Continua il caso Wojnarowicz, arrestati due artisti e banditi a vita dalla Smithsonian

di Micol Di Veroli 4

Incredibilmente, arriva il nostro quarto articolo dedicato alla vicenda Smithsonian National Portrait Gallery contro David Wojnarowicz. Dopo avervi informato sul tremendo atto di censura perpetrato dall’istituzione, che ha di fatto escluso il video dell’artista A Fire in My Belly dalla mostra Hide/Seek, e sulla successiva manifestazione di oltre 100 persone davanti al museo, eccoci di nuovo a parlarvi di un ulteriore assurdo episodio.

Lo scorso 4 dicembre due attivisti si sono introdotti all’interno del museo durante gli orari di apertura e si sono piazzati tranquillamente davanti l’entrata. Una delle due persone ha in seguito tirato fuori dalla sua borsa un iPad. Il piccolo ma potente schermo è stato assicurato attorno al  collodell’uomo  tramite una tracolla ed una volta acceso ha cominciato a mostrare le immagini del video di Wojnarowicz Il secondo uomo, l’artista Mike Iacovone, ha invece avuto il compito di filmare l’intera azione. Mike Blasenstein, l’artista con al collo l’iPad, ha inoltre iniziato a distribuire dei volantini con la spiegazione dell’intera azione, ecco alcuni passi del volantino: “Sono qui con questo iPad al collo……perchè i politici ed altri gruppi di potere non vogliono che voi vediate quest’opera…perchè gli stessi poteri che hanno emarginato l’artista 20 anni fa vogliono cucirgli la bocca anche oggi…perchè troppy gay, me incluso, dimenticano troppo spesso che i diritti di cui oggi godiamo sono stati pagati dai nostri predecessori con il sangue e con inimmaginabili sofferenze…perchè soffrire è umano…perchè il silenzio equivale alla morte…perchè i detrattori fanno quello che vogliono quando vogliono”.

I due intrepidi artisti sono stati inseguito arrestati dalla polizia ma la cosa ancor più grave è che non potranno più entrare nel museo e si tratta di una sentenza a vita. Tutto ciò, in un paese civile come gli Stati Uniti, è veramente surreale. Evidentemente la tanto decantata libertà made in U.S.A. esiste solo per coloro i quali hanno i soldi per comprarla.

Commenti (4)

  1. Hello!

    A friend sent me the link to your story and I read it through Google Translate.

    Thank you for letting the world know that censorship of art — especially gay art — is still happening in the United States.

    I’d also like to make it clear that we were not arrested, but detained and banned. However, the police refused to give us copies of the “banning” documents. After a blog obtained our documents, we learned that Michael Iacovone was banned for 12 months, while I was banned indefinitely; that is, for life.

    But all that means is that we were punished for bringing art into an art gallery! And the art we brought was on display in the museum just days before. This is just a setback — we and many other people in DC and around the country are continuing to organize around the Smithsonian’s shameful act. Thank you so much for covering this story.

    Mike Blasenstein

    1. Hello Mike,
      thanks for your kind words.
      We fight for these causes
      and also in Italy the same things happen frequently.
      I want to ask yourself an interview on the whole situation.
      Would you like to do this?
      You can write me to [email protected]
      The interview will then be published on my blog.
      I’m sure that it is important to let everyone know these shameful things.
      Thanks again for writing me

      Micol Di Veroli
      Globartmag.com

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