Confrontations: MADRE e il Castello di Rivoli VS ICA-Institute of contemporay art di Londra

di Micol Di Veroli 2

Eccoci giunti al secondo appuntamento della nostra serie estiva intitolata Confrontations. Si tratta di un confronto all’americana tra le offerte culturali di due prestigiose istituzioni, una straniera e l’altra italiana. Dalle nostre parti vengono stanziati milioni e milioni di euro per tenere in vita gli spazi pubblici e garantire loro un programma espositivo allettante per il pubblico. Alla fine della nostra breve avventura  sarà più facile comprendere il peso della nostra cultura contemporanea e l’utilizzo finale dei fondi stanziati dai contribuenti a favore della stessa.

La nostra avventura è iniziata con un agguerrito confronto Tate Modern di Londra VS MAXXI di Roma. Oggi vi offriremo un match ancor più agguerrito, vale a dire la programmazione di ben due musei italiani vale a dire quella del MADRE di Napoli  e del Castello di Rivoli contro quella dell’ICA, institute of contemporary art di Londra. Il Castello di Rivoli ha percepito nel 2011 circa 3 milioni di euro da fondi pubblici mentre il MADRE quest’anno si attesterà sui 2 miloni e trecentomila euro. Vediamo dove vanno a finire queste importante somme stanziate a favore della cultura. Il compianto MADRE di Napoli ormai senza timoniere è allo sbando completo. Attualmente il museo è vuoto ma per accedervi bisogna comunque pagare un biglietto di circa 3 euro le ultime tre mostre in ordine di tempo sono state Gerado Di Fiore chiusasi il 25/06, Mario Persico chiusasi il 19/03 e Costellazione Transavanguardia chiusasi il 30/01. Il Castello di Rivoli, anch’esso minato da una cronica carenza di fondi e dall’abbandono di Andrea Bellini può fare affidamento un unico evento attualmente in piedi, si tratta della mostra dedicata a Thomas Schutte che si è aperta il 22 maggio e si chiuderà il prossimo 23 settembre. Sia MADRE che Castello di Rivoli non hanno ancora reso noti i programmi per il futuro.

Nel frattempo vediamo cosa succede all’ICA di Londra. Fino al 16 settembre c’è Bruce Nauman e contemporaneamente, fino al 4 di agosto si potrà ammirare Art Drive!, la collezione di macchine BMW rimixate da grandi artisti come Jeff Koons. Fino al 9 settembre c’è anche tempo per vedere la prima personale a Londra dell’artista polacco Piotr Janas. In programma anche una mostra di Bjarne Melgaard e di Hannah Sawtell, entrambe in chiusura per il 18 novembre.  In contemporanea con la mostra di Nauman c’è anche Soundworks, collezione di 100 installazioni sonore prodotte da grandi artisti provenienti da tutto il mondo. Ah, la sezione screening inoltre presenta alcune opere del Rushes Soho Shorts Festival mentre il 6 luglio scorso ha avuto luogo lo screening del documentario Marina Abramovic: The Artist Is Present. Che dite, vi basta come programmazione estiva?

 

Commenti (2)

  1. cari amici di Globartmag, prima informarsi…poi comunicare…
    fatto salvo il diritto di tutti a manifestare il proprio pensiero e le proprie critiche nei confronti della programmazione, questa deve almeno essere completa. Evidentemente chi scrive non ha visitato ultimamente il Castello di Rivoli e nemmeno le pagine del suo sito poiché non solo il Museo offre la grande retrospettiva dedicata a Thomas Schutte in Manica Lunga ma, nei tre piani della Residenza Sabauda, presenta Oltre il muro, un allestimento del tutto inedito e sperimentale che propone non solo una rilettura della collezione, ma anche dello stesso ruolo del Museo. Una sorta di gioco che ribalta i ruoli chiave di curatore e visitatore, portando quest’ultimo a cercare uno o più percorsi personali tra le opere. Le opere selezionate da Beatrice Merz, propongono infatti la messa in gioco dei concetti di limite, confine, luogo e memoria. In mostra sono allestite le opere di oltre 55 artisti su tre piani espositivi. Ma non è tutto…mescolata all’allestimento di Oltre il muro e quindi in profonda relazione con esso, il Castello ospita anche Viaggio intorno alla mia camera, un progetto speciale di Marzia Migliora che dialoga non solo con gli spazi e con la storia stessa del primo museo italiano dedicato all’arte contemporanea, ma coinvolge – attraverso una chiamata alla partecipazione attiva – la struttura vivente dei visitatori del Museo. Il pubblico come attore degli spazi e dei progetti culturali del Castello diviene, grazie all’artista, un collaboratore, evidenziando la funzione culturale, educativa e divulgativa del Museo casa di tutti, in primis dei cittadini. Buon ultimo, tra le cose che si possono trovare qui in questi tempi di crisi (tra l’altro il Museo non è stato minato da nulla…e ha appena approvato – pur in tempi di ristrettezze economiche – un bilancio con 469.000 € di attivo) troviamo Summer school, un grande progetto culturale rivolto agli artenauti di tutte le età: appassionati e semplici curiosi, operatori culturali, insegnanti, studenti, bambini, ragazzi e famiglie. Il progetto, a cura del Dipartimento Educazione (che dal 2011 ha ottenuto dal MIUR Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca l’accreditamento come ente di formazione per il personale della scuola), è nato con l’obiettivo di mostrare che le arti contemporanee non sono un fatto elitario e possono invece fornire a tutti strumenti per crescere liberi e consapevoli in una società in continua evoluzione.
    I partners di Summer School offrono, insieme ai professionisti del Dipartimento Educazione, diversi spunti e occasioni per fare esperienza dell’arte contemporanea intesa nell’accezione più ampia: i moduli proposti spaziano infatti dalle arti visive al teatro, dalla musica alla danza, sempre in dialogo e in una relazione di fertile scambio con le opere esposte al Museo. All’insegna dell’interdisciplinarietà, Summer School da spazio anche alle connessioni tra l’arte del nostro tempo e saperi come Filosofia, Psicologia, Scienza, con uno sguardo a temi di attualità come la sostenibilità ambientale e l’arte come motore di trasformazione sociale responsabile (Michelangelo Pistoletto). Oltre alle proposte pensate per gli adulti, docenti, operatori culturali e studenti, non mancano attività per il tempo libero di giovani, bambini e famiglie, workshop con artisti e happening collettivi all’interno del Museo e nei dintorni, approfittando della grande piacevolezza dell’estate sulla collina rivolese.
    E veniamo al futuro. Il programma espositivo autunnale del Castello di Rivoli si apre il 15 settembre con La storia che non ho vissuto (testimone indiretto), una nuova grande mostra interamente dedicata alla giovane arte italiana. La rassegna, ordinata nelle ampie sale del terzo piano della Residenza Sabauda, è ideata e curata da Marcella Beccaria. Questo nuovo importante progetto espositivo è reso possibile dal generoso contributo degli Amici Sostenitori del Castello di Rivoli.
    Francesco Arena, Rossella Biscotti, Patrizio Di Massimo, Flavio Favelli, Eva Frapiccini, Goldi e Chiari e Seb Patane, sono i protagonisti de La storia che non ho vissuto (testimone indiretto), individuati quali rappresentativi di una nuova generazione di artisti italiani che individua nella storia del nostro Paese il proprio oggetto di indagine. Articolate in un’ampia varietà di forme e scelte linguistiche, le opere in mostra sono incentrate su alcuni tra i momenti che hanno tragicamente segnato l’Italia nel corso del Novecento. Inclusiva di opere realizzate appositamente e altre che meritano una rinnovata attenzione museale, la mostra rinnova il programma di sostegno alla giovane arte italiana già promosso dal Castello con il sostegno degli Amici attraverso la Borsa per i giovani artisti italiani.
    La mostra verrà affiancata da un intenso programma di eventi collaterali dedicato alla storia italiana e alla lettura e rilettura dei fatti e degli eventi analizzati nelle opere. In programma per il prossimo anno una grande retrospettiva di Ana Mendieta (in gennaio).
    Siamo a disposizione per ogni ulteriore informazione.
    Buona estate a tutti
    sb

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