L’Italia dei campionati di Burlesque

di Micol Di Veroli Commenta

 

L’Italia è la culla della cultura, la terra che ha visto nascere Dante Alighieri, Caravaggio, Leonardo da Vinci, Giuseppe Verdi e tanti altri illustri letterati, scienziati, filosofi, artisti. Eppure questo è anche il paese dei controsensi, delle stragi, delle bugie, della mafia e dei brogli politici.  Gli U.S.A. hanno avuto per molto tempo il loro sogno americano, noi il miracolo italiano lo abbiamo intravisto per poco e siamo ripiombati nel buio più profondo. La storia del nostro paese è ormai divenuta simile alla trama del più intricato e grottesco film di David Lynch ed ogni nuova scena ci avvicina sempre di più ad una forra senza ritorno. Il buon Lynch avrebbe girato il suo capolavoro di sempre se avesse seguito le vicende italiane di questi ultimi mesi.

 L’ultima in ordine di tempo è la conferenza regionale sulla scuola organizzata a Torino dalla Conferenza Epistole che ha visto il ministro Elsa Fornero elargire perle di saggezza al pubblico. Nello specifico, Ministro Coccodrillo© ha proferito le seguenti parole: “Spesso le famiglie desiderano farsi la casa più che costruire capitale umano attorno ai loro figli. La priorità deve essere invertita. Lasciare una casa ai figli è importante ma bisogna lasciargli anche della conoscenza, della cultura e della formazione”. Cultura, cultura, cultura. Giusto pochi giorni prima il premier Mario Monti Python© aveva affermato che l’indotto culturale del nostro paese è di primaria importanza, un tesoro che vale più di ogni altra forma di economia leggera, un bene inestimabile che da solo potrebbe far risalire la china al nostro martoriato popolo.

Ma mentre si invoca alla cultura, baluardo dei popoli, ecco che si tagliano i fondi ai musei,  si commissariano i musei per effettuare un bel giro di poltrone, si martella il popolo con le tasse, si riempiono le pagine dei giornali con storie di inciuci e raccomandazioni che scavalcano la meritocrazia. Tutto finisce in Burlesque, anzi, in gare di Burlesque. A dirla tutto il nostro pese li vincerebbe i campionati di Burlesque.

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