Darren Almond/Marco Neri, 2 mostre da Alfonso Artiaco

La galleria Alfonso Artiaco di Napoli inaugura il 12 novembre la mostra personale di Darren Almond dal titolo As it is. Il continuo interesse di Darren Almond per le tematiche del tempo e luogo e per la memoria personale e collettiva portano, questa volta, l’artista inglese a confrontarsi con La Divina Commedia di Dante Alighieri e ad ispirarsi al viaggio, narrato nell’opera letteraria, dall’Inferno al Paradiso, attraverso il Purgatorio. Le riflessioni e le ricerche di Darren Almond, sono evocate, in mostra, dai suoi ‘trainplates’. In Inghilterra, cosi’ come in altri paesi, le cerimonie di inaugurazione di un nuovo convoglio sono caratterizzate dall’atto di apporre una targa in metallo, con inciso il nome scelto per il treno, su entrambi i lati della locomotiva.

Spesso con il tempo, il nome scelto viene associato alla tratta percorsa, e quindi ad un viaggio specifico. Deriva da cio’ la scelta di Darren Almond di utilizzare proprio i trainplates, che, posti lungo le pareti della galleria, disegnano un percoso che giunge (o ha inizio) dall’opera INFERNO, PURGATORIO, PARADISO, 3 sculture rispettivamente in ferro, alluminio e bronzo sulle quali sono incisi i nomi delle tre Cantiche dantesche. Simbolicamente presentato al centro dello spazio espositivo e’ il video “Bearing”. Darren Almond riprende la giornata lavorativa di un minatore nel vulcano sulfureo sull’isola di Java, in Indonesia.

Matteo Basilé – THISHUMANITY

Dal 23 novembre 2010 al 29 gennaio 2011, la Galleria Pack di Milano (Foro Buonaparte 60) presenta la mostra di Matteo Basilé dal titolo THISHUMANITY. Il progetto prende il via da uno dei massimi capolavori del tardo gotico fiorentino, La Battaglia di San Romano di Paolo Uccello (1397-1475), cui si ispirano le 10 fotografie di grandi dimensioni realizzate dall’artista romano. Il celebre trittico fu commissionato a Paolo Uccello nel 1438 dalla famiglia Bartolini Salimbeni per commemorare la vittoria dei fiorentini sulle truppe senesi alleate a quelle milanesi del 1 aprile 1432.

Nei dipinti del pittore fiorentino tutto risulta essere immobile, pronto all’atto finale. È questo ‘fermo immagine’, suddiviso in tre scansioni temporali, che ha spinto Matteo Basilé a creare il frame successivo, lo scontro fisico tra popoli ed eserciti immaginari. Nella Battaglia di San Romano, Paolo Uccello sperimenta per la prima volta tecniche prospettiche rivoluzionarie per l’epoca che creano visioni multiple all’interno della stessa scena. Le opere di THISHUMANITY sono costruite con le stesse regole prospettiche del pittore quattrocentesco, ma realizzate attraverso tecniche fotografiche digitali di post produzione.

Il Teschio di Damien Hirst in mostra a Palazzo Vecchio di Firenze

For the Love of God, il teschio tempestato di diamanti opera dell’artista inglese Damien Hirst diventato leggendario da quando venne esposto per la prima volta nel 2007, verrà esposto a Palazzo Vecchio, a Firenze, dal 26 novembre 2010 al 1 maggio 2011. For the Love of God è un calco di platino di un teschio umano in scala reale tempestato di 8.601 diamanti al massimo grado di purezza o con pochissime imperfezioni, per un totale di 1.106,18 carati. Sulla fronte è incastonato un grande diamante rosa a forma di goccia anche noto come “la stella del teschio”. I denti sono stati ricavati da un cranio vero del Settecento acquistato da Hirst a Londra.

Il teschio di diamanti non ha precedenti nella storia dell’arte. Sotto un certo aspetto, l’opera rappresenta un tradizionale “memento mori”, un oggetto che parla della transitorietà dell’esistenza umana. Come scrive lo storico dell’arte olandese Rudi Fuchs: «Il teschio è sovrannaturale, quasi celestiale. Proclama la vittoria sulla decadenza. Al tempo stesso rappresenta la morte come qualcosa di infinitamente più implacabile. Rispetto alla lacrimosa tristezza di una scena di vanitas, il Teschio di Diamanti è gloria pura».

Marillina Fortuna – RESIDUI PRIMARI

Dopo Genova (Palazzo della Mercanzia, 2008), dopo Milano (Biblioteca Umanistica, presso la Chiesa dell’Incoronata, 2009), dopo Venezia (Magazzini del Sale, 2010), Marillina Fortuna porta i suoi “residui” il 18 novembre alla Galleria Novalis Contemporary Art di Torino. “Residui”, ma anche “Junk”, spazzatura, resti di cose che erano e non sono più, almeno nella forma originaria. Resti di artificio industriale: lavorati dal mare, dal vento, dall’acqua e approdati nelle mani dell’artista. Recuperati a un nuovo destino. Forme nate da altre e perdute forme; colori trasmutati da altri colori. Un inedito – inesistente prima che l’artista lo creasse – paesaggio che si fa deposito, memoria, allusione e illusione.

Nel solco dell’objet trouvé di surrealistica ascendenza, del ready made del gran mago Duchamp, ma anche dell’arte concettuale degli anni Sessanta e della land art di titaniche ambizioni, i “Residui” di Marillina Fortuna parlano il linguaggio dell’arte moderna e contemporanea, certamente, ma anche quello profondo e arcano dell’inconscio, di quel “rimosso” che tanta parte gioca nel paesaggio interiore di ognuno di noi e dell’artista in particolare. Nello “spazio indeciso” nel quale vivono i suoi “residui”, Marillina disegna così un paesaggio, dove i frammenti nascono a nuova vita – ri-nascono – in un continuo moto di trasformazione, in un percorso che si fa viaggio: un viaggio immaginario verso “isole”, “giardini”, “città”…

Quando la scultura si ascolta e la musica si tocca siamo ne “il nuovo mondo” di Octavio Floreal

Octavio Floreal non conosce frontiere e, allontanandosi dalla realtà visuale umana e dai legami con il conosciuto, per Emufest 2010, accosta il suo “Il Nuovo Mondo” al settore della musica elettroacustica. Al Conservatorio S. Cecilia di Roma dalle 19.00 di domenica 14 novembre e fino al 21 novembre la sua opera si allunga sul concetto di arte e, grazie ad un’iterazione video-musicale realizzata da Giovanni Costantini e Massimiliano Todisco, attraverso un algoritmo di sintesi sonora realizzato da Luigi Marino, si rende possibile l’impossibile: dare forma ai grani musicali, sfumature sonore impercettibili all’udito che vivono “incastonate” nello spazio che intercorre tra una nota e l’altra, e restituirne la voce.

Come? “Il Nuovo Mondo”di Octavio Floreal, è una scultura formata da un sistema di cerchi non concentrici. Lì, forze, peso e momenti delle forze stesse, sono perfettamente bilanciate. Ad ogni cerchio che compone il gruppo scultoreo, vengono accostati dei i cavi di nylon, collegati agli elementi che compongono l’opera (realizzati in acrilico su carta, fil di ferro e plastica trasparente). Ed è proprio quando la scultura si muove che si genera una nuova energia dove, l’attrito trascurabile, garantisce l’assoluta dinamicità della scultura ora non soltanto visibile e tangibile ma udibile e cangiante rispetto alle modulazioni di frequenza dell’insolita componente musicale.

Il Drago Rosso e il Drago Blu di Takashi Murakami

Gagosian Gallery è lieta di presentare due nuovi dipinti di Takashi Murakami in occasione della sua prima mostra monografica a Roma (13 novembre – 15 gennaio 2011).

Le due imponenti opere, Dragon in Clouds – Red Mutation e Dragon in Clouds – Indigo Blue, sono composte ciascuna da nove pannelli per una lunghezza totale di diciotto metri. I dipinti raffiguranti dragoni e nuvole, conosciuti come Unryūzu, sono stati fondamentali punti di riferimento anche per Soga Shōhaku, artista giapponese del Settecento la cui creatività eccentrica e coraggiosa è stata di grande ispirazione per Murakami. Queste peculiari rappresentazioni della tradizione mitologica giapponese hanno permesso a Shōhaku di immergersi in un mondo fantastico in cui ricche macchie di inchiostro tendono all’astrazione, trasformando il drago in un mostro animato che contrasta con rappresentazioni più benigne e convenzionali.

Joseph Kosuth – Texts for Nothing. Samuel Beckett in play

La galleria Lia Rumma di Milano inaugura il 12 novembre la mostra personale di Joseph Kosuth dal titolo Texts for Nothing’ Samuel Beckett, in play.

L’installazione ‘Texts for Nothing’ Samuel Beckett, in play è basata su una selezione di frasi, in inglese e in italiano, tratte da ‘Texts for Nothing’ di Samuel Beckett e composta da 19 opere singole realizzate in neon bianco a luce calda e ricoperte di nero. I ‘Texts for Nothing’ sono stati per anni sottovalutati dai critici più importanti dell’opera di Beckett, considerati al margine del filone principale della sua produzione e raramente inseriti nelle antologie dei suoi lavori. Se in passato questi testi sono stati ritenuti spesso una pausa nell’opera di Beckett, per Kosuth al contrario rappresentano la quintessenza del lavoro del drammaturgo irlandese, un esempio perfetto della sua eccezionale integrità artistica.

EMMEOTTO raddoppia con EMMEOTTO NEXT

Nella storica cornice che negli anni ’50 ha fatto da scenografia al film Vacanze Romane, giovedì 25 novembre si svolgerà una doppia inaugurazione: l’apertura del nuovo spazio espositivo EMMEOTTO NEXT, nato dalla partnership della galleria Emmeotto con Filippo Restelli, e l’opening della prima personale romana del giovane artista Nicola Vinci.

NEXT come vicino: uno spazio espositivo a pochi passi dalla “galleria madre”, che al civico 8 continuerà ad esporre e valorizzare un’arte già consolidata e inserita nel panorama artistico. NEXT come prossimo: un ambiente come osservatorio di un futuro che, più che da scoprire, è in costante formazione.

Katerina Seda – Mirror Hill_No light.

La galleria Franco Soffiantino di Torino inaugura il 6 novembre la mostra personale di Katerina Seda dal titolo Mirror Hill_No light.

Come sempre accade nei lavori dell’artista ceca, anche nel progetto No Light, iniziato nel 2009, il soggetto e’ strettamente legato alle dinamiche e alle problematiche collettive connesse all’interferenza di un fattore estraneo con il tessuto sociale della cittadina di Nošovice. Tutto ha inizio nel 2003 presso il municipio di questa località rurale di appena 960 abitanti, collocata a sette chilometri ad est della città ceca di Frýdek-Místek. I rappresentanti locali (molto probabilmente su mandato della regione) hanno messo all’ordine del giorno la votazione sulla modifica del piano di zonizzazione ed in poco tempo trecento ettari di campi si sono trasformati in zona industriale.

Jim Goldberg inaugura PARCO, una nuova sezione della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Pordenone

E’ la fotografia dell’artista americano Jim Goldberg ad essere stata scelta per l’apertura di PARCO, ovvero la nuova Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Pordenone che il 6 novembre prossimo inaugurerà una sezione di questa nuova struttura museale. Una nuova realtà protesa al dialogo fra arte moderna e contemporanea, alla multidisciplinarità espositiva e all’apertura a contesti nazionali ed internazionali. Un’impronta marcata proprio da questa prima grande monografica italiana dedicata al fotografo, due volte vincitore del premio Hasselblad e del recente Premio Cartier Bresson.

Una vera e propria scoperta di un artista che porta avanti, oramai da oltre trent’anni una ricerca specifica attraverso il mezzo fotografico; molte delle sue fotografie infatti vengono associate alle parole delle persone ritratte che intervengono direttamente nella fotografia trascrivendo i propri stati d’animo, situazioni, paure e speranze.

EcoBrain, una mostra che attraverso la forza creativa degli artisti mira ad incrementare l’attenzione sulle tematiche ambientali

Presso la Fiera di Rimini, dal 3 al 6 novembre 2010 si svolge Ecomondo, 14a Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile. Ecomondo è la più importante fiera sulle tecnologie verdi e nuovi stili di vita, luogo d’incontro privilegiato tra l´industria dell´ambiente e della sostenibilità e gli stake holders istituzionali, associazioni di categoria, Pubblica Amministrazione, ONG, e tutte le tipologie d’industria e di produzione di beni.

EcoArt Project presenta nel prestigioso ambito di Ecomondo un grande intervento di arte contemporanea, dal titolo “EcoBrain”, curato dal critico d’arte Martina Cavallarin, un luogo dell’immaginazione, del pensiero e di stimolo d’energie, realizzato grazie al sostegno di Acea Spa, Kaspersky Lab e Zerotecnica Srl. EcoArt Project è una piattaforma culturale (www.ecoartproject.org) di respiro internazionale che attraverso la forza creativa degli artisti mira ad incrementare l’attenzione sulle tematiche ambientali. Le sue attività coinvolgono le persone, le aziende e le istituzioni al fine di ispirare a tutti i livelli attitudini e comportamenti che hanno come scopo la salvaguardia del pianeta.

CoBrA e l’Italia

Il 3 novembre 2010 inaugura a Roma la mostra CoBrA e l’Italia, realizzata dalla Soprintendenza alla Galleria nazionale d’arte moderna in collaborazione con l’Ambasciata del Belgio e l’Academia Belgica. L’iniziativa coincide con il semestre di presidenza belga dell’Unione europea e trae spunto anche dalla vicinanza fra la Galleria nazionale d’arte moderna e le Accademie di Belgio, Olanda e Danimarca, i tre paesi dai quali provenivano gli artisti e i poeti che, nel 1948, avevano scelto come nome del loro gruppo l’acronimo formato dalle iniziali delle città di Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam.

L’importanza di questo movimento – propugnatore di una totale libertà d’espressione all’insegna della creatività collettiva – per la storia dell’arte moderna in Europa è stata ampiamente riconosciuta, ma assai meno studiata, anche se non meno vitale, è la fase successiva allo scioglimento del gruppo, avvenuto nel 1951. Nello sviluppo di “CoBrA dopo CoBrA” svolse un ruolo importante la cittadina ligure di Albisola, famosa per la produzione della ceramica, dove già trascorreva l’estate Lucio Fontana e dove, nel 1954, si stabilì il danese Asger Jorn su impulso di Enrico Baj che, insieme con Sergio Dangelo, aveva presentato a Bruxelles nel 1952 il manifesto del “Movimento nucleare”.

Give and take alla Fondazione Antonio Ratti

Il 3 novembre inaugura a Milano alla Fabbrica del Vapore Give and take, mostra di fine corso dei partecipanti alla XVI edizione del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti, diretto da Annie Ratti e quest’anno condotto da Hans Haacke in qualità di Visiting Professor. La mostra a cura di Anna Daneri e Cesare Pietroiusti e’ realizzata dalla Fondazione Antonio Ratti, in collaborazione con Careof, DOCVA, Viafarini e sarà visitabile fino al 20 novembre.

In mostra le opere dei diciannove artisti che hanno frequentato il workshop a Como nel mese di luglio: Julia Brown (USA), Antonia Carrara (ITALIA), Danilo Correale (ITALIA), Abbey Shaine Dubin (USA), Laura Duran (COLOMBIA), Birte Endrejat (GERMANIA), Fausto Falchi (ITALIA), Till Gathmann (GERMANIA), Adelita Husni-Bey (ITALIA), Kentaro Ikegami (GIAPPONE), François Lemieux (CANADA), Eric Martijn (OLANDA), Ludovic Me’haute’ (FRANCIA), Emily Morant (AUSTRALIA), Elaine Marianne Reynolds (IRLANDA), Fabrizio Sartori (ITALIA), Walter Benjamin Smith (USA), Elisa Strinna (ITALIA), Oriol Vilanova (SPAGNA).

China Power Station alla Pinacoteca Agnelli di Torino

La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli prosegue il suo progetto di ricerca sul tema del collezionismo e presenta dal 7 novembre al 27 febbraio CHINA POWER STATION Arte contemporanea cinese dalla collezione Astrup Fearnley. CHINA POWER STATION, a cura di Julia Peyton Jones, Gunnar B. Kvaran e Hans Ulrich Obrist è un progetto evolutivo nato dalla collaborazione della Serpentine Gallery con l’Astrup Fearnley Museum of Modern Art, Oslo; è stata esposta in varie sedi: Part I a Londra nel 2006 ha segnato la prima fase del progetto. Parte II è stata sviluppata per Oslo nel 2007 e Parte III in Lussemburgo nel 2008 e ora, con un nuovo allestimento e nuove opere, qui a Torino.

L’indagine sul collezionismo porta a Torino un nuovo tipo di mecenatismo quello della collezione Astrup Fearnley: che produce interamente una mostra come China Power Station e poi decide di acquistarla e farla diventare così parte della sua collezione permanente che ha sede nel museo Astrup Fearnley Museum of Modern Art a Oslo, in Norvegia. In mostra l’esplosione creativa dell’arte contemporanea cinese attraverso le opere di una generazione di artisti d’avanguardia come Cai Guo-Qiang e Huang Yong Ping, insieme con la nuova generazione di artisti post – Mao nati tra la fine degli anni ‘70 e i primi anni ’80, tra cui Cao Fei, Liu Wei, Yang Fudong, Sun Xun, Zhang Ding.