Buon compleanno GlobArtMag

Eh si, è passato un anno! 365 giorni di arte contemporanea e noi abbiamo cercato di riempirli con notizie, curiosità, approfondimenti e critiche con l’obiettivo di offrire ai nostri utenti

I Raggi UV riportano alla luce un affresco di Giotto

Importante scoperta di un team di restauratori italiani che durante i loro interventi su alcuni affreschi del Giotto (maestro del 14esimo secolo) sono riusciti a riportare alla luce incredibili colori e dettagli mai visti, presumibilmente occultati da secoli di polvere ed impurità.  Gli affreschi, databili attorno al 1320, fanno parte delle decorazioni delle mura della cappella Peruzzi nella Basilica di Santa Croce a Firenze.

La cappella è stata immortalata dalla regista James Ivory che nel 1985 scelse proprio la magica location per girare una scena del film Camera Con Vista. Nella scena in questione la celebre attrice Helena Bonham Carter interpreta la nobildonna inglese Lucy Honeychurch che nella cappella incontra il suo futuro marito. Gli affreschi di Giotto raffigurano l’ascesa in paradiso di San Giovanni Evangelista e la testa di San Giovanni Battista presentata a Re Erode su di un piatto portato da un soldato Romano. Per riportare alla luce gli sfavillanti colori creati dal grande maestro, i restauratori hanno utilizzato i raggi ultravioletti.

Ai Weiwei selezionato per la prossima mostra alla Turbine Hall del Tate Modern

 Ai Weiwei, Il celebre artista/attivista cinese da tempo impegnato in una dura lotta per il rispetto dei diritti civili nel suo paese nation, è stato selezionato dai vertici della Tate Modern di Londra per realizzare una nuova installazione alla Turbine Hall nel prossimo ottobre. Lo spazio cavernoso è già stato occupato da incredibili installazioni di artisti quali Miroslaw Balka e Dominique Gonzalez-Foerster , ora non resta che vedere cosa escogiterà Weiwei che di estro e creatività ne ha da vendere.

L’artista è nato a Pechino ed è conosciuto per opere che provocano reazioni e generano dibattiti, non a caso in una recente intervista  ha dichiarato:  “Libertà significa avere il diritto di fare domande su tutto”.  Sino ad oggi Weiwei è l’unico artista della regione pacifico-asiatica (che ancora vive e lavora in Cina) ad essere stato selezionato per esporre nella Turbine Hall.  Da venti anni l’artista gioca un ruolo fondamentale nella scena dell’arte contemporanea cinese e nel 2008 ha collaborato con gli architetti Herzog & de Meuron per la realizzazione del Bird’s Nest Stadium (o Nido d’uccello, ufficialmente chiamato National Stadium), struttura ufficiale delle olimpiadi di Pechino 2008.

JR, ascesa di un eroe contemporaneo dal cuore d’oro

 Dagli slums del Kenya fino alle banlieues di Parigi, il guerrilla artist JR ha piazzato le sue gigantesche facce sulle case delle aree più povere del mondo. L’artista parigino è l’unico in grado di rivaleggiare con Banksy visto che recentemente una sua opera è stata venduta da Sotheby’s ed un’altra è stata affissa sulle gigantesche mura della Tate Modern. Inoltre il lavoro di JR è particolarmente amato da celebrità del calibro di Trudie Styler e Damon Albarn, leader della celebre band musicale Blur.

JR (iniziali del suo vero nome che l’artista non ha mai reso noto) ha iniziato da teenager a creare graffiti ed ha in seguito cominciato a scattare fotografie quando ha rinvenuto per puro caso una macchina fotografica nella metropolitana di Parigi. Adesso all’età di 26 anni, l’artista ha mixato le due forme creative ed ha inventato un suo stile personale definito “photograffeur”, tecnica che consiste nel affiggere enormi fotografie in bianco e nero sulle mura e sui tetti di edifici pubblici di tutto il mondo. Ovviamente il tutto senza chiedere alcun permesso alle autorità.

Steve Lazarides punta tutto su Ian Francis e la nuova pittura contemporanea


Quel vecchio volpone di Steve Lazarides sembra avere un fiuto particolarmente sviluppato per la scoperta di nuovi talenti e bisogna proprio ammettere che tutti gli artisti toccati dal pragmatico gallerista newyorchese si tramutano in galline dalle uova d’oro. Questa volta Lazarides annuncia la prima mostra personale del pittore Ian Francis che verrà per l’occasione ospitato dagli spazi londinesi della Rathbone Gallery dal 25 marzo al 6 maggio 2010.

L’artista presenta una serie di schizzi e 16 grandi dipinti basati sui paradossi. I dipinti di Francis presentano, scene narrative e giustapposizioni di immagini di paesaggi apocalittici dove si stagliano figure femminili. Il tutto in bilico tra astrazione ed espressionismo. Per portare a termine le sue tele l’artista usa una combinazione di olio, acrilico ed inchiostro, il tutto mescolato sapientemente in modo da creare vere e proprie visioni illusorie. La mostra dal titolo Exodus, riflette sulle ossessioni della società nei confronti dei mass media e della coltura popolare, porno stars, cheerleaders ed attrici si muovono con aria sinuosa e provocatoria in ambienti evanescenti e dannati, dalla bellezza inaspettata.

New Museum, Jeff Koons e Dakis Joannou: cronache di un disastro annunciato

 Finalmente si è aperta Skin Fruit (in visione fino al 6 giugno 2010), la tanto attesa e criticata mostra del New Museum curata da Jeff Koons con opere provenienti direttamente dalla collezione del celebre dealer greco Dakis Joannou, il quale figura anche tra i benefattori del museo. Questo strano conflitto di interessi fu aspramente criticato lo scorso autunno, al momento della presentazione del progetto ed in molti furono concordi nel definirlo “una pessima idea“. Ed a giudicare da quello che possiamo vedere oggi nelle sale del New Museum non c’è che da confermare tale affermazione.

Le opere in mostra sono state selezionate ed installate in maniera del tutto caotica da Mr.Koons (vecchio amico di Joannou il quale possiede molte opere dell’artista), basti pensare al fatto che l’artista ha riempito gli spazi espositivi con ben 80 opere tra dipinti, sculture, disegni, video e performances creati da 50 artisti diversi. Ovviamente ci sono alcune opere decisamente interessanti ed alcune sorprese ma la stragrande maggioranza degli artisti sono grandi nomi come Mike Kelley e Cindy Sherman o nuove ma già celebri conoscenze come John Bock, Nathalie Djurberg e Dan Colen, insomma artisti che già fanno parte della scena dell’arte e le cui opere sono presenti in numerose collezioni private e museali.

Frederick Sommer, fotografie di un mondo misteriosamente reale

 Un grande maestro, un fotografo innovativo, uno sciamano forse un misitco o un eremita. Questi termini sono forse limitativi per una figura monumentale come quella di Frederick Sommer, artefice di vere e proprie alchimie fotografiche in bianco e nero, dai fotomontaggi, ai soggetti evanescenti fino alle ossa dei coyote ed alle interiora di animali brutalmente fissate sullo sfondo bianco. Sommer era un’autodidatta e la fotografia diurna era la sua pratica preferita, un medium capace di portarlo in molteplici direzioni attraverso le oscure strade del processo creativo.

Nato nel 1905 nel sud dell’Italia e cresciuto in Brasile, Sommer si stabilì nel deserto dell’Arizona all’età di 30 anni e lì rimase fino alla sua morte nel 1999. L’infinita distesa desertica divenne presto il teatro di ogni sua creazione, dalle formazioni rocciose ai cactus, alle ossa scolorite dal sole. Sommers non smise mai di fissare con la sua macchina ogni aspetto della realtà silente che lo circondava, sino a giungere alla completa astrazione. La creatività di Sommers è in continuo equilibrio tra arte e realtà ma non si tratta della stessa ricerca portata avanti dagli artisti Neo-Dada come  Allan Kaprow, Carolee Schneemann, Al Hansen, Alison Knowles o Dick Higgins.

Jonathan LeVine ed il Pop Surrealism alla riscossa

 Per il quinto anniversario della sua galleria di New York, Jonathan LeVine ha riempito i suoi spazi con opere di 35 artisti, molti dei quali fanno parte della sua scuderia. Lo spazio si trova nella zona di Chelsea ma non aspettatevi di vedere una mostra con opere caratterizzate da astrazioni cool o ermetiche forme concettuali. L’evento è infatti dedicato a quella che comunemente è definita Lowbrow art o Pop Surrealism,  filone artistico che vanta nelle sue file numerosi talenti e che fino ad ora è stato relegato ai margini del mercato dell’arte.

Ovviamente le cose stanno lentamente cambiando e dopo anni di gavetta anche la Lowbrow Art comincia a raccogliere i consensi da parte di pubblico, critica e collezionismo. “siamo ad un importante punto di svolta, ora il mercato internazionale e la scena dell’arte istituzionale si sono resi conto di queste meravigliose opere” ha dichiarato LeVine con quella soddisfazione di chi fin dall’inizio della carriera di dealer ha deciso di puntare tutto sull’imprevisto.

Jonathan Jones: arte alla portata di tutti ma non per tutti

 Girovagando per la rete abbiamo trovato un interessante articolo del nostro amato critico inglese Jonathan Jones che andiamo di seguito a pubblicare nella speranza di generare riflessioni e discussioni:

L’ascesa dell’arte interattiva sembra ancor più marcata in questa nostra era digitale e questa interattività non abbraccia solo i social networks ma si estende anche al mondo reale, catturando sempre più pubblico. Spencer Tunick ed Antony Gormley guidano questa rivoluzione interattiva, uno con i nudi collettivi e l’altro con la sua opera One and Other che ha visto centinaia di persone mettersi in mostra sul quarto plinto di Trafalgar Square.

Alcune forme di interattività fanno bene all’arte ed agli artisti che tramite piattaforme come Facebook o Twitter possono promuovere la loro creatività senza passare attraverso i canonici rituali del mondo dell’arte. Ogni giovane artista può farsi pubblicità mediante canali alternativi e potrebbe anche verificarsi la probabilità di scovare un nuovo genio artistico al di fuori di quelle istituzioni che forzano arte ed artisti a conformarsi alla moda ed al buon gusto generale.

Independent e Armory Show, l’invasione delle fiere a New York

Nella settimana dell’Armory Show, importante fiera newyorchese si è aperta anche una nuova manifestazione fieristica intitolata Independent, evento ospitato dall’ex sede della Dia Foundation ed ideato dai galleristi Elizabeth Dee e Darren Flook con “l’obiettivo di riesaminare il modello della manifestazione fieristica e creare una piattaforma ibrida a metà tra la mostra collettiva ed il forum” almeno così recita il comunicato stampa dell’evento.  “Tutti sanno che siamo quì per vendere” ha invece dichiarato il giorno dell’opening Daniele Balice della galleria parigina Balice/Hertling, confermando il fatto che indipendenza o non indipendenza, una fiera è sempre legata alle leggi di mercato.

A conferma di ciò Balice ha già venduto un mixed media di Nikolas Gambaroff per 5.500 dollari. Anche Laura Bartlett, dealer di Londra, è riuscita a vendere già dal primo giorno, un collezionista si è infatti portato a casa due fotografie di Cyprien Gaillard per 5.000 dollari al pezzo, mentre un altro avventore ha acquistato una grande installazione di Nina Beier per 11.500 dollari. Sutton Lane, direttore della galleria Cora Muennich ha invece venduto un grande dipinto astratto di Cheyney Thompson per la bellezza di 75.000 dollari. Alla fiera è presente anche la Galleria Zero di Milano, girovagando per lo stand l’art dealer di Los Angeles Tim Blum si è dichiarato molto interessato all’opera di Christian Frosi ed ha in seguito aggiunto: “Riuscire a trovare qualcosa che ti piace veramente in una fiera d’arte è cosa veramente rara”.

Cadavre Exquis VIDEO al Nuovo Cinema Aquila di Roma

 Venerdi 12 marzo alle 19.00 il Nuovo Cinema Aquila di Roma presenta Cadavre Exquis VIDEO, un progetto partecipato nato dall’open call lanciato contemporaneamente a Roma, Quito e Parigi: il video, composto da 62 contributi, è il risultato della collaborazione di artisti dell’Ecuador, Italia, Francia, Germania, Spagna, Cile che hanno risposto all’invito. Il video, dunque, tanto nella sua costruzione visiva quanto nella sua presentazione al pubblico si propone con spirito ludico e come attraversamento disciplinare. Dopo il lancio del bando di partecipazione, la prima tappa di presentazione a Quito e la seconda a Roma al Nuovo Cinema Aquila, il video sarà presentato a Parigi.

La presentazione del progetto al Nuovo Cinema Aquila è curata da Bruno Di Marino.
L’iniziativa conferma l’attenzione del Nuovo Cinema Aquila per la sperimentazione e la ricerca sul cinema e le immagini in movimento.

Jeff Koons apre la sua casa ed il suo studio

 A 55 anni suonati Jeff Koons è uno dei più celebri artisti viventi e non ha certo problemi di soldi. Quindi come ogni Paperone che si rispetti anche Koons possiede la sua bella collezione di opere d’arte che attualmente invade gli spazi della sua residenza nell’Upper East Side di Manhattan.La testata giornalistica New York Times si è quindi recata a casa Koons per fargli visita.Tra i tanti capolavori, in un angolo della casa è possibile trovare un’opera raffigurante Gesù Cristo del 16esimo secolo creata da Quentin Massys, il più importante pittore della scuola di Antwerp.

In salotto, sopra un grande televisore a schermo piatto dove era solito trovarsi un dipinto di Pablo Picasso ora in prestito ad un museo, Koons ha posto un Gustave Courbet del 1873 a cui l’artista tiene molto. Si tratta di un grande ritratto di un placido vitello che fissa lo spettatore con un insolito sguardo quasi umano “Sembra che l’animale sia al corrente che fra non molto sarà macellato” aggiunge Koons, sorridendo.

Manifest Equality, l’arte in difesa dei diritti gay

 C’è tempo fino al prossimo 7 marzo per presenziare alla mostra/evento fundraising Manifest Equality che si tiene al 1341 di Vine Street di Los Angeles California.  Una bandiera dei confederati rosa creata da Ron English, Un gigante murale esterno raffigurante il ritratto delle Giustizia creato dai graffiti artists Retna, El Mac e Kofie, un divertente disegno che raffigura un unione tra due donne creato da Molly Crabapple. Queste sono solamente alcune delle opere di un evento creato appositamente per abbattere il razzismo, l’omofobia e la disuguaglianza a colpi di creatività.

Street Artists, fotografi, pittori e scultori sono scesi in campo in un unico e grande evento per gridare a gran voce la loro rabbia contro le discriminazioni ed anche per ribadire un concetto: “vietare i matrimoni gay equivale a vietare i diritti civili dell’umanità“. “Questa mostra non è solamente una manifestazione di orgoglio omosessuale ma una vera e propria difesa dei diritti civili” ha dichiarato El Mac “In teoria gli Stati Uniti si basano sui principi di lealtà, uguaglianza e giustizia ma in pratica le cose potrebbero andare molto meglio di come sono ora. Far parte di questo progetto è per me una cosa di grande importanza”.

Ristoranti e gioco d’azzardo: la vita movimentata di Lucian Freud

 Lucian Freud è celebre per i suoi dipinti che ritraggono corpi nudi pervasi da una forte carica drammatica.  L’artista 87enne, nel corso della sua carriera, ha usato come modelli personaggi famosi del calibro di Kate Moss e Jerry Hall ma ultimamente l’attenzione del maestro si è spostata sui proprietari di due grandi ristoranti di Londra e sarebbe a dire il Wolseley e Clarke’s.  Freud ha dichiarato di aver ritratto Jeremy King, co-proprietario del Wolseley sito in Piccadilly per alcuni anni.

L’amicizia tra King e Freud è nata durante le cene abituali che il pittore consumava nel noto ristorante. King ha confermato ai microfoni del Daily Telegraph di aver posato per Freud e che la collaborazione andrà sicuramente avanti “Mi hanno definito una musa e sono orgoglioso di esserlo ma in realtà una musa è una fonte di ispirazione ed io sono semplicemente un modello”. L’altro soggetto dipinto da Freud e Mrs Clarke, proprietaria dell’omonimo ristorante già citato.