Michael Jackson, nuovo album e nuovo record all’asta

Michael Jackson, re del pop nonchè cantante-ballerino amato da milioni di fans in tutto il mondo è morto ma la sua fama ed il suo successo non hanno intenzione di cedere il passo. In questi giorni infatti il popolo di internet è in fermento per Michael, il primo album postumo contenente brani inediti tra cui il singolo Hold in My Hand in duetto con Akon. Secondo molti fans l’album è un vero e proprio insulto alla memoria della celebre star mentre tanti altri si sono detti felici dell’uscita del disco.

Comunque sia preparatevi ad ascoltare nuovi inediti di Michael Jackson poichè la Sony, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, ha firmato  un contratto da 250 milioni di dollari che prevede la distribuzione fino al 2017 di almeno 10 nuovi progetti legati a Jackson. Anche per quanto riguarda il mondo dell’arte contemporanea, il re del pop riesce ancora a far parlare di sé.

Gianni Politi – A brief history of pain

A distanza di un anno e mezzo dal successo della prima personale del giovane artista romano Gianni Politi, venerdì 14 gennaio 2011 alle ore 19.00 la galleria Co2 di Roma ha il piacere di presentare A brief history of pain una mostra a cura di Gianluca Marziani e Maria Letizia Bixio.

L’artista, presentato al pubblico da CO2 nel 2009, con la mostra I tool you, in poco più di un anno ha compiuto un percorso artistico ed individuale che lo ha portato ad una ipertrofica maturazione. Impegnato come finalista di diversi premi internazionali tra il 2009 e il 2010 (Premio Cairo, Premio Terna, Premio Celeste), si esprime oggi con quel linguaggio più complesso e articolato frutto del confronto-scontro con la realtà contemporanea.

Jerry Saltz ed il peggio dell’arte americana del 2010

Dopo aver stilato la sua personale lista del meglio dell’arte contemporanea, il critico americano Jerry Saltz ha pubblicato in questi giorni sulle pagine del New York Magazine i 10 momenti peggiori dell’arte a stelle e strisce del 2010, noi ve li rigiriamo così come il buon ( o cattivo) Saltz li ha stilati, a partire dal fondo:

10 Un orrorifica sequenza di frasi udite ad Art Basel Miami Beach: Silvia V. Fendi ha dichiarato “Collezionare arte è il nuovo modo di fare shopping“.  Aby Rosen, magnate del mercato immobiliare ha invece proposto questo: ” I tre mondi più importanti della cultura in questo momento sono la moda, il mercato immobiliare e l’arte. Le fiere d’arte inoltre sono posti dove i super-ricchi possono socializzare con persone del loro stesso livello”.

9 La retrospettiva di Tim Burton al MoMa: non una mostra d’arte ma un modo per far soldi attirando gente nel museo.

8 La mostra di Rivane Neuenschwander al New Museum, troppo sentimentale e troppo ovvia.

Ultimo atto d’amore al Palazzo Reale di Milano

Dal 18 dicembre 2010 al 15 febbraio 2011 a Palazzo Reale a Milano si terrà l’evento espositivo Milano. Ultimo atto d’amore, un percorso multimediale, un film, un racconto che abbraccia le figure della poetessa Alda Merini e del maestro Mimmo Rotella. Sullo sfondo, la città di Milano, scenografia e teatro dell’evento. La mostra è promossa dagli Assessorati alla Cultura di Regione Lombardia e Comune di Milano. Il progetto è stato ideato da Regione Lombardia – Cultura insieme a Spirale d’Idee. La curatela è di Renato Barilli e Giuseppe Zaccaria.

Tutto ha origine nel 2005 da un progetto curato dai due artisti: poesia che dipinge il bello, pittura che scrive il bello, usando l’icona della bellezza per eccellenza ovvero l’immagine di Marilyn Monroe come terreno di confronto artistico.Da questo, come soleva dire Rotella, “ultimo atto d’amore” inizia un percorso della memoria. Il regista dell’allestimento, a tale scopo, ha fuso filmati storici, registrazioni di voci, fotografie inedite, recite poetiche in una composizione multimediale. Un percorso che conduce lo spettatore alla percezione dell’animo più profondo e inedito dei due artisti. Un cammino catartico, un saluto rivolto al passato che entrambi e Milano ci regalano.

13 artisti celebrano i 100 anni del Gruppo Trussardi

In occasione del Centenario del Gruppo Trussardi, la Fondazione Nicola Trussardi presenta, una mostra a cura di Massimiliano Gioni, realizzata in collaborazione con la Fondazione Pitti Discovery, che apre i festeggiamenti per i cento anni della Maison Trussardi.

 Prima grande mostra collettiva organizzata dalla Fondazione, 8½ riunisce negli spazi monumentali della Stazione Leopolda di Firenze le opere dei tredici artisti internazionali a cui a Milano, dal 2003 a oggi, la Fondazione Nicola Trussardi ha dedicato ambiziose mostre personali e spettacolari progetti d’arte pubblica.

La mostra inoltre presenta in anteprima in Italia una nuova opera di Maurizio Cattelan.

 Come in una parata carnevalesca, 8½ presenta per la prima volta insieme le opere di Darren Almond, Pawel Althamer, John Bock, Maurizio Cattelan, Martin Creed, Tacita Dean, Michael Elmgreen & Ingar Dragset, Urs Fischer, Peter Fischli e David Weiss, Paul McCarthy, Paola Pivi, Anri Sala e Tino Sehgal, artisti che nell’ultimo decennio si sono imposti come alcune delle voci più interessanti e significative del panorama internazionale. 8½ propone un’antologia del meglio della storia recente della Fondazione Nicola Trussardi, ripercorrendo in un lungo piano sequenza i momenti salienti della sua attività che coincide con un importante capitolo della storia dell’arte del nostro tempo.


Bill Viola e Dan Flavin non sono artisti secondo la Comunità Europea

Come si sa la critica contemporanea, gli addetti ai lavori ed i semplici appassionati sono sempre invischiati in annose discussioni su cosa è arte e cosa non lo è. Queste disquisizioni molto spesso divengono chiacchiere da bar ma quando è l’Unione Europea a farle allora c’è qualcosa di più grave sotto.

Infatti il magazine Artinfo ha da poco pubblicato una sbalorditiva notizia secondo la quale le opere di Dan Flavin e Bill Viola in realtà non sarebbero opere d’arte vere e proprie, o almeno così non le riconosce la Comunità Europea. Quindi dal 2011 tutte le gallerie d’arte o comunque chiunque vorrà importare un’opera di Bill Viola o Dan Flavin dovrà pagare il 20 percento di IVA invece del classico 5 percento che normalmente viene sborsato per le opere d’arte (Ovviamente non Italia).

Collettiva Giovani Artisti alla Fondazione Bevilacqua La Masa

Ventinove giovani artisti e dieci grafici emergenti. Sono loro i protagonisti della 94esima Collettiva Giovani Artisti che dal prossimo 18 dicembre, fino al 23 gennaio 2011, esporranno le loro opere presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, nella sua sede di Piazza San Marco. Sono stati 225 i giovani che tra il 18 e il 20 di novembre 2010 si sono presentati con le loro opere nella sede di Palazzetto Tito della Fondazione Bevilacqua La Masa.

Tutti rispondono ai requisiti d’età, dai 18 ai 35 anni e hanno scelto di vivere nell’area del Triveneto pur provenendo da tutta Italia ed Europa. Hanno presentato 266 opere in totale tra video, fotografia, pittura, scultura e installazione. Da questa rosa sono stati selezionati 29 artisti o gruppi di artisti e 10 grafici. La giuria che li ha scelti è stata composta da critici, giornalisti e galleristi di arte contemporanea: Angela Vettese, Presidente della Fondazione Bevilacqua La Masa; Caroline Corbetta, critico e curatrice indipendente; Carlo Di Raco, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia; Rä Di Martino e Anita Sieff, artiste; Andrea Viliani, Direttore della Fondazione Galleria Civica di Trento e Paolo Zani della Galleria Zero di Milano.

Risponde Blu: “Il MOCA mi ha censurato”

Continua l’affaire MOCA versus Blu. Come già avevamo scritto in un nostro precedente articolo, lo street artist italiano aveva recentemente realizzato un enorme murale sul muro nord della Geffen Contemporary. L’opera era stata realizzata proprio davanti un sito dedicato ai caduti della seconda guerra mondiale e ad un ospedale dedicato ai veterani. Blu aveva realizzato delle bare con sopra dei biglietti da un dollaro al posto delle classiche bandiere che solitamente cingono il feretro dei caduti in battaglia.

Jeffrey Deitch, novello direttore del MOCA, aveva quindi deciso di far rimuovere l’opera per non offendere la memoria dei caduti: “Non si fuma in faccia a qualcuno che ha il cancro ai polmoni”, così Deitch aveva motivato la sua scelta. Il direttore aveva inoltre annunciato che la rimozione era stata decisa di comune accordo assieme all’artista. Eppure a noi qualcosa non quadrava e proprio quando si cominciava a pensare che la storia fosse finita lì è partita la pesante risposta di Blu sulle pagine del Los Angeles Times.

Giovedì Difesa: Pontypool

Pontypool è un film horror canadese del 2009, per la regia di Bruce McDonald.Si tratta dell’adattamento cinematografico del romanzo di Tony Burgess: Pontypool Changes Everything.

Si ambienta quasi interamente in maniera claustrofobica all’interno di una radio. Le notizie che vengono da fuori sono dapprima molto confuse, si pensa ad uno scherzo, tuttavia anche gli inviati speciali iniziano a raccontare delle storie improbabili e impossibili. L’intero paese è vittima di una stranissima nuova malattia, tutti impazziscono.

Federico Granell – Somnum

Giovedì 16 dicembre 2010 la galleria Dora Diamanti arte contemporanea di Roma presenta al pubblico Somnum, prima personale in Italia dell’artista spagnolo Federico Granell. All’interno della falsa immobilità del sonno la mente umana ritrova la sua soddisfazione allucinatoria ad ogni istinto più recondito. Il profondo abisso della fase REM (Rapid Eye Movement) è quindi un processo consumatorio delle nostre emozioni e delle nostre pulsioni, un misterioso universo di suoni ed immagini cha appaiono come reali.

In questo frangente, la coscienza abbandona il suo involucro terreno,  accedendo ad una condizione spirituale che permette di osservare il mondo da un punto privilegiato, senza vincoli d’azione e costrizioni comportamentali. Il pensiero, colto nel suo stato più selvaggio ed incontaminato, restituisce visioni che si trasformano in vere e proprie architetture sensoriali. Avviene quindi il manifestarsi di un mondo nuovo, una città abitata che può essere scrutata dall’alto, senza la necessità di cambiare l’ordine delle cose e senza essere notati. Questo delicato meccanismo emozionale è alla base di Somnum, evento che rende oggettiva una complessa rete di significati astratti.

Alla mostra urbana la…nettezza urbana getta via l’opera

Volevamo rendervi partecipi di una stravagante vicenda pubblicata circa due giorni fa dal quotidiano Il Corriere del Veneto. A Padova (fino al prossimo 9 gennaio) si stava regolarmente svolgendo la seconda edizione della rassegna Artisti Al Muro dove ogni artista invitato è chiamato a scegliere una “parete” esterna nell’ambito del centro urbano di Padova, e su quella raffigurare il progetto di un’opera reversibile. Per facilitare il percorso-mostra, ogni lavoro ha solitamente accanto a sé un segnalatore che indica anche i siti ove sono posizionate le altre opere delle altre opere.

Secondo gli organizzatori, Artisti al Muro: “è un’iniziativa che induce il visitatore a “scoprire” man mano una sorta di mostra all’aperto, accompagnandolo in una “caccia al tesoro” che obbliga a guardare con occhi diversi la città. È un invito ad una passeggiata diversa, un pretesto per incontrare l’arte contemporanea, un’occasione per conoscere nuovi artisti”.

Ci vorrebbe WikiArtLeaks per svelare i segreti dell’arte contemporanea

Ultimamente si fa un gran parlare del fenomeno WikiLeaks, organizzazione internazionale che riesce a mettere le mani sui più scottanti segreti istituzionali di tutto il mondo e che ha come obiettivo la pubblicazione di materiale che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende. Lo staff di WikiLeaks di cui l’australiano Julian Assange è il membro più noto e influente è in questi giorni al centro di una bufera politica e legale, segno evidente che esiste qualcosa di vero  tra le migliaia di fughe di notizie presenti sul sito.

Sarebbe dunque interessante disporre di una sorta di WikiLeaks dell’arte contemporanea, visto che di comportamenti poco etici e di questioni misteriose in questi ultimi tempi ne abbiamo viste parecchie. Potremmo venir a capo del perchè il governo cinese si accanisce tanto contro Ai Weiwei fino al punto di malmenarlo, distruggergli lo studio ed oscurargli il blog. Tra l’altro qualcuno potrebbe spiegarci perchè la Turbine Hall ha vietato al pubblico l’interazione con l’opera dello stesso artista.

Solidarietà di Banksy ai Voina, guerrilla artists russi

Conoscete Voina? Si tratta di un gruppo di artisti russi che solitamente realizza delle performance che si trasformano in vere e proprie manifestazioni di protesta contro l’oppressione di un regime che non concede libertà di stampa e di parola. Nel loro manifesto i Voina hanno proclamato che il loro intento primario è quello di creare un nuovo linguaggio dell’arte contemporanea  costruito sull’arte stessa e non sugli interessi economici.

Tra le loro azioni più eclatanti ricordiamo l’enorme pene disegnato sulla pavimentazione del ponte mobile Liteyniy, il quale una volta sollevato per far passare le barche ha spiattellato in faccia al palazzo del KGB il gigantesco ed irriverente organo (65×23 praticamente da far invidia a John Holmes). Oggi siamo qui a parlarvi di un’azione di solidarietà nei confronti di Oleg Vorotnikov e Leonid Nikolayev due artisti facenti parte del gruppo che sono stati illegalmente arrestati e che si trovano attualmente in prigione.

Milano per Tadeusz Kantor

A vent’anni dalla morte, Milano celebra il regista polacco Tadeusz Kantor, una delle figure più originali del teatro del Novecento. In programma una serie di iniziative che mirano a far conoscere e portare avanti con le nuove generazioni, un’innovativa idea di ricerca nel e attraverso il teatro. “Kantor coniò una personalissima forma di linguaggio espressivo, a metà fra il teatro e le arti visive, nutrita da potenti motivi come la memoria, l’intervento uniformante della morte, lo smarrirsi e ricomporsi dell’identità dell’individuo – spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -.Il rapporto di Kantor con la città di Milano è stato intenso, a partire dal 1978 quando il pubblico milanese scoprì La classe morta, il suo capolavoro ospitato al Salone di via Dini dal CRT Centro di Ricerca per il Teatro”.

Il primo appuntamento della rassegna “Milano per Kantor” è in programma giovedì 16 dicembre alle ore 21.00 al Cinema Gnomo di via Lanzone 30, dove verrà proiettata la versione originale in polacco con sottotitoli in italiano de “La classe morta (Umarla Klasa)” di Andrzej Wajda. Un gruppo di persone anziane ritorna sui banchi di scuola per recuperare le lezioni non fatte.