Quando c’erano loro…

di Micol Di Veroli Commenta

Periodo di astuta incertezza o totale stallo creativo? In molti se lo chiedono, sta di fatto che i comportamenti dei due enfant terrible dell’arte contemporanea sono profondamente cambiati nel corso degli ultimi dieci anni. Parliamo di due artisti che nel bene e nel male hanno segnato un epoca, scrivendo nuove pagine all’interno dei libri di storia dell’arte contemporanea. Si tratta ovviamente di Damien Hirst e Maurizio Cattelan, personalità e stili diversi ma fondamentalmente simili, in comune soprattutto la voglia di scioccare, di fare notizia e lasciare il pubblico con il riso amaro in bocca.

Hirst e Cattelan, gemelli diversi separati alla nascita, uguali anche per il polverone economico sollevato dalle loro opere, sfociato in seguito nello scoppio della bolla dell’arte contemporanea. Hirst oggi ha 46 anni, un palmares ricco di ori e riconoscimenti, mostre in musei di tutto il mondo e presenze nelle più blasonate collezioni. Dopo un suo ritorno alla pittura pesantemente criticato da pubblico ed addetti al settore, il folletto britannico ha da poco realizzato l’etichetta (e la confezione) del Somerset Cider Brandy. Hirst è ormai un brand. Cattelan (che ha varcato la soglia dei 50), il quale ha deciso di andare in pensione, è l’oggetto del desiderio di una grande retrospettiva ospitata dal Guggenheim Museum di New York. Nancy Spector è la curatrice e le opere in mostra sono oltre 130. In merito al suo pensionamento anticipato Cattelan ha dichiarato: “Mi sono trovato in un momento della vita in cui si rischia di diventare parodie. Prima che questo succeda ho deciso di ritirarmi dalle scene. Molto meglio che diventare lo zimbello degli amici.” Un passo dettato forse dalla perniciosa mancanza di idee. Se al dinamico duo aggiungiamo anche la ormai costante reiterazione di abluzioni presente nelle opere di Bill Viola ed tanti altri passi falsi compiuti da altri big dell’arte contemporanea, ci si accorge ben presto che la creatività è arrivata ad un punto di svolta. Morto un papa se ne fa un altro e di papi morti Cattelan se ne intende. Non sono poi così lontani i tempi di una nuova svolta creativa. Staremo a vedere quali saranno i nuovi attori degli anni a venire.

 

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