulla cultura materiale in Abruzzo (curati dall’antropologo Tito Spini), i famosi cicli di conferenze sulla Storia della città (tenute dal Prof. Raffaele Colapietra) e quelle del Prof. Ferdinando Bologna sulla “Fontana delle 99 Cannelle”.

Di altissimo livello furono le mostre su Joseph Beuys, su Sylvano Bussotti e su Carmelo Bene, e di altrettanta importanza le mostre “Ad Usum Fabricae” e “Annuale 2000. Lo scandalo dello spirito” dedicata a Celestino V. Quest’ultima richiamò all’Aquila moltissimi artisti d’avanguardia come M. Pistoletto, J. Kounellis, G. Chiari, V. Pisani, L. Fabro e altri protagonisti dell’Arte Povera e Concettuale come Joseph Kosuth, Fabio Mauri e Luca Maria Patella, che realizzarono rispettivamente per L’Aquila le opere “Vita et Miracula” , “Una storia moderna” e “Vas Caelestinus V”.

In seguito, nella sede dell’ex monastero di S.Maria dei Raccomandati e poi in quella di Via Paganica 17, numerose sono state le iniziative riguardanti i vari campi del sapere e numerose erano le persone che visitavano ogni giorno il MU.SP.A.C., diventato un polo culturale importante per la città. Purtroppo il terremoto del sei aprile 2009 ha reso completamente inagibile la sede del museo, danneggiando molte opere di artisti di rilievo internazionale della collezione permanente, oltre a computer, multimediateca e banca dati.

Grazie al sostegno di molti, tra cui la Terna s.p.a., il Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara, la Fondazione Carispaq, la Regione Abruzzo, la Protezione Civile (che ha fornito le piattaforme) e il Comune dell’Aquila (che ci ha concesso il terreno), oggi il MUSPAC riapre in una Piazza dove si trovano altre diciotto Associazioni impegnate nella cultura e nel sociale. Grazie a donazioni da parte di case editrici, fondazioni, musei, associazioni e artisti, è stato possibile ricostituire una biblioteca, ancora in fase di ampliamento. La nuova sede, con una pianta a croce greca, simbolo di simmetria perfetta e citazione del motivo ornamentale della facciata della Basilica di Collemaggio, servirà ancora una volta a stabilire l’incontro tra il dentro e il fuori, in modo da ricucire relazioni fondamentali con la collettività.

Le Scosse dell’Arte per riabitare e guarire è il titolo della mostra, a cura di Martina Sconci, che aprirà i nuovi spazi al pubblico e in cui saranno esposte le prime opere che molti artisti di rilievo internazionale hanno donato per la ricostituzione della collezione permanente del museo, a partire dalla Scuola Romana fino ad arrivare alla nuove generazioni. Le parole “riabitare” e “guarire” sono fra loro strettamente collegate: abitare è qualcosa di più che avere un tetto sulla testa, significa “aver cura” e saper affrontare con spirito nuovo la riconquista di un luogo, che in questo caso è la nostra città, il nostro centro storico, inteso come una grande casa, come una grande opera d’arte. E’ necessario pensare alla ferita collettiva del terremoto come a una cesura, un taglio da rimarginare, un punto fermo da cui poter ricominciare con un nuovo sguardo, un’altra prospettiva.

La condizione del Terrae Motus deve servire a tenerci svegli, a non pensare all’arte solo come a un momento consolatorio o puramente decorativo, ma come a una proposta di nuove idee, di nuovi progetti, di nuove “messe in scena”, perché solo attraverso le energie vitali dell’arte possiamo ri-abitare con spirito nuovo la città.

Tra gli artisti in mostra: Marco Appicciafuoco, Francesco Arena, Claudio Asquini, Jacopo Benci, Alessandro Cannistrà, Gea Casolaro, Laura Cionci, Francesca De Rubeis, Marcello Di Donato, Stanislao Di Giugno, Bruna Esposito, Stefania Fabrizi, Rosa Foschi, Giuseppe Gallo, Armando Gioia, Teresa Iaria, Monticelli & Pagone, Giovanni Mostarda, Franco Mulas, Daniela Perego, Luana Perilli, Giuseppe Pietroniro, Roberto Pietrosanti, Alex Pinna, Marco Raparelli, Tobia Ravà, Cloti Ricciardi, Alessandro Sarra, Mario Sasso, Ale Senso, Alice Schivardi, Donatella Spaziani, Giuseppe Stampone, Silvia Stucky, Alberto Timossi, Marco
Tirelli.

Per dare continuità ai nostri ventisette anni di attività, in tutto il periodo della mostra, ma anche in seguito, continueremo a organizzare eventi d’arte, conferenze, presentazioni di libri, laboratori didattici, lezioni di storia dell’arte, cicli di proiezioni di film, documentari e video d’arte legati alla ricostruzione dell’Aquila, coinvolgendo tutte le Associazioni e le Istituzioni pubbliche e private, perché solo attraverso l’impegno culturale si può trovare una soluzione per la rinascita della città. Con spirito nuovo continueremo a usare la simbolica chiave del nostro logo per riaprire la porta del MUSPAC a tutti coloro che vorranno stabilire un dialogo proficuo con noi, agli amici che ci hanno aiutato e agli artisti che hanno donato le loro opere. Lavoreremo con loro in prospettiva, per il futuro della città dell’Aquila e per ritrovare quel luogo radunante dell’arte dove “tutte le cose appaiono nel loro limpido splendore”, dove tutte le forze spirituali si concentrano

 

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