Un’artista sconosciuta invade la Tate Britain

 
Micol Di Veroli
1 luglio 2009
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eva Unartista sconosciuta invade la Tate Britain

La Tate Britain continua a stupirci anche in piena estate. La prestigiosa istituzione inglese ha da poco tirato fuori un altro coniglio fuori dal cilindro organizzando una grande mostra dedicata ad Eva Rothschild, artista acclamata dagli addetti al settore ma del tutto sconosciuta al grande pubblico.

La mostra si è inaugurata ieri e rimarrà aperta fino al 29 novembre prossimo.  La curatrice Katharine Stout ha affermato che era giunto il momento di far conoscere Eva Rotschild al pubblico internazionale, inserendola in un circuito che ha già reso famosi artisti come Mark Wallinger e Martin Creed, precedenti vincitori del Turner Prize.  Nella speranza di divenire un talento casalingo, l’artista ha creato un’immensa struttura di alluminio che assomiglia ad un gigantesco fulmine proprio nel bel mezzo del Tate.

Eva Rothschild ha completamente riempito lo spazio espositivo con una scultura di 80 metri di lunghezza permettendo al pubblico di camminarci attraverso senza barriera alcuna. L’opera intitolata Cold Corners è un monumentale delirio del peso di circa 1.8 tonnellate.

“Eva ha brillantemente accolto la sfida del Tate che notoriamente ha un’architettura neoclassica piuttosto pomposa. Il contrasto tra vecchio e nuovo che viene a formarsi è decisamente esaltante” ha commentato il direttore Stephen Deuchar. Il direttore ha poi aggiunto che la natura anarchica della struttura lascia al pubblico la decisione di passarvi attraverso o tentare di scalarla.

L’artista intervistata sulla sua scelta ha invece dichiarato: “Ho pensato di fare un’opera capace di colonizzare l’intero spazio ma senza bloccarlo, volevo mantenere l’aspetto globale dell’intero ambiente. Ed in particolar modo volevo stimolare la gente a navigare attraverso l’opera”.

La decisione del Tate di proporre un nome relativamente nuovo e relativamente giovane (Eva Rothschild è nata a Dublino nel 1972) ci lascia alquanto perplessi. Far esporre in una così prestigiosa istituzione un’artista semi sconosciuta è si una sfida a sostegno delle nuove leve del contemporaneo che appoggiamo in pieno, attenzione però:  c’è il rischio di creare artisti preconfezionati da immettere sul mercato a quotazioni triplicate.

Photo Copyright: Eva Rothschild-Lewis Whyld/PA Wire

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