Top flop delle aste internazionali del 2011

di Micol Di Veroli Commenta

Anche se quest’anno la crisi economica ha affondato ancor di più i suoi affilati artigli nelle carni dei mercati economici internazionali, il mercato dell’arte ha resistito ad ogni attacco. Anzi, si potrebbe dire che dopo il crollo dovuto alla bolla speculativa, le aste anno ripreso alla grande macinando record su record. Tutto rose e fiori quindi, verrebbe da pensare, ma anche il variegato mondo delle aste ha i suoi nei ed il sempre pronto magazine Artinfo è andato a scovare i lotti d’arte che nel corso di questo lungo 2011 hanno fatto letteralmente flop.

Partiamo (purtroppo) parlando di un artista italiano, vale a dire il nostro mitico Alighiero Boetti. Nell’ottobre del 2011 la casa d’aste Bonhams di Londra ha messo all’asta l’opera Anno del 1984. La base d’asta era tra i 2 milioni e i 2.8 milioni di dollari. Morale della favola la grande composizione di Boetti non ha ricevuto nessuna offerta ed è rimasta invenduta. Al secondo posto si piazza la Meiyintang Collection proposta in aprile da Sotheby’s Hong Kong. I Vasi cinesi e le porcellane in vendita erano state stimate 137 milioni di dollari ma hanno raccolto “solamente” 51 milioni di dollari. Il piatto piange anche per un mostro sacro come Edgar Degas. La sua scultura Petite Danseuse de Quatorze Ans (1881) è stata proposta lo scorso novembre da Christie’s a 35 milioni di dollari ma si è fermata a 18 milioni di dollari ed è stata definitivamente ritirata.

Altro giro, altro italiano. Si tratta di Alberto Giacometti che con la sua scultura Femme de Venise VII (1957) messa in vendita da Christie’s a Novembre non è riuscito a racimolare i 15 milioni di dollari previsti ed è quindi rimasto invenduto. Insomma parliamo di lotti più che interessanti, i quali avrebbero potuto raggiungere cifre sbalorditive ma sono rimasti inspiegabilmente al palo. A volte, quando si parla di aste internazionali, non bisogna farsi tradire dai grandi nomi. La brutta figura prima o poi tocca a tutti.

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