Luca Frei allo Studio Dabbeni di Lugano

Lo Studio Dabbeni di Lugano (Svizzera) presenta la sua terza mostra personale dell’artista Luca Frei (nato a Lugano nel 1976, vive a Malmö, in Svezia).  Nella prima sala, un lavoro installativo, The Hours, costituito da sessanta clessidre della medesima grandezza, poste su scaffalature metalliche. In questo, il tentativo di dare rappresentazione concreta ad un tempo che risulta frammentato, ma anche moltiplicato. L’artista intende suscitare un magnetismo esperibile da chi entra in contatto con l’opera, che si esprima attraverso l’atto di invertire questi strumenti di misura, quando la sabbia si sia venuta a depositare sul fondo.

Quasi a fungere da contraltare a questo lavoro, una serie di disegni a carboncino che rappresentano linee simili a bastoncini di incenso che, sfumate con il dito, richiamano alla mente l’idea del fumo che sale verso l’alto.  Di fortissimo impatto emotivo per lo spettatore, nella seconda sala espositiva, si pongono quattro grandi tele, che propongono una figura stilizzata, rappresentata di spalle. Non è percepibile un profilo umano, tuttavia la figura mostra una parte di volto, di lato, molto sinteticamente definito, e la testa assume l’aspetto di una calotta.

Pillole di Biennale 10 – Quale futuro

(Dove eravamo rimasti…) Siamo arrivati alla fine ed sarebbe tempo di considerazioni generali, ma prima un ultimo consiglio: una piccola mostra che è un gioiellino, ma lo si capisce dopo averla visitata. Un esempio tra l’altro di qualcosa fatto bene da ogni punto di vista: contenuti, campagna di comunicazione e allestimento. Magari non spicca, e mentre osservi le opere, abituati ormai all’opulenza di cotanta arte in tutta Venezia, può sembrare piccolina, un po’ mesta, invece ha una sua forza, lenta e decisa. Parlo di The future of a promise mostra curata da Lina Lazaar che raccoglie ai Magazzini del Sale l’arte contemporanea del mondo arabo.

All’entrata ci diedero un piccolo libretto (quello che per me vuol dire coccolare il visitatore) contenente tutte le opere e brevi spiegazioni per ognuna. L’introduzione è semplice: la promessa è un intento, una volontà di cambiamento. Come tutti sappiamo nell’ultimo anni i paesi arabi hanno visto nascere quella  che viene chiamata la Primavera araba: un’onda di consapevolezza e ribellione politica che ancora non si è fermata, nonostante i nostri telegiornali non ne parlino più e soprattutto nonostante la violenta repressione che i regimi perpetuano verso la popolazione ormai stanca.

Yankee Go Home! E Shepard Fairey si becca un occhio nero

Che Shepard Fairey non fosse uno dei più amati street artists del contemporaneo lo sapevamo bene ma che addirittura fosse in grado di suscitare una vera e propria sommossa, questo proprio non ce lo aspettavamo. La scorsa settimana il nostro street atist si trovava in quel di Copenhagen per la mostra Your Ad Here, personale organizzata dalla V1 gallery. Li il celebre artista  ha  composto un grande murale con una colomba e la scritta Peace 69 sulla fiancata di un edificio prospiciente la sede della 69 Youth House, un ex ritrovo cittadino per anarchici e punk demolito nel 2007.

Ovviamente la comunità anarco-punk di Copenhagen non l’ha presa molto bene, visto che la perdita della 69 Youth House rappresenta ancora una ferita aperta e sanguinante. Come se tutto ciò non bastasse un quotidiano locale ha pubblicato una notizia erronea dove si spiega che il murale di Fairey è stato commissionato dalle istituzioni cittadine. Insomma, tirando le somme, la comunità punk locale si è sentita realmente presa per i fondelli: prima la giunta comunale distrugge la loro sede e poi ci mette una pietra sopra con un bel muralone del giovale Fairey che inneggia a fare pace dopo la perdita del 69.

Art in The Streets non è l’unica mostra record del MOCA

Lo scoppiettante magazine online Hyperallergic ha pubblicato in questi giorni un divertente articolo in risposta ai titoloni che la mostra Art in The Streets al MOCA di Los Angeles è riuscito a guadagnarsi sulle prime pagine di molti giornali internazionali, di settore e non. Il grande evento fortemente voluto da Jeffrey Deitch è stato forse uno dei più chiacchierati degli ultimi tempi, la critica di settore lo ha gambizzato ma il pubblico lo ha decisamente apprezzato.

Grande incasso ai botteghini, polizia locale infuriata per l’aumento di graffiti e tags in città durante il periodo della mostra e biglietti gratis il lunedì incredibilmente pagati dalla star della street art Banksy. Tutte queste vicende non hanno fatto altro che offrire degna pubblicità ad un evento che già di per sé era stato presentato in pompa magna. Certo è che quando si organizza una mostra sul fenomeno street con nomi del calibro di Banksy, Shepard Fairey, Swoon, Barry McGee, Retna, Kenny Scharf, Space Invader e molti altri, il successo di pubblico è assicurato.

Carl Andre al Museion di Bolzano

Padre fondatore della Minimal Art, leggenda vivente, con le sue opere radicali Carl Andre ha rivoluzionato il concetto di scultura e influito fortemente sullo sviluppo dell’arte del XX secolo. A pochi mesi dal conferimento del prestigioso premio della Roswitha Haftmann Stiftung, il Museion di Bolzano dedica a questo importante artista americano la prima celebrazione museale in assoluto per l’Italia.

Più di venti sculture, opere di medie e piccole dimensioni dalla fine degli anni Cinquanta ad oggi provenienti da collezioni pubbliche e private verranno presentate dal 16 settembre nelle sale del Museion. Tra le famose installazioni di grande formato anche Wirbelsäule (colonna vertebrale) opera realizzata nel 1984 a Basilea, raramente esposta, che verrà presentata nello spazio pubblico davanti al museo. Particolare attenzione verrà dedicata ai Poems, opere testuali poco conosciute, ma di importanza fondamentale per il pensiero e l’arte di Carl Andre.

Wu Yuren e il distretto 008, la Cina fallisce per l’ennesima volta

In questi giorni la BBC inglese ha intervistato Ai Weiwei e l’artista ha rilasciato alcune scioccanti dichiarazioni circa i suoi (oltre) 80 giorni di prigionia in mano ai servizi di polizia cinesi. Weiwei ha detto alla stampa di essersi sentito “molto vicino alla morte”, a conferma della gravità di una situazione che ha tenuto con il fiato sospeso l’intero mondo dell’arte.

Va detto però che Weiwei non è l’unico artista cinese ad essere caduto vittima di un regime a dir poco oscurantista. Vi ricordate ad esempio di Wu Yuren? Ebbene se non sapete di chi stiamo parlando, vi rinfreschiamo un poco la memoria. Yuren è un intrepido artista cinese che è stato soprannominato il “piccolo Ai” per il suo coraggio e la sua combattività, attributi molto simili al suo noto collega Ai Weiwei. Yuren è stato processato nel novembre 2010 ed è stato successivamente imprigionato aver scatenato, nel corso della precedente estate, una rivolta nel distretto artistico di Pechino denominato 008, dopo che le autorità cittadine avevano deciso di raderlo al suolo.

Anche nelle Filippine si censura l’arte contemporanea

Se pensate che scandali e scandaletti legati ad arte contemporanea e religione siano una questione prettamente italiana, possiamo senza ombra di dubbio affermare che vi state sbagliando di grosso. Già perché le sommosse tipo “non vogliamo la rana crocefissa di Martin Kippenberger” sono divenute una vera e propria moda in tutto il globo.

L’ultima vicenda in ordine di tempo riguarda la lontana Manila, nelle Filippine. Lo scorso 9 agosto il CCP, Cultural Center of the Philippines ha inaugurato una mostra dal titolo Kulo, che qui in Italia potrebbe suonare un poco sibillino. Assonanze a parte, la mostra è stata immediatamente chiusa perché ritenuta sacrilega e blasfema. Il CCP non ha spiegato la vera natura di questa subitanea chiusura ma alcune voci di corridoio hanno dichiarato che la censura è giunta dopo numerose minacce da parte della cittadinanza e numerose pressioni degli ambienti ecclesiastici.

Holy Work, Andrea Serrano reinterpreta il ritratto sacro all’interno della storia dell’arte

Il 22 settembre la Galleria Pack di Milano inaugura HOLY WORKS, la prima mostra di Andres Serrano appositamente concepita e realizzata per la galleria dove l’artista americano ricrea e reinterpreta la pittura religiosa medioevale e rinascimentale.

HOLY WORKS, nelle intenzioni dell’artista, non vuole essere una re-interpretazione di opere specifiche della storia dell’arte e non deve trarre in inganno la presenza di una Ultima Cena. Quella di Serrano sembra voler essere piuttosto una rilettura complessiva dell’idea di ritratto sacro all’interno della storia dell’arte. Ben lontano dalla volontà iconoclasta tipica di molti cicli passati, in queste opere l’artista sembra orientato verso una sua lettura della pittura italiana quattro-cinquecentesca che rinvigorisce alla sua tipica maniera e attraverso l’utilizzo di personaggi presi all’interno della cerchia degli amici e conoscenti che riportano le tipiche caratteristiche somatiche di quel melting pot newyorkese che da sempre affolla le sue fotografie.

TROUBLE RAINBOW, progetto collettivo pensato per la galleria Marie-Laure Fleisch

Giovedì 22 settembre la galleria Marie-Laure Fleisch di Roma presenta per la prima volta in Italia il lavoro di tre giovani artiste legate per nascita o per formazione culturale alla Svizzera: Claudia Comte, Athene Galiciadis e Melodie Mousset.

Le tre artiste che si conoscono dagli anni della formazione presso l’Ecole Cantonal d’Art di Losanna, mentre ora risiedono ed operano in differenti città del mondo, condividono da tempo l’interesse di realizzare un lavoro che assecondi la loro comune ricerca basata sulle forme e i colori. Questa mostra offre loro l’occasione per sviluppare un progetto collettivo, pensato appositamente per gli spazi della galleria. L’installazione complessiva vuole essere un laboratorio dove possono confrontarsi le modalità esecutive e i procedimenti visivi che nascono dall’incontro e dal dibattito di distinte individualità di ricerca.

EXTENDED VOICES. MUSICA, VIDEO E RITRATTI DELLA VOCE CONTEMPORANEA

Con il titolo di Extended Voices. Musica, video e ritratti della voce contemporanea la Galleria Civica di Modena – assieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena – organizza una tre giorni di iniziative curate da Claudio Chianura in occasione del festivalfilosofia, in programma a Modena dal 16 al 18 settembre 2011. Poiché il tema del festivalfilosofia 2011 è “Natura”, si è scelto di dedicare la ricognizione artistica della Galleria Civica alla voce, proprio in quanto “strumento naturale”, convocando negli spazi del Palazzo Santa Margherita performers che rappresentassero – sia nel campo della pura ricerca, sia in quello della tradizione rivisitata – alcune tra le massime espressioni della vocalità contemporanea.

Nelle tre sere del festivalfilosofia, all’interno del chiostro, Jaap Blonk, Sidsel Endresen, Joan La Barbara, Sergio Messina, Susanna Parigi Sabrina Bizzo e Aurora Faggioli si alterneranno passando dalla canzone d’autore alla sperimentazione, dal jazz al dj set e al repertorio colto del Novecento.

A ferragosto il MiBAC ti propone una vacanza all’insegna della cultura

E’ ferragosto, molti saranno al mare in vacanza in chissà quale meta ma se le vostre ferie son già finite non sentitevi sfortunati perchè quest’anno passare il ferragosto in città non è di certo noioso. Ogni città ha un ricco programma all’insegna della cultura e dell’intrattenimento.

Nel giorno del 15 agosto 2011 ad esempio molti luoghi della cultura italiani resteranno aperti (alcuni anche con orario prolungato) per accompagnarti in una vacanza culturale. Anche quest’anno nel giorno di Ferragosto il Ministero dei Beni e le Attività Culturali mette a disposizione per gli amanti dell’arte il suo ricco patrimonio fatto di musei, gallerie, monumenti, palazzi, ville, castelli, templi, parchi, giardini, aree e siti archeologici, necropoli e scavi, appositamente aperti per tutta questa giornata di festa. Molti dei luoghi d’arte coinvolti, inoltre, arricchiranno la propria proposta organizzando eventi quali concerti, mostre tematiche e suggestivi percorsi guidati.

V edizione di Comodamente a Vittorio Veneto

Il 2,3 e 4 settembre a Vittorio Veneto si rinnova l’appuntamento con Comodamente, giunto alla V edizione. Comodamente è un contenitore di idee, un festival che mette insieme il meglio della cultura contemporanea – senza le noie del sapere accademico – per diffondere informazione, filosofia, musica, scienza, libri e storia tra la gente.

È una modalità libera e gratuita di condividere i temi su cui si sta costruendo il nostro futuro, buttando lo sguardo ovunque e oltre l’ostacolo, a partire da una parola chiave. È una festa della cultura liquida in cui dialoghi, sessioni letterarie, eventi musicali, dibattiti si alternano a piacevoli occasioni conviviali, realizzati nel centro storico e negli ambiti dismessi della città ri-allestiti per l’occasione. Va così in scena un confronto serrato e trasversale tra pubblico e intellettuali, scrittori, scienziati, giornalisti, docenti universitari, artisti, imprenditori e politici sui temi della contemporaneità, del recente passato e del futuro sempre più prossimo, per poter offrire strumenti di comprensione della realtà ed invitare la gente ad esprimersi, confrontarsi, prendere posizione.

Degas, Toulouse-Lautrec e Zandomenighi a Pavia

Dal 17 settembre al 18 dicembre 2011 le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia ospiteranno la mostra Degas, Lautrec, Zando’. Les folies de Montmartre, che raccoglierà i lavori di tre maestri della nouvelle peinture, quali Edgar Degas, Henri Toulouse-Lautrec e Federico Zandomeneghi, messi per la prima volta in dialogo sul mito di Montmartre, centro pulsante della vita artistica, e non solo, parigina di fine Ottocento e d’inizio Novecento. L’esposizione presenterà ottanta opere, tra pitture e grafiche, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, con un apporto speciale di prestiti dalla città di Toulouse.

Ça c’est Paris!
Una nota canzone già tra fine Ottocento e primo Novecento celebrava l’appeal della capitale francese, paragonandola a “una bionda che piace a tutti”. Ma ancor di più, La Butte, la collina di Montmartre abitata dagli artisti, capace di attirare gli esponenti di ogni classe sociale e di far convivere strilloni, prostitute, gestori di cabaret, attrici, pittori, aristocratici, clown e ballerine, borghesi e benpensanti, è diventata nel tempo uno dei luoghi di culto della capitale francese.

PerSe Visioni a Polignano a Mare

PerSe Visioni – Visual Art Exhibition organizzata dall’associazione culturale Bachi da Setola, giunta ormai alla quarta edizione con il patrocinio del Ministero della Gioventù, della Regione Puglia – Assessorato alla Cultura, Turismo e Mediterraneo, della Provincia di Bari e del Comune di Polignano a Mare, intende analizzare il rapporto dei giovani con il loro contesto di vita, capire cosa attira il loro sguardo e analizzare differenti tecniche di osservazione. Il progetto è in partnership con Milano Film Festival, Romaeuropa Web Factory, International Student Film Organization, Userfarm, Fondazione Museo Pino Pascali, Ass. Sguardi, Residui Teatro.

L’idea dalla quale parte la nostra proposta è quella di avvalorare la concezione di spazio come trasposizione del nostro essere e non come semplice “scenografia” della nostra vita. Anche quest´anno il progetto ha come fonte d’ispirazione la Geografia emozionale teoria elaborata da Giuliana Bruno, filosofa e docente ad Harvard.