Censura alla fiera di Tunisi, colpita la Street Art

di Micol Di Veroli Commenta

Ci risiamo, la censura ha colpito ancora, ed ancora una volta le sue luride grinfie si sono posate sul mondo della  Street Art. A farne le spese è stato il graffiti artist tunisino Elecktro Jaye che si era illuso di poter esporre le sue opere alla Primtemps des Art, un’importante fiera d’arte contemporanea organizzata a Tunisi. Poco dopo aver installato le opere, Jaye si è visto costretto a tirarle giù dalla parete:

uno degli organizzatori della fiera mi ha detto che aveva ricevuto alcune pressioni dagli organi di stato e che dovevo togliere le mie opere poiché giudicate troppo impegnate politicamente. A sua detta le opere avrebbero potuto causare dei problemi. Ma alla fine i problemi sono sorti comunque” ha dichiarato l’artista ai microfoni di Tunisia Live. Infatti, dopo la rimozione delle opere effettuata dallo stesso artista, il DJ ha smesso di mettere i suoi dischi sul piatto ed altri artisti indipendenti hanno rimosso le loro opere dalle pareti. Insomma un caso di ammutinamento in piena regola che ha letteralmente scosso il pacifico andamento della fiera. Ovviamente uno degli organizzatori, Mr. Sadok Hendaoui, ha subito cercato di gettare acqua sul fuoco rispendendo il pacco al mittente: “si è trattato di un grande equivoco, Meriem Bouderbela, altro membro dell’organizzazione, voleva installare le opere negli spazi dedicati alle gallerie e lasciare libero il patio. Gli artisti, tra cui Elecktro Jaye, hanno voluto installare le loro opere nel patio e gli è stato chiesto di rimuoverle, tutto qui”.

 Eppure anche il collega di Jaye, lo street artist Zied Ben Chiekh, meglio noto come ZED ha confermato il caso di efferata censura. Le opere di Jaye contegono simboli che potrebbero dar fastidio alle istituzioni, parliamo di stelle di David e croci affiancate alla mezzaluna, di Darth Vader simpaticamente ritratto all’interno di un cartellone pubblicitario della campagna politica che recita: “non votare per il lato oscuro”. Insomma, con queste piccole provocazioni, non ci vuole poi tanto ad indovinare come siano realmente andate le cose.

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