Gli anni folli a Ferrara

Il fascino irresistibile della Parigi degli anni Venti rivivrà quest’autunno a Palazzo dei Diamanti attraverso le creazioni di grandi maestri della modernità all’apice della loro carriera. Monet, Matisse, Mondrian, Picasso, Braque, Modigliani, Chagall, Duchamp, De Chirico, Miró, Magritte e Dalí furono allora i protagonisti di un periodo di eccezionale vitalità artistica che ebbe come palcoscenico Parigi all’indomani della Grande Guerra. In quegli anni, che furono chiamati “folli”, i costumi liberali, il fermento intellettuale, il clima cosmopolita, i teatri, i caffè, il jazz, le gallerie attirano da ogni parte del mondo nella capitale francese musicisti, scrittori, coreografi, cineasti e artisti in cerca di fortuna e celebrità. Nella Ville lumière, novella mecca dell’arte, si respira l’aria di una nuova era, contrassegnata da un senso di libertà e da un desiderio di rinascita, che stimola la fioritura di un autentico laboratorio internazionale di idee e creatività.

Attraverso dipinti, ma anche sculture, costumi teatrali, fotografie, ready made, disegni, provenienti dai più importanti musei e collezioni private del mondo, la mostra, organizzata da Ferrara Arte, rievocherà quella stagione irripetibile che ha visto intrecciarsi le principali tendenze artistiche del Novecento, prima che l’ascesa del Terzo Reich in Germania cambiasse in maniera irreversibile il clima europeo.

Hartvest Festival a Montalcino

Har(t)vest non è solo un Festival di due giorni caratterizzato dalla presenza di artisti di grande fama internazionale. Har(t)vest è qualcosa di più e di diverso: un momento di aggregazione sotto il cielo stellato delle colline senesi, un esperimento ludico di condivisione artistica e sensoriale, la realizzazione di un villaggio dell’arte e della musica all’interno di una realtà preesistente. L’importante è immaginare e re- immaginare che tutto possa accadere.

Questo è il messaggio di Hartvest – Festival Internazionale di Degustazioni Audio Visive – che, dopo l’esplorazione dei territori ilcinesi nella sua prima edizione, torna sui prati dell’antica Fortezza Medievale di Montalcino (SI) i prossimi 2 e 3 Settembre 2011, per due interi giorni di musica, arti performative, Installazioni audio-visive ed incontri. Con l’ obiettivo di individuare e riuscire a catturare per un solo attimo il senso estetico ed evolutivo dell’ arte quale entità in divenire, Hartvest riparte vivisezionando sonorita’ ed immagini provenienti da luoghi disparati e motivati da tradizioni culturali diverse. La proposta artistica di questa edizione e’ stata particolarmente attenta a individuare gli artisti che maggiormente hanno caratterizzato il panorama musicale internazionale, presentando quindi proposte sia derivanti dall’ emisfero indie rock quanto dalla musica elettronica.

A Monte, ospitalità per artisti a Montescaglioso

La città di Montescaglioso, comune della provincia di Matera, già sede di Oreste (organizzazione culturale e residenza d’artista presentata alla 48 Biennale di Venezia, attiva dal 1997 al 2002, attraverso incontri periodici di artisti, critici e intellettuali in alcune località italiane tra cui Montescaglioso e Matera) e dei progetti G.A.R.Ba – Giovani Artisti Residenti Basilicata (attuati dal 2003 al 2006), è stata scelta simbolicamente come luogo del progetto a>Monte, un programma di ospitalità per artisti in un clima di stretta comunanza con la popolazione e il territorio.

Il progetto, ideato e sviluppato dall’artista Ferdinando Mazzitelli in un ambito di design sociale o progettazione artistica che supera il manufatto per arrivare all’ideazione di realtà pensate per l’individuo, si pone come piattaforma di sviluppo di relazioni artistiche e scambi d’esperienze, un tool, uno strumento, che poco a poco crea incontri e istituisce comunità attraverso un articolato programma comprendente: performance, proiezioni, laboratori, feste aperte ad un pubblico eterogeneo, per creare uno spazio attivo d’incontro, scambio e discussione attraverso interventi di artisti e teorici.

Non ti sta bene la mostra? Picchia la curatrice

Nayyar Ali Dada (architetto e proprietario della Nairang Art Gallery con Carmela Conroy

Il mestiere del curatore è  senz’altro difficile e quando si è donne tutto diviene ancor più problematico, visto che bisogna farsi valere in un mondo dove gli uomini detengono un’alta forma di potere. Tra le difficoltà del “mestiere” però, nessuno aveva mai pensato alle violenze di natura fisica. Eppure è successo anche questo, stiamo infatti parlando di uno spiacevole incidente occorso in una galleria di Lahore nel Pakistan.

Il 2 agosto scorso la polizia locale si è recata presso la Nairang Art Gallery a causa di una chiamata per “presunti atti immorali perpetrati all’interno della galleria”. Sul posto è giunta una pattuglia guidata dala capo della polizia locale Rana Zulifkar e, secondo quanto affermato dal direttore della galleria Nayyar Ali Dada, l’alto ufficiale ha iniziato un lungo diverbio con un avvocato che si trovava seduto al caffè della galleria con sua moglie. A quel punto la curatrice Amal Opal è intervenuta per sedare la rissa verbale e Zulifkar non ha fatto altro che colpirla, dichiarando: “tu gestisci un locale immorale”, tutto questo perché la curatrice stava indossando un vestito senza maniche.

Ron Arad si scopre curatore

Il 2011 sembra essere un anno fortunato per il grande designer internazionale Ron Arad. Dopo il Design Museum di Holon, che ha riscosso numerosi consensi grazie alla sua innovativa struttura in acciaio Cor-Ten, Arad ha dimostrato di avere ancora molte frecce per il suo arco.

Questa volta il grande designer di origini israeliane ha creato una grande installazione alla Roundhouse di Londra, un ex officina di motori a vapore trasformata oggi in spazio espositivo multi-disciplinare. L’opera in questione prende il nome di Curtain Call ed è appunto un enorme tenda circolare di 18 metri di diametro che funge da telo per proiezioni. Su questo enorme schermo vengono proiettati video di artisti invitati da Arad, che per l’occasione si è trasformato in una sorta di curatore d’arte.

Toulouse-Lautrec e la Parigi della Belle Époque

Una mostra su Henri de Toulouse-Lautrec in Italia mancava da parecchi anni. Il vuoto viene colmato dalla Fondazione Magnani Rocca che, dal 10 settembre all’11 dicembre 2011 nella sua sede di Mamiano di Traversetolo, presso Parma, propone una originale riflessione sul celebre artista francese.

È noto come una parte della produzione dell’aristocratico Toulouse-Lautrec (Albi 1864 – Malromé 1901), si sviluppi sulla scia del “japonisme”, ovvero l’ispirazione all’arte giapponese; egli traspone tecniche e inquadrature di quel mondo affascinante e misterioso al contesto occidentale dei locali notturni e delle maisons closes, ovvero le case chiuse che frequenta non solo come artista. È nell’ambito delle sue celeberrime affiches, presenti in mostra nell’intero corpus, che la rielaborazione dei temi e del linearismo grafico giapponese si esprime più evidentemente: dai profili degli uomini in cilindro, alle ombre nere alle spalle del soggetto, alla silhouette “senza testa” della cantante Yvette Guilbert nel notissimo Divan Japonais.

Giovedì difesa: Capitan America, ma anche Thor, Iron man e i supereroi

Ogni supereroe ha delle caratteristiche precise. Da piccolo leggevo Capitan America perché mi affascinava, poi mano che una seppur blanda coscienza politica mi si avvicinava, mi ci sono allontanato: il super poliziotto super patriottista americano era troppo per me. Oggi ho vinto queste remore e da appassionato di eroi marvel il film l’ho voluto vedere. In verità valeva la pena, non solo e non tanto per la sequenza interminabile di citazioni nascoste e per la consueta apparizione cammeo di Stan Lee.

Anzitutto il film ha a che vedere con Indiana Jones, si svolge tutto nella seconda guerra mondiale e il rimando è quasi immediato. E seconda cosa si contesta da solo. Il costume di Capitan America nasce per connotarlo come fenomeno da baraccone, per invitare gli americani ad arruolarsi. Tuttavia in una scena il cattivo smonta le sue velleità patriottiche sostenendo che gli stati non hanno senso e presto non esisteranno più. Come oggi sappiamo le guerre sempre più non sono ormai più per sovranità popolare e per invasione di uno stato su un altro, ma procedono a colpi di multinazionali e industrie delle armi e dell’energia.

Marilyn Flop, filmino segreto invenduto e statua rifiutata dal pubblico

Strane cose succedono ai miti dello star system. Molti si improvvisano artisti, altri musicisti, altri ancora si lasciano divorare dalle più bizzarre manie e quando passano a miglior vita, secondo l’immaginario collettivo, si recano su quella famosa isola dove si nasconderebbero i vari Marlon Brando, Elvis Presley, James Dean e compagnia cantante. Ovviamente la pop icon defunta diviene una vera e propria immagine-culto, una sorta di santone da venerare che ha le sue belle reliquie da collezionare.

Una delle star più venerate in assoluto è certamente Marilyn Monroe, immortalata da grandi fotografi ed artisti come Andy Warhol. In questi ultimi giorni la bella Marilyn è stata però oggetto di alcune vicende che non fanno altro che confermare le bizzarrie legate alle grandi stelle. Come tutti sanno esiste un celebre film erotico girato nel 1947 su pellicola 8 millimetri che raffigura una giovane Marilyn ancora agli inizi. Il film in questione è di proprietà di un collezionista spagnolo, tale Mike Barsa, che si dichiara in possesso di due documenti attestanti la genuinità del filmato.

11 Gagosian Gallery per Damien Hirst nel 2012

Come titola Artinfo nel 2012 è prevista l’apocalisse, quella fine del mondo tanto sbandierata dai tabloid di tutto il mondo che oramai è balzata in prima posizione nella classifica delle più celebri leggende metropolitane di tutti i tempi. Scherzi a parte, un bel trambusto, almeno per il mondo dell’arte ci sarà e sicuramente non sarà del tutto inferiore ad una sventura di vasta scala.

Nel gennaio prossimo infatti, la Gagosian Gallery di New York organizzerà un evento senza precedenti. Star di questa manifestazione è il pupillo della generazione Young British Artists, Mr. Damien Hirst. Gagosian terrà 11 mostre simultanee nei suoi 11 avamposti sparsi per il globo, protagonisti assoluti saranno i celebri Spot Paintings del folletto-Hirst, quei dipinti a pois colorati su sfondo bianco per intenderci. Questa mostra personale multipla fa parte di una sorta di rilancio in grande stile dopo i numerosi flop che l’artista ha immagazzinato negli ultimi tempi.

NOT.fest, edizione zero del festival internazionale di musica

Il 12, 13 e 14 agosto, prodotto da Mercati Generali in collaborazione con il Comune di Noto (Siracusa) si terrà a Noto l’Edizione zero del NOT.fest, un festival che offre un programma di ricerca musicale che contempla concerti live e dj set con una line-up ispirata alle più interessanti produzioni contemporanee nazionali e internazionali.

La line-up artistica è di primo livello e riuscirà ad accontentare sia gli amanti delle performance live che gli appassionati del dance-floor. Il concerto inaugurale previsto per le ore 21.30 del 12 Agosto vede la partecipazione della cantante inglese Sylvie Lewis. Le tre serate del NOT.fest, con inizio alle ore 22, prevedono due momenti: una prima parte di musica live, con band di livello nazionale e internazionale come Nouvelle Vague, Apparat, Casino Royale, la seconda parte invece vedrà trasformarsi l’area concerti in un dance floor bollente, con la presenza di alcuni tra i dj più importanti del panorama del clubbing internazionale: Carl Craig, David Rodigan, Joyce Muniz, Erlend Oye, Mala.

Ai Weiwei torna su Twitter e parla a nome degli artisti prigionieri

Ai Weiwei sembra essere tornato a parlare a gran voce tramite internet. Dopo averlo visto sulla nuova piattaforma Google +, social network in lotta con Facebook, il coraggioso artista è comparso anche su Instagram, social network fotografico molto in voga tra gli utenti Apple. Proprio su questa piattaforma Weiwei sta pubblicando le foto del suo recupero fisico, lo vediamo infatti mentre si pesa e guadagna 3 etti o quando mangia un’enorme ciotola di riso in compagnia dei suoi collaboratori.

La notizia del giorno è però quella del grande ritorno dell’artista su Twitter, social network dove il profilo di Weiwei è visitato da centinaia di migliaia di fan e da dove l’artista ha più volte lanciato le sue azioni da “dissidente”, per usare un vocabolo tanto caro al regime cinese. Ebbene, noi tutti avevamo subito pensato ad una probabile quanto malaugurata censura del profilo Twitter ma fortunatamente le cose non stanno così ed il nostro è tornato a twittare liberamente.

I Voina minacciano danni in Russia


Il silenzio dei Voina ci sembrava un poco sospetto, ma nel giro di una decina di giorni tutti i nostri dubbi sono stati fugati, visto che alcuni componenti del celebre gruppo artistico russo hanno già gridato vendetta. Stiamo parlando della reazione al nuovo arresto di Oleg Vorotnikov che nel marzo scorso ha partecipato ad una manifestazione non autorizzata dell’opposizione, strappando il cappello di alcuni agenti di polizia e ferendone uno alla nuca. Vorotnikov è quindi dentro con l’accusa di atti di teppismo ed i suoi colleghi hanno pensato bene di vendicarlo.

I Voina sono stati chiamati al Creative Time Summit, prestigiosa manifestazione con artisti socialmente impegnati provenienti da ogni parte del mondo che si terrà il prossimo 23 settembre a New York e dove parteciperanno nomi come Laurie Anderson e Jeremy Deller. Ebbene, a ridosso di questa importante partecipazione il gruppo artistico ha dichiarato di voler distruggere opere pubbliche russe per un totale di 100.000 dollari di danni. La cifra non è casuale visto che nello scorso febbraio Vorotnikov era stato liberato grazie ad una cauzione di 10.000 dollari, in parte pagati dal celebre street artist Banksy.

LE SCULTURE DI ARON DEMETZ A LUCCA

La mostra dello scultore originario di Selva di Valgardena Aron Demetz, dal titolo “Solide Fragilità”, inaugura venerdì 12 agosto a Lucca, presso Villa Bottini, alle ore 18:30. La mostra costituita da oltre 20 sculture, curata da Luca Beatrice e Alessandro Romanini è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Lucca nell’ambito del ciclo di eventi espositivi Bottini Art Village dedicati all’arte contemporanea.

Il nucleo più consistente delle opere verrà ospitato nella splendida cornice di Villa Bottini e del suo parco, al Lu.C.C.A Center for contemporary Arts troverà spazio un’opera dedicata alla figura umana, mentre l’Ex Cavallerizza Reale ospiterà una scultura di grandi dimensioni. Aron Demetz classe 1972, erede della secolare tradizione della lavorazione del legno di Selva di Valgardena, sin dall’inizio della sua precoce carriera ha sperimentato le varie soluzioni formali e compositive della figura umana, conquistando un armonico equilibrio creativo fra tradizione e innovazione. Una figura umana, che denota la sua profonda conoscenza dell’anatomia e del repertorio tramandato dalla storia dell’arte, su cui l’artista innesta innovazioni di carattere iconografico, materico e variazioni tecniche e ha assunto nel corso del tempo valenze esistenziali e spirituali.

Caos a Roma, allarme bomba al Colosseo e lenzuolo rosso sulla statua del Papa

“Il sole d’agosto ti ha dato alla testa”, cosi cantava Edoardo Vianello in una delle sue hit estive di tanti anni fa e questa semplice rima è praticamente perfetta come incipit per il nostro articolo di oggi. In una Roma assolata e preda della canicola estiva qualcuno ha veramente perso la testa a causa del sole, ed ha in seguito deciso di sferrare un attacco ai monumenti della città.

La prima opera pubblica ad essere stata attaccata è stata la famigerata statua di Papa Wojtyla di Oliviero Rainaldi in quel di Termini. Dopo esser stata più volte minacciata, sino a richiedere l’ausilio di una pattuglia di sorveglianza dei vigili urbani ed in seguito di una telecamera a circuito chiuso, la discutibile statua è stata oggetto di un’azione artistica portata a termine dall’artista Krakov nella serata del 7 agosto scorso. L’artista ha posto una scala sulla statua ed è asceso fino alla testa, ponendovi sopra un bel lenzuolone rosso a copertura del volto del santo pontefice. “Questa statua rovina il vero volto dell’arte, anche come l’aveva percepito il sommo pontefice” ha dichiarato Krakov alla stampa e non possiamo certo dargli torto.