Ann Veronica Janssens alla galleria Alfonso Artiaco

di Micol Di Veroli Commenta

Ann Veronica Janssens per la sua terza personale, le precedenti nel 2007 e nel 2010, alla galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenterà nuovi lavori scultorei nella grande sala ed una selezione di video nel Project Space della galleria.

La pratica artistica di Ann Veronica Janssens può essere definita come un viaggio esplorativo nell’esperienza sensoriale della realtà. Mediante l’utilizzo di dispositivi e materiali diversi, installazioni, proiezioni e sculture, questa mostra invita lo spettatore a varcare la soglia di un nuovo spazio sensoriale. Fortemente ispirata dai processi cognitivi, l’artista propone opere dal carattere effimero e fragile che, attraverso l’uso dello spazio e la distribuzione di luce, colore e superfici traslucide o riflettenti, rivelano l’instabilità della nostra percezione del tempo e dello spazio. Proprietà della materia (lucentezza, leggerezza, trasparenza, fluidità) e fenomeni fisici (riflessione, rifrazione, prospettiva, equilibrio, onde) sono rigorosamente studiati per la loro capacità di destabilizzare il concetto stesso di materialità. 


 “Le situazioni create da me non sono riducibili a effetti formali, ma vanno percepite sempre in relazione al loro contesto. […] Si tratta di sculture effimere la cui azione consiste nell’essere disperse in un dato spazio, infiltrandosi in questo spazio anziché imporsi su di esso. In effetti indago la permeabilità dei contesti (architettonico/ sociale / culturale / politico), propongo, infatti, una forma di decostruzione che frammenta la nostra percezione di questi contesti. […] Ciò che è in primo piano dunque è la fragilità dei segni piuttosto che la loro forza. Guardare la nebbia è un’esperienza con effetti contrastanti. Sembra di abolire tutti gli ostacoli, la materialità, le resistenze specifiche di un dato contesto, e allo stesso tempo, sembra impartire una materialità e tattilità alla luce. […] Ci si muove in uno spazio inondato di luce procedendo a tentoni lungo la propria strada, senza vincoli e apparentemente senza limiti. La percezione del tempo si trasforma, c’è un rallentamento, se non una sospensione. […] Tutti i segni sono scomparsi, la luce  illumina il nulla che potrebbe autorizzare il nostro vagare. Gli occhi diventano vitrei, si sperimenta una sorta di amnesia, ci si rivolge al proprio spazio interno aprendosi a prospettive inedite”.  (Ann Veronica Janssens)

Ann Veronica Janssens nasce nel 1956 a Folkestone in Inghilterra. Vive e lavora in Belgio. A giugno prenderà parte alla XVIII Biennale di Sidney. Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1999 nel Padiglione belga con l’installazione Horror Vacui. Si sono svolte sue mostre personali: nel 2009 a WIELS Contemporary Art Centre (Belgium), nel 2007 al Museum Morsbroich (Leverkusen, Germany), nel 2005 a The Institute Berlin of the Physikalisch-Technische Bundesanstalt, a Berlino; nel 2003 al Openluchtmuseum voor Beeldhouwkunst, Middelheim di Anversa, e al Musée d’Orsay a Parigi; nel 2002 alla Ikon Gallery di Birmingham, alla Terrasse du Centre International pour l’architecture, la ville et le paysage di Bruxelles.

Periodo: 5 Aprile – 12 Maggio, 2012


 

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