Ai Weiwei e il libretto nero contro la Cina

di Micol Di Veroli Commenta

Il più grande ( e soprattutto il più simpatico) artista cinese di tutti i tempi ha colpito ancora. Signori e signore, Ai Weiwei non riesce proprio a star fermo e dopo la sua personale versione di Gagnam Style di PSY ha dato alla stampa la sua ennesima provocazione. Si tratta del Little Black Book, libricino nero che di fatto scimmiotta il celebre Libretto Rosso un’antologia di citazioni tratte dagli scritti e dai discorsi di Mao Tse-tung. Quindi come da regola anche il libretto nero di Ai contiene citazioni e frasi celebri dell’artista estrapolate da intervisti, articoli e tweets. Il libro è diviso in sei sezioni: Libertà di espressione, governo potere e scelte morali, il mondo digitale, il momento storico in relazione al futuro e per ultimo riflessioni personali. Ecco alcune quotes estrapolate dal libro:

 

La mia parola preferita? Azione!

La libertà è il diritto di fare domande

Su internet posso ascoltare la voce di persone che non mi hanno mai visto e loro posso ascoltare la mia. Una favola che diventa realtà

Il mio lavoro è politico perché essere artista è una scelta politica in Cina

Il computer del governo ha solo un bottone: Cancella

Non sono diventato radicale: sono nato radicale

Il governo cinese parla il linguaggio della comunità internazionale solo superficialmente

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