Biennale di Venezia 2013 Brain Storming Burning

di Micol Di Veroli Commenta

Rilancio questa interessante proposta di Luca Rossi che potrete trovare al seguente link:

Ho pensato di proporre un post in continuo aggiornamento che ci accompagnerà fino alla definizione del progetto ufficiale della prossima Biennale di Venezia 2013 curata da Massimiliano Gioni.  L’idea è quella di sviluppare un incessante brain storming su tutte le possibilità progettuali che una mostra come la Biennale potrebbe avere. Da ormai una decina d’anni il format Biennale è diventato un rassicurante standard che deve soprattutto attrarre un certo turismo culturale molto simile all’idea di Luna Park. Senza distogliere l’attenzione dalle esigenze e dai desideri del pubblico, questo nuovo post vorrebbe individuare e argomentare rispetto a possibili alternative. Sono convinto che il format possa diventare il messaggio. Sicuramente il format ha il compito di ottimizzare ed esaltare i contenuti. Al contrario sembra che ogni nuovo curatore ,dell’ennesima Biennale in giro per il mondo, riconfermi pedissequamente il solito-medesimo-format.
Brevemente. Si sceglie un titolo vago e intrigante che possa contenere tutto e il contrario di tutto; poi si stila un’interminabile lista di artisti che hanno operato negli ultimi due anni o che si vorrebbe “recuperare” (per la biennale di venezia si deve invitare almeno un 8-10% di artisti italiani, e quindi si fa una veloce selezione di curriculum vitae pescando fra le gallerie considerate “migliori”). Fatta questa lista molto lunga, si scelgono i lavori e lo spazio da dedicare ad ogni artista rispetto al lavoro specifico e l’importanza dell’artista stesso. E poi si installano i lavori; nel caso della Biennale di Venezia, sempre nello stesso modo, sempre con lo stesso ritmo, sempre negli stessi luoghi. Ogni biennale sembra le declinazione della medesima mostra, potrebbe anche andare ma ci vuole consapevolezza. In ogni caso criticare è fin troppo semplice, servono proposte alternative.

Chiunque può scrivere la propria idea a [email protected]
FORMAT 1:

 I padiglioni nazionali verranno assegnati per estrazione fra tutti quelli presenti ai giardini. Per esempio: la Francia potrebbe avere assegnato il padiglione USA e così via. Altra possibilità ogni padiglione nazionale deve invitare un’altra nazione all’interno del suo padiglione. Per la mostra internazionale vengono invitati solo 10 artisti: Marisa Merz, Francys Alys, Santiago Sierra, Giorgio Morandi, Martin Creed, ecc ecc. Oltre a questi dieci affermati vengono invitati 10 giovani sotto i 35 anni provenienti dal mondo e dall’italia. 20 artisti totali.
 
Il tema della mostra internazionale sarebbe il conflitto generazionale.
FORMAT 2:
I padiglioni nazionali rimangono così.
Per la mostra internazionale vengono invitati solo 5 artisti i quali devono collaborare con un giovane under 35 e un’artista storicizzato prima del 1950.
Il tema sarebbe sempre il conflitto inter-generazionale.
 
FORMAT 3:
I padiglioni nazionali verranno assegnati per estrazione fra tutti quelli presenti ai giardini. Per esempio: la Francia potrebbe avere assegnato il padiglione USA e così via. Altra possibilità ogni padiglione nazionale deve invitare un’altra nazione all’interno del suo padiglione. La mostra internazionale avrà la medesima impostazione. Però agli artisti invitati sarà chiesto di mantenere una distanza fisica dal luogo espositivo. Devono fare interventi che non prevedono la loro presenza o la presenza di assistenti. L’installazione dei lavori sarà demandata completamente al curatore e ai tecnici della Biennale.
Il tema della mostra sarà la distanza.
DISTANCE
Venice Biennial 2013
FORMAT 4:
I padiglioni nazionali verranno assegnati per estrazione fra tutti quelli presenti ai giardini. Per esempio: la francia potrebbe avere assegnato il padiglione USA e così via. Altra possibilità ogni padiglione nazionale deve invitare un’altra nazione all’interno del suo padiglione.
Verranno invitati solo 10 under 35 che dovranno scegliere un’altro artista. 20 artisti. Sempre rispetto il conflitto generazionale che vive l’occidente.
FORMAT 5:
I padiglioni nazionali verranno assegnati per estrazione fra tutti quelli presenti ai giardini. Per esempio: la francia potrebbe avere assegnato il padiglione USA e così via. Altra possibilità ogni padiglione nazionale deve invitare un’altra nazione all’interno del suo padiglione.
Gli spazi della mostra internazionale vengono affidati a 7 artisti che collaboreranno con il curatore per la definizione di un progetto unico.
Il titolo/tema:
 
Economies and Candies
Economie e Caramelle
Venice Biennial 2013
FORMAT 6:
I padiglioni nazionali verranno assegnati per estrazione fra tutti quelli presenti ai giardini. Per esempio: la francia potrebbe avere assegnato il padiglione USA e così via. Altra possibilità ogni padiglione nazionale deve invitare un’altra nazione all’interno del suo padiglione.
Ogni stanza del percorso della mostra internazionale (padiglione italia e arsenale) verrà affidato ad un solo artista. Il tema sarà la crisi dell’occidente e il conflitto fra generazioni.
Il titolo:
Crisis and Candies
Venice Biennial 2013
FORMAT 7:
 
I padiglioni nazionali verranno assegnati per estrazione fra tutti quelli presenti ai giardini. Per esempio: la francia potrebbe avere assegnato il padiglione USA e così via. Altra possibilità ogni padiglione nazionale deve invitare un’altra nazione all’interno del suo padiglione.
Per la mostra internazionale viene scelta un testo di un’opera teatrale famosa. E si selezionano gli artisti (pochi, la metà dei soliti alla rassegna internazionale) come se ognuno dovesse contribuire alla messa in scena dell’opera teatrale. Questa suggestione nasce dal dialogo con Michele Dantini.
FORMAT 8:
ma perchè la biennale deve avere un tema e costringere gli artisti a produrre opere su quel tema, io credo che sarebbe molto più interessante andare a scoprire il tema di ogni singolo artista, insomma si devono scegliere le opere non gli artisti.

FORMAT 9:
 I padiglioni nazionali rimangono così ma ogni nazione deve invitare ed accogliere nel proprio padiglione una “nazione”, “minoranza”, “etnia” non riconosciuta, segregata, emarginata, oppressa.  Per la mostra Internazionale verranno invitati solo 10 artisti, over 60 e ciascuno di loro dovrà scegliere un altro artista, rigorosamente over 60, che non abbia mai esposto in una Biennale.
 Tema della Biennale “Il tempo dell’attesa” o “Time to say Goodbye”

FORMAT 10:

I padiglioni nazionali rimangono così.
La mostra internazionale curata da Gioni ha come titolo:
MOLTITUDINI
MOLTITUDES
FORMAT 11: Padiglioni nazionali come sempre.

Mostra internazionale sul tema dei bisogni e dei credo politici. Titolo: NEEDS and CREEDS.
La solita rosa di artisti internazionali è chiamata a confrontarsi con la necessità per la società contemporanea di rinegoziare i propri bisogni e i propri “credo politici” (intesi a 360 gradi, come anche quelli religiosi).

FORMAT 12:

Tutto rimane così com’è. Gli artisti espongono in anonimato.
Solo in chiusura della biennale si conosceranno i nomi degli artisti e i paesi partecipanti.

il titolo:
RACCONTI TERRESTRI : PIANETI O CAPOLUOGHI?
il tema è “crisi d’identità attraverso i segni”.

FORMAT 13:
padiglioni nazionali sempre organizzati nello stesso modo e mostra internazionale con inviti tradizionali: ma la richiesta agli artisti è di pensare il proprio intervento come una missione casa per casa in qualsiasi luogo del mondo. Riportando poi i risultati, anche in presa diretta, all’interno degli spazi della mostra internazionale.

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