La noia dell’arte contemporanea è un fenomeno globale

di Micol Di Veroli 2

tateForse stavate pensando anche voi la stessa cosa ma non avevate il coraggio di dirla oppure eravate troppo annoiati per pensarla: il palinsesto delle mostre di arte contemporanea offerto da gallerie e musei d’Italia è decisamente ad un punto morto. Già, è decisamente arduo trovar qualcosa di pur minimamente interessante tra le nuove proposte dell’arte, molti artisti sono ancora inceppati sull’informale altri caricano i loro moschetti con le polveri bagnate dell’arte povera, del concettuale e dell’iperrealismo. I più si perdono in un vagheggio pomposo ed inconcludente quanto svuotato di ogni significato che scimmiotta il mito americano del pop o si pone in bilico tra un Marcel Duchamp senza gabinetto ed un Joseph Beuys senza feltro e grasso.

Comunque sia il fenomeno dell’arte contemporanea modaiola e noiosa non è solo italiano, leggete cosa scrive il nostro beniamino Jonathan Jones nelle pagine del suo blog: “La scena dell’arte contemporanea britannica è qualcosa a cui preferisco non pensare troppo altrimenti c’è il rischio di un travaso di bile. Mi chiedo perchè i più grandi musei e le più famose gallerie organizzino mostre talmente brutte o modeste. Non parlo della pittura figurativa contro il concettuale o il moderno contro il contemporaneo o di qualche altro vuoto dibattito che mostra solamente la stupidità dei curatori britannici e dei managers dell’arte. Mi riferisco alle mostre che ho visto in giro in questi ultimi tempi, eventi che nella maggior parte dei casi riescono a raggiungere solamente la sufficienza ed alla fine sei li a chiederti perchè non si riesca a fare di meglio. Sulle prime pensavo ad un mio ipercriticismo ma la realtà è che ci sono troppi curatori con poca sensibilità e troppi musei che puntano al vuoto spettacolo mentre appaiono indifferenti alla reale qualità delle mostre. Dopotutto non c’è nessuna differenza tra l’arte e la politica o la finanza britannica. Questa è la prova che l’arte riflette la nostra società”.

E forse aggiungiamo noi, le parole di Jonathan Jones non sono poi del tutto sbagliate.

Commenti (2)

  1. Superbly ilunailmting data here, thanks!

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