Al Tel Aviv Museum of art corre la BMW di Roy Lichtenstein

Il Tel Aviv Museum of Art ha deciso di presentare al pubblico una mostra decisamente fuori dal commune, si tratta infatti di un evento impreziosito dalla presenza di 16 macchine da corsa che ad oggi rappresentano il più alto grado di design automobilistico del 20esimo secolo.  C’è da dire che il design automobilistico è considerato fra i più importanti del design industriale e gli artefici delle macchine sono tra i più celebri professionisti del settore del mondo. Quindici delle macchine in esposizione provengono da collezionisti israeliani ed una macchina in particolare fa parte della collezione BMW di Berlino. Si tratta ovviamente della BMW 320i, creata dal pop artist americano Roy Lichtenstein.

Parlando del suo design per la potentissima autovettura, Lichtenstein disse: “Ho disegnato delle linee che intendono raffigurare la strada che la macchina deve percorrere, la mia creazione mostra anche la campagna che il bolide sta attraversando. Si tratta di un compendio di esperienze che si possono sperimentare viaggiando su di un’autovettura e tali esperienze sono riflesse sulla macchina ancor prima che essa viaggi su strada”.

Louise Bourgeois e Emilio Vedova alla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia dal 5 giugno al 19 settembre amplia il suo territorio operativo e architettonico affiancando al Magazzino del Sale il recuperato Studio di Emilio Vedova, Zattere 50, che diventa un ulteriore spazio pubblico per esposizioni e incontri con l’arte. Tale arricchimento coincide con la presentazione, in contemporanea, di due importanti e originali mostre, curate da Germano Celant e dedicate ad aspetti mondialmente inediti dell’opera di Louise Bourgeois, con i suoi -The Fabric Drawings-, mai esposti nella sua complessità, quanto del lavoro di Emilio Vedova con il suo potente intreccio, mai completamente analizzato, tra pittura e scultura.

Nel Magazzino del Sale, la cui macchina espositiva e’ stata disegnata da Renzo Piano, dal 5 giugno si terrà una mostra sorprendente, per la sua novità, di una protagonista assoluta dell’arte moderna e contemporanea, la scultrice Louise Bourgeois, a cura di Germano Celant in collaborazione con Jerry Gorovoy di Louise Bourgeois Studio, New York. Nello spettacolare spazio veneziano sarà presentata, con un allestimento architettonico disegnato per ospitare disegni e sculture, la produzione quasi sconosciuta di opere realizzate in stoffa, come la ricca sequenza dei suoi Fabric Drawings, realizzati dal 2002 al 2008, o la leggera presenza delle sue Cells, come Conscious and Unconscius, 2008. Principalmente montaggi, collage e assemblage di porzioni e parti di suoi vestiti, tali opere rivelano un’energia dirompente e sorprendente per la loro ricchezza cromatica e linguistica, quanto per la loro storia simbolica e intima. Riflettono insieme al grande ragno in acciaio, Crouching Spider, 2003, che apre l’esposizione veneziana, un’utilizzazione di tessuti personali, iniziata negli anni sessanta, a cui l’artista e’ ricorsa per produrre i suoi disegni e le sue sculture, ricorrendo ai propri indumenti e ai vestiti dei suoi cari come la madre: una reincarnazione del passato e della sua infanzia, quanto una testimonianza del suo rapporto con la memoria.

Eroi Eroine. Iconologia e simulacro al Castello di Rivalta

Miti, eroi di mondi lontani e supereroi del tempo presente, personaggi del mondo delle fiabe e dei romanzi, dei fumetti, del cinema, dei cartoons e della pubblicità sono i protagonisti della mostra Eroi Eroine. Iconologia e simulacro.

La mostra, infatti, attraverso la messa in scena di queste figure affascinanti che hanno segnato e caratterizzato la storia delle immagini dall’antichità ad oggi, vuole presentare un percorso che racconta la storia di questi personaggi fantastici. Gli artisti Maura Banfo, Roxy in the Box, Jan Fabre, Pierre Klossowsky, Oleg Kulik, Paolo Leonardo, Andrea Massaioli, Francesco Sena, Anne Schneider, Diego Scroppo, Mary Sue e Hung Tung-Lu diventano i registi di una pièce di attori-eroi: Lancillotto e Gulliver, Alice e Sailor Moon, Padre Pio e il Tuffatore di Paestum, la ballerina di Degas e il Chupa Chups, Ippocrate e i fratelli Lumière, i Vinti e gli antieroi. Un cast di icone, di figure, che diviene un luogo per scoprire i valori simbolici e culturali dei “nostri” eroi.

Tania Bruguera al Museo Madre di Napoli

Lunedi’ 7 giugno alle ore 19.00 con la performance Touched by discipline dell’artista cubana Tania Bruguera inaugura negli spazi del Museo Madre la seconda edizione di Corpus. Arte in azione.
Corpus. Arte in azione, a cura di Adriana Rispoli ed Eugenio Viola, e’ frutto della collaborazione con il Napoli Teatro Festival Italia, avviata l’anno scorso con l’intento di approfondire la relazione tra la pratica artistica contemporanea e le sperimentazioni teatrali piu’ radicali.

Interamente declinata al femminile, questa edizione di Corpus offre un focus sull’America Latina attraverso il lavoro di alcune artiste che hanno riconfigurato ambiti e territori della performance a cavallo tra i due millenni: Teresa Margolles, Tania Bruguera, Regina Jose’ Galindo e Maria Jose’ Arjona, cui si affiancano la croata Xena Zupanic diretta da Sebastiano Deva, napoletano come napoletana e’ anche MaraM.

Il MOCA dovrebbe abbassare i prezzi e allungare gli orari

Il nuovo e chiacchieratissimo direttore del MOCA-Museum of Contemporary Art di Los Angeles, Mr. Jeffrey Deitch ha già dato modo alla stampa internazionale di far parlare di sé. Durante la sua gestione, Deitch avrà infatti il duro compito di rivitalizzare il museo ed avvicinarlo al grande pubblico.

Per anni il MOCA ha strenuamente combattuto contro un crescente calo di attenzione da parte dei visitatori. Pur offrendo un programma decisamente interessante (forse uno dei migliori degli Stati Uniti), nel 2008 i visitatori hanno toccato la quota di 200.000 presenze, fermo restando che la popolazione di Los Angeles ammonta a 10 milioni di persone. Nel 2009 le cose sono andate anche peggio visto che il numero di visitatori è sceso a 148.000 presenze che in termini matematici fanno poco meno di 600 persone al giorno. Alcuni opinionisti del Los Angeles Times hanno già studiato un rimedio contro questa emorragia di presenze ed hanno quindi pubblicato un articolo dettagliato recante preziosi consigli per il novello direttore. Secondo l’importante testata giornalistica, Deitch dovrebbe garantire l’entrata gratuita al museo (per ora il costo del biglietto di ingresso si attesta sui 10 dollari).

Please me Fashion, arte e moda al Palazzo Ducale di Sabbioneta

Nel cuore di Sabbioneta, splendida -città ideale- rinascimentale, le sontuose sale del Palazzo Ducale di Vespasiano Gonzaga ospitano tra giugno e luglio (Inaugurazione: sabato 5 giugno 2010, ore 18.30) una grande mostra d’arte contemporanea, ispirata ad un taglio critico estremamente originale e coinvolgente.
Un composito e agguerrito team curatoriale ha assemblato e messo a confronto opere di sessanta artisti e fashion designer italiani e internazionali – dall’Austria agli Stati Uniti, dalla Svezia alla Russia, dal Belgio al Brasile – per comporre un panorama del tutto sorprendente di quei territori creativi dove Arte e Moda convergono e si sovrappongono.

Abiti-scultura, installazioni, video, dipinti, sequenze fotografiche, sculture, oggetti di design e da indossare: tutto concorre a formare una fantasmagoria lussureggiante di esplosive creatività, che tuttavia non si limita affatto a sorprendere ma e’ anche capace di suggerire numerosi spunti di riflessione circa l’estetica eclettica e simbolica del corpo e l’utilizzo critico dello sguardo sulla cultura della società odierna.

Lou Reed e Laurie Anderson curano il Vivid Life Festival mentre a New York trionfa l’America Latina

Questo mese anche Sydney (Australia) potrà provare il brivido della creatività made in New York e lo farà grazie a due curatori d’eccezione, personaggi che hanno caratterizzato l’artlife della grande mela in questo ultimo trentennio (e oltre). L’ex frontman dei Velvet Underground e pupillo di Andy Warhol, Mr Lou Reed curerà assieme alla camaleontica poetessa-artista-cantautrice Laurie Anderson il festival Vivid Life edizione 2010. Si tratta di una kermesse annuale che si ripropone di portare nella capitale australiana la giusta dose di musica, fotografia e performance.

Quest’anno l’evento sarà aperto fino al prossimo 21 giugno e sarà ospitato dalla Sydney Opera House. Tra le proposte musicali si avvicenderanno sul palco (oltre a Reed) bands del calibro di Melt-Banana, Chirglichin, Bardo Pond ed il coro gospel Blind Boys of Alabama. Per l’occasione Reed ha inoltre curato una mostra digitale riunendo alcune fotografie della prestigiosa agenzia Magnum, mentre la Anderson metterà in scena una performance/retrospettiva delle sue canzoni e storie. 

Pietro Ruffo e Riccardo Previdi al Pastificio Cerere di Roma

La Fondazione Pastificio Cerere presenta la mostra personale di Pietro Ruffo, intitolata I sei traditori della libertà. L’esposizione porta a compimento lo studio che l’artista ha condotto negli ultimi anni sulla figura del filosofo Isaiah Berlin e sui due concetti di libertà positiva e negativa resi noti nel saggio Due concetti di libertà del 1958. Pietro Ruffo ripercorre la formulazione di questo assunto filosofico attraverso alcuni precisi riferimenti storici, dal Settecento fino ad oggi. Partendo dalle sei famose lezioni tenute da Berlin nel 1952, e trasmesse dalla BBC, in cui il filosofo russo traccia sei ritratti di filosofi del passato appartenenti al periodo della Rivoluzione francese, Ruffo giunge alla contemporaneità, offrendo una riflessione di sei luminari odierni che partendo dai concetto di libertà positiva e negativa, offrono una nuova idea di libertà per la società contemporanea (prof. Giacomo Marramao, prof. Sebastiano Maffettone, prof. Giovanni Aldobrandini, prof. Eugenio Lecaldano, prof. Ian Carter, prof. Marco Santambrogio).

La mostra e’ pensata dall’artista come una galleria di sei grandi ritratti dei vecchi nemici della libertà, realizzati con matita e intaglio su carta, riproducendo una distesa di libellule che invade il volto di ognuno. Il volo orizzontale della libellula e la caducità della sua esistenza, sono in natura l’espressione piu’ vicina all’idea di libertà filosofica, politica, sociale. Le sei interviste condotte da Pietro Ruffo a sei teorici e filosofi contemporanei sono parte integrante del progetto perche’ mostrate in forma di ritratto video.

L’esplosiva Cornelia Parker

Cornelia Parker è un’artista decisamente sopra le righe, nel corso della sua lunga carriera ha fatto esplodere capanne ed incendiato dizionari oltre ad un innumerevole numero di altre stravaganti ma affascinanti opere. Adesso però l’inconsueta e stravagante artista ha deciso di stupire veramente tutti con due eventi decisamente esagerati.

Cornelia Parker ha infatti costruito un gigantesco fucile di 9 metri, attualmente in mostra alla galleria Jupiter Artland di Edinburgo fino al prossimo 12 settembre 2010. In contemporanea l’artista sarà ospite della Baltic Gallery di Gateshead dal 19 giugno al 19 settembre. Alla Baltic Gallery l’artista non ha voluto tradire il suo estroso temperamento ed ha organizzato una mega installazione formata da degli ottoni provenienti da una banda musicale. Nel corso della bizzarra opera gli ottoni vengono ripetutamente schiacciati da un’enorme pressa da 250 tonnellate.

Successo o no la fiera Roma – The Road to Contemporary Art ha scosso Roma

Difficile tirare le somme, quantificare l’entità di presenze e vendite. Certo è che quest’anno la fiera d’arte contemporanea Roma, The Road to Contemporary Art è riuscita a zittire il brusio di polemiche (noi compresi) che si trascina dietro sin dalla prima edizione. L’edizione 2010 ha sancito l’ingresso di Roma nel mondo del contemporaneo, grazie ad una artweek impedibile che ha tenuto i presenzialisti costantemente in bilico tra Maxxi, Macro e fiera.

Forse vi starete chiedendo il perché di queste nostre lodi e di cotanto ottimismo, ebbene è presto detto: siamo ormai stufi di accampare stupide ed inconcludenti polemiche solo per il gusto di criticare il nostro sistema, ogni tanto bisogna apprezzare intenti e meccanismi ben riusciti, fermo restando che per arrivare al livello di altre fiere nazionali la strada è ancora lunga. In questo articolo andremo ad analizzare le caratteristiche salienti dell’attesissima kermesse romana.

Fikret Atay alla Fabbrica del Vapore di Milano

Viafarini DOCVA di Milano inaugura il 3 giugno la mostra personale dell’artista turco Fikret Atay. I video di Atay sono veri e propri frammenti poetici, distillati di senso e di quotidianità: low tech e ridotti all’essenziale, ma capaci di sintetizzare un mondo che più remoto non potrebbe essere. È il mondo di Batman, paese natale dell’artista, nel sud-est dell’Anatolia, in Turchia, vicino al confine con l’Iraq.

Atay parte dalla realtà tradizionale curda, dalla situazione locale della zona in cui vive e lavora; la racconta con un linguaggio semplice, rinunciando a ogni effetto speciale; ne coglie i punti di intersezione rispetto alle trasformazioni in atto nel paese intero e oltre, nel mondo globalizzato. Le sue opere hanno però un carattere fortemente metaforico; partendo da situazioni estremamente circoscritte, finiscono per raccontare questioni e problemi condivisi a livello planetario.

Apre il Maxxi e Roma si apre al mondo

Dopo mille peripezie il Maxxi di Roma ha finalmente aperto le sue porte durante le giornate di inaugurazione il 27, 28 ed il 29 maggio. Si è trattato di un tripudio in pompa magna che ha sinceramente iniettato un poco di ottimismo in una scena romana sino ad ora troppo mal criticata e sin troppo bolsa. 25 mila visitatori hanno tolto ogni ombra di dubbio sulle future sorti del museo ed anche il nostro scetticismo si è volatilizzato innanzi all’incredibile offerta artistica di questo nuovo polo culturale della città eterna.

Certo c’è ancora molto da fare, difficile dire se gli appassionati d’arte contemporanea sparsi per il mondo decideranno di recarsi a Roma solo per ammirare il Maxxi ma è certo che una volta giunti nella capitale sarà sicuramente d’obbligo una capatina a questo straordinario museo. La collezione permanente c’è ed è anche di ottimo livello, non si tratta certo di “pezzi” decisivi ma l’altisonante portata dei nomi ed il mirabile dialogo che la struttura è riuscita ad instaurare con le meravigliose opere è bastata a farci togliere il respiro.

Guerre Stellari è simile al mondo dell’arte contemporanea

Lo scorso Giovedì il Philoctetes Center di Manhattan ha inaugurato un bizzarro incontro di contemporanea incentrato su di un progetto dello scultore John Powers. L’evento dal titolo Star Wars and Modernism: An Artist Commentary è appunto una provocatoria ed originale iniziativa volta ad approcciarsi alla celebre pellicola Star Wars non solo come il più banale dei blockbusters americani ma anche come un interessante soggetto artistico dotato di una propria mitologia.

Secondo Powers, Star Wars è una metafora della guerra del Vietnam e le forze oscure del maligno Impero sono in realtà una raffigurazione dell’esercito americano. Oltre a tutti i raffronti metaforici offerti da Powers, l’artista ha ribadito l’aspetto estetico minimalista che si cela all’interno degli oggetti del film. Durante l’incontro/conferenza, Powers ha mostrato alcuni oggetti tratti dalle scene del film con accanto alcune opere d’arte minimalista e l’effetto è stato decisamente stupefacente.

Robert Mapplethorpe al Museo d’arte di Lugano

Dal 21 marzo al 13 giugno 2010 il Museo d’Arte dedica una straordinaria esposizione all’opera del grande fotografo americano scomparso nel 1989 a soli 42 anni. La mostra “Robert Mapplethorpe. La perfezione nella forma” curata da Bruno Corà, Franca Falletti e Jonathan Nelson è stata realizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York e la Galleria dell’Accademia di Firenze dove si è svolta con enorme successo la prima tappa espositiva.

I curatori hanno selezionato un significativo repertorio di oltre novanta scatti che illustrano la costante ricerca di un’ideale perfezione plastica da parte di Mapplethorpe, ricerca che ha permesso di stabilire un affascinante dialogo tra il fotografo americano e i grandi maestri del Rinascimento, in particolare Michelangelo. In questo senso appaiono significative le seguenti affermazioni dello stesso Mapplethorpe: “se io fossi nato cento o duecento anni fa avrei potuto fare lo scultore, ma la fotografia è un modo più veloce per vedere le cose, per fare scultura” e ancora “Vedo le cose come fossero sculture… dipende da come quella forma sta all’interno dello spazio e credo che questo tipo di approccio derivi dalla mia… formazione storico-artistica”.