Paolo Consorti – Rebellio Patroni

La galleria Emmeotto il 5 marzo presenta la personale di Paolo Consorti, Rebellio Patroni, a cura di Lorenzo Canova. Come suggerisce lo stesso titolo, la nuova serie di opere dell’artista marchigiano esprime desiderio di uguaglianza, solidarietà, carità e tolleranza attraverso la provocazione visiva.

Protagonista un vero e proprio battaglione di santi che assumono un valore nuovo rispetto al passato, conservando però il loro ruolo originario di testimoni di una protesta pacifica contro la lotta violenta. Paolo Consorti per la mostra presso la galleria romana propone una serie di fotografie inedite, ribadendo la sua originale sintesi di tecnologia e manualità. Un nuovo progetto basato su una densa fusione tra la tradizione culturale, religiosa, antropologica e artistica italiana e la contemporaneità di un linguaggio che unisce l’interpretazione del passato e del presente in una visionaria e futuribile capacità di immaginazione e di rappresentazione.

Cinque pezzi facili (seconda parte) alla galleria Franco Noero di Torino

Five Easy Pieces è un progetto espositivo il cui titolo è ispirato all’omonimo film del 1970 di Bob Rafelson in cui, in una scena memorabile, Jack Nicholson suona al pianoforte ‘cinque pezzi facili’ di Chopin. Pensato per il Project Space della Galleria Franco Noero di Torino, il progetto si articola in cinque mostre collettive affidate ad altrettanti curatori che sceglieranno i ‘cinque pezzi facili’, cinque opere di cinque artisti, su un tema ogni volta differente.

Il secondo appuntamento ( in visione dal dal 24/2/2011 al 2/4/2011) è curato da Vincenzo de Bellis: “Quando mi hanno invitato a pensare una mostra correlata a Five Easy Pieces, ho iniziato a chiedermi cosa avrei potuto fare. È infatti la prima volta che vengo invitato a dare forma a qualcosa che, in un certo qual modo, è già stata decisa da qualcun altro. Ho pensato che questo fosse un gran bel titolo, e che fosse possibile approcciare il tema in molti modi diversi per poter esporre le mie posizioni curatoriali, il mio punto di vista, il mio pensiero. Poi pero’ ho visto e rivisto il film da cui il titolo e’ tratto.

Lorenzo Lotto alle Scuderie del Quirinale di Roma

Nel 1509 giunge a Roma, chiamato da papa Giulio II, il talentuoso ma schivo trentenne Lorenzo Lotto. Si è lasciato alle spalle la tranquilla provincia veneta e marchigiana per il grande cantiere del classicismo rinascimentale in cui erano attivi i lombardi Bramante, Bramantino e Cesare da Sesto, i senesi Sodoma e Domenico Beccafumi, l’eccelso Michelangelo e, soprattutto, Raffaello con i suoi allievi, a fianco del quale il veneziano avrebbe dovuto lavorare.

Dopo neppure un anno, però, colui che si racconterà sessantaduenne “solo, senza fedel governo e molto inquieto nella mente”, abbandonerà ogni incarico, riprendendo quel vagabondare che lo condurrà all’emarginazione, subita in parte, in parte provocata, fino a spegnersi da padre oblato nella Santa Casa di Loreto, nelle Marche. La grande impresa vaticana, intanto, era stata affidata per intero alla responsabilità di Raffaello.

Mario Ybarra alla Cardi Black Box di Milano

Giovedì 24 febbraio Cardi Black Box presenta la personale dell’artista Mario Ybarra Jr. (Los Angeles, 1973) intitolata Wilmington Good, a cura di Art At Work. Mario Ybarra Jr. è un artista eclettico: performer, disegnatore, scultore, pittore, attivista ed educatore, capace di fondere la cultura di strada con la storia dell’arte per produrre quella che lui ha definito “una forma di arte contemporanea filtrata dalla sua esperienza di Los Angeles come americano d’origine messicana”. Ybarra appartiene infatti a una generazione di artisti d’origine messicana, che giocano e scherzano con gli stereotipi e i pregiudizi legati alla loro identità.

Fonte d’ispirazione continua per le installazioni di Ybarra è la complessa e ricca cultura della California del Sud, in cui un eterogeneo mix di abitanti, di etnie diverse e una storia post-coloniale articolata si fonde con una cultura rap e di strada unica al mondo. Attraverso i suoi interventi site-specific l’artista svela aspetti sconosciuti della storia culturale “latina”, appropriandosi d’immagini pop e “multi-culti”.

Il principio di realtà di Enrico Vezzi al Progetto Reload Roma

Il 28 febbraio 2011 il Progetto Reload Roma presenta Il principio di Realtà, un intervento spaziale di Enrico Vezzi curato da Angel Moya Garcia. Una ricerca sulla identità e la traccia di un tentativo di relazione confluiscono attraverso la divisione visiva dello spazio esattamente a metà, sollevando l’urgenza di riformulare la concettualizzazione della soggettività ed evidenziando le caratteristiche fisiche e mentali del luogo e anche di questo momento storico, diviso tra il rinnovamento e la conservazione.

L’invito a Enrico Vezzi (San Miniato, 1979) nasce dalla opportunità di analizzare la congiunzione di due ricerche parallele, un’indagine sulla identità e un tentativo di relazione, il cui punto di incontro si trova per la prima volta all’interno di “Reload”. L’idea è quella di dividere visivamente lo spazio esattamente a metà evidenziando le caratteristiche fisiche e mentali del luogo e anche di questo momento storico, diviso tra il rinnovamento e la conservazione. Questa distinzione si intreccia con un discorso più ampio in cui il sé e l’altro si contrappongono e si confrontano, l’essere-in-se-stesso si mette in questo modo in diretto rapporto non solo con l’essere-gli-uni-con-gli-altri ma anche con la realtà esterna attraverso un confine labile che si dilegua o si rafforza lungo lo spazio.

1900-1961. Arte italiana nelle Collezioni Guggenheim

Dal 26 febbraio al 5 giugno 2011 l’Arca di Vercelli ospita la mostra 1900-1961. Arte Italiana nelle Collezioni Guggenheim, a cura di Luca Massimo Barbero. Dopo la trilogia dedicata alla figura di Peggy Guggenheim – che in tre anni ha portato circa 120.000 visitatori a Vercelli, riconoscendole a pieno titolo il ruolo di città d’arte – la rinnovata collaborazione tra Regione Piemonte, Comune di Vercelli e Collezione Peggy Guggenheim di Venezia consentirà di ammirare oltre 40 opere di artisti italiani amati e collezionati dai mecenati americani.

La mostra è un omaggio all’arte italiana del XX secolo, con una selezione di capolavori che descrivono la genesi, la maturazione e gli sviluppi della ricerca artistica d’avanguardia in Italia dal 1900 al 1961. L’allestimento permetterà di osservare come l’arte italiana sia stata recepita, nel corso di questi sessant’anni, dalla critica e dal gusto del collezionismo americano e arricchita da importanti collezioni private, prima fra tutte la Collezione Gianni Mattioli, significativo prestito a lungo termine alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

Patrizio Di Massimo – Modus Operandi

Per il primo appuntamento 2011 il concept di sperimentazione white.fish.tank di Ancona presenta Modus Operandi, la personale dedicata a Patrizio Di Massimo (Jesi, 1983).

La ricerca di Patrizio Di Massimo affonda le sue radici in un passato relativamente vicino ma paradossalmente già dimenticato. Si tratta di un’indagine svolta nel presente, tra le rovine mitiche di un passato nazionale, in una prospettiva critica e pungente, strettamente attuale e contemporanea. Un lavoro condotto soprattutto attraverso il disegno e la scrittura con cui l’artista esplora tematiche e contesti storici poco o affatto trattati.

Dante Gabriel Rossetti – Edward Burne Jones e il mito dell’Italia nell’Inghilterra vittoriana

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna annuncia una importante mostra dedicata al rapporto di fascinazione fra l’arte inglese del XIX secolo e la cultura artistica italiana, dal “gusto dei primitivi” al pieno Cinquecento, partendo dai paesaggi di ispirazione italiana di William Turner, attraverso gli studi di John Ruskin su cicli pittorici, monumenti e architetture. A distanza di 25 anni dalla fortunata retrospettiva dedicata a Burne-Jones, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna torna il 23 febbraio con una grande mostra sull’arte inglese del secondo Ottocento in cui sono esposte più di 100 opere, provenienti da prestatori privati e musei internazionali, molte delle quali per la prima volta in Italia.

Il nucleo principale della rassegna comprende i preraffaelliti Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones, William Morris e indaga la particolare declinazione del classicismo nell’ambito della Royal Academy operata da artisti come Frederic Leighton e da rappresentanti della cultura estetica e simbolista come Albert Moore, George F. Watts e John William Waterhouse.

Jota Castro – Memento Mori

La Galleria Umberto Di Marino inaugura il 24 febbraio la nuova personale di Jota Castro dal titolo memento mori. Riprendendo il discorso ironicamente interrotto con la precedente mostra del 2006, conclusasi con un volo azzardato nel vuoto, preso a metafora dell’atteggiamento suicida di un’Europa che non affronta apertamente i suoi reali problemi, questa volta le opere esposte lanciano un nuovo monito.

L’artista, attento alle dinamiche socio-economiche del Vecchio Continente, analizza i fallimenti del sistema ed i disturbi di percezione che ne derivano, per mostrarne i limiti e rivelare quanto questi siano questioni strutturali che minacciano la sussistenza stessa dell’identità e dell’economia europea.
Panem et Circenses è, infatti, un lavoro composto da piccole tavole marmoree, su cui sono scolpiti quelli che l’artista considera i principali problemi, le emergenze che pesano sulle direttive politiche ed economiche. A sorreggerle è un metro, che per contrasto simboleggia la razionalità su cui si fondavano le premesse iniziali di questa comunità.

Moira Ricci / Amir Yatziv

Sabato 26 febbraio 2011 LAVERONICA arte contemporanea di Modica presenta Moira Ricci / Amir Yatziv, una doppia personale a cura di Gabi Scardi.La ricerca dei due artisti si svolge nello stesso territorio di confine che separa il reale dal verosimile. Entrambi alimentano il dubbio della visione presentando fatti veri ma ambigui al fianco di situazioni fittizie ma apparentemente autentiche.

Il lavoro di Moira Ricci si distingue per un approccio intimistico al dato biografico. In 20.12.53-10.08.04 (2004–in progress) l’artista ripercorre il proprio vissuto familiare aprendo considerazioni universali sul piano degli affetti e del quotidiano. Concepita e realizzata dopo la scomparsa improvvisa della madre, le cui date di nascita e morte danno il titolo all’opera, la serie segue il percorso di un’elaborazione, il tentativo di riscrivere la relazione intima e privata tra madre e figlia.

Silvano Tessarollo a Venezia

Inaugura oggi la mostra di Silvano Tessarollo per gli spazi dell’antico palazzo nobiliare Palumbo Fossati, sede della galleria veneziana, dove vengono presentati contemporaneamente la serie completa degli Interni e alcune installazioni che appartengono alla ricerca recente dall’artista.

Le quattro installazioni racchiuse nel ciclo Interni vanno dal 2009 al 2010 e sono delle vere e proprie sculture ambientali. Rappresentano appunto delle sequenze di oggetti domestici, oggetti comuni, banali, divani, lavandini, vasche da bagno ma costituiscono per la loro greve materialità delle forme di sedimentazione del tempo. Non sono oggetti nuovi, ma il colore, i sedimenti, le opacizzazioni vogliono trasmettere il senso della dimenticanza, dell’abbandono.

Carsten Nicolai – Unitxt Mirrored

La Galleria Lorcan O’Neill di Roma inaugura oggi Unitxt Mirrored, un’installazione audio-visiva specialmente creata da Carsten Nicolai per lo spazio di via della Lungara. Si tratta del primo progetto che l’artista tedesco ha sviluppato in collaborazione con la Galleria Lorcan O’Neill Roma. L’installazione occupa l’intero spazio espositivo ed è pensata per essere vista dall’esterno. Parte sonora e parte visiva possono essere fruite solo ponendosi di fronte alla vetrina che come una scatola magica dischiude la scena per lo spettatore attraverso un punto di vista definito.

Il progetto riprende il linguaggio audio-video codificato in UniTxt, lavoro discografico che Carsten Nicolai, sotto lo pseudonimo di Alva Noto, ha prodotto per l’etichetta raster-noton nel 2008. Il titolo Unitxt può essere letto come “unit extended” e si riferisce a un’unità di una griglia ritmica, oppure simultaneamente potrebbe significare “universal text”, e cioè riferisi a un linguaggio universale, come per esempio la matematica (le unità, le costanti, le misure), che viene rappresentato con la parola o con i codici nel suono stesso. L’aspetto visivo consiste nella proiezione di linee orizzontali colorate sempre in movimento e occupa tutta la parete dello spazio; esso è basato sulla manipolazione e modulazione di pattern generati da hardware e software da parte del segnale sonoro.

Il saluto infinito di Mariana Ferratto

Dal 25 febbraio The Gallery Apart ospiterà la mostra “Ciao”, la nuova personale di Mariana Ferratto. Si tratta dell’ultimo progetto dell’artista, elaborato, sviluppato e realizzato a Parigi nel corso del periodo di residenza dell’artista presso la Cité Internationale des Arts, dove è stata ospite per otto mesi nell’atelier messole a disposizione da Incontri internazionali d’arte, l’Associazione fondata e diretta con grande passione da Graziella Lonardi Buontempo.

Il progetto si sviluppa in due direzioni, un lavoro video e una serie fotografica composta da foto di scena. Il video propone una scena che si ripete milioni di volte in tutte le stazioni ferroviarie del mondo: una donna scende dal treno e si dirige verso un uomo che l’attende. Camminano uno in direzione dell’altra, sorridendo ed affrettandosi sempre più per abbreviare il tempo della promessa dell’incontro, finché si abbracciano felici.

La mappa “affettiva” di Palermo di Bianco e Valente

Artisti, architetti, critici, scrittori, musicisti per costruire una mappa urbana “affettiva” di Palermo.. Ventotto nomi in tutto, e tutti protagonisti di un unico evento, ospitato nella project room di Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia. L’occasione è data del quinto appuntamento con “PPS//Meetings”, il ciclo di personali ed eventi speciali, a cura di Helga Marsala, a corredo della collettiva “PPS – paesaggio e popolo della Sicilia”, curata da Giovanni Iovane.
Il 17 febbraio, alle 19, l’installazione del celebre duo di artisti italiani Bianco-Valente. A seguire, negli spazi del secondo piano, un nuovo concerto della rassegna musicale “Bound”, a cura di Federico Lupo. Il musicista palermitano Hatori Yumi proporrà un live set di elettronica minimale e glitch, accompagnato da un set video con forme astratte e geometriche.