Cover Art, ovvero come ti copio un capolavoro con la Playstation

di Micol Di Veroli Commenta

following piece

Alcune opere d’arte degli anni ’70 create da maestri come Vito Acconci e Chris Burden sono divenute oggi dei fari in grado di ispirare ed influenzare anche le nuove generazioni artistiche. D’altro canto questo nuovo millennio si è trovato un poco a corto di idee rispetto al passato e non è mistero che i giovani attingano a piene mani da ciò che si è gia fatto. L’opera d’arte di respiro internazionale creata in un recente passato rappresenta sempre un comodo appiglio sia intellettuale che formale ed inoltre discostandosi leggermente da un capolavoro si rischia molto meno che buttarsi in una nuova e rivoluzionaria ricerca che potrebbe essere poco compresa da pubblico e critica.

Il fenomeno di riprodurre opere famose si chiama (come in musica) Cover ed ha dato luogo ad una crescente pratica denominata Cover Art.  Non è mistero che l’ausilio del computer e delle nuove tecnologie sia una delle cause di questo fenomeno che rischià però di sfociare in un appiattimento generale su di un unico livello. Poco tempo fa è balzato agli onori delle cronache un giovanotto chiamato Ramsay Stirling che ha basato il suo portfolio sulla riproduzione di famosi capolavori d’arte concettuale ricreati appositamente per la rete. L’artista ha riprodotto opere di Jasper Johns e Ad Reinhardt oltre che una copia di Television Delivers People (1973) di Richard Serra, trasformandola in Internet Delivers People.

Navigando in rete è facile trovare una copia di Following Piece, performance in cui Vito Acconci sceglieva ogni giorno una persona a caso per la strada e la seguiva il più a lungo possibile , fino a quando questa  entrava in un luogo a lui impenetrabile. L’opera è stata oggetto di una Cover prodotta da Aron Taylor mediante l’uso del videogioco per Playstation Grand Theft Auto.

Abbiamo scoperto anche una copia di Shot di Chris Burden ( performance in cui l’artista si faceva sparare un colpo di fucile al braccio) interamente eseguita su Second Life. Insomma sembra che questo fenomeno della cover art si stia diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo, ma riprodurre l’arte con le nuove tecnologie la rende priva di ogni significato e fredda come le macchine che la imitano.

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