La pioggia nel pineto del sistema dell’arte

“Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.”
Perdonatemi l’attacco dannunziano ma questo stralcio rubato da La Pioggia Nel Pineto ben si adatta non solo alla furia degli elementi che in questi ultimi giorni ha bloccato il nostro italico Stivale ma anche al nostro dorato mondo dell’arte contemporanea.
Questo invito al silenzio, all’estraniamento momentaneo per ascoltare i suoni prodotti dalla natura dovrebbe essere preso in considerazione anche da noi addetti ai lavori, sempre pronti a saturare la scena con la nostra cacofonia ideologica. Si parla e si straparla sempre di più e si ascolta sempre di meno, ecco allora che il naturale suono prodotto dall’arte non viene affatto colto. Ascoltare gli artisti e le loro opere, ascoltare il pubblico con le sue necessità, ascoltare i colleghi e le loro urgenze, le loro perplessità, i loro consigli. Tutto questo viene ignorato e si preferisce disperdere energie attorno ai chiacchiericci ed ai gossip. Sempre più spesso critica e curatela ignorano gli artisti, ed anzi si limitano ad usarli come semplici pedine da muovere a proprio tornaconto su di una egocentrica scacchiera di progetti e visioni strettamente personali.
Il pubblico segue la stessa sorte, esso deve solamente presenziare e collezionare mentre percepire e recepire non sembrano essere caratteristiche necessarie. Ed i colleghi con le loro critiche formative vengono bollati come detrattori invidiosi, meglio non ascoltarli, quindi, e continuare a testa bassa per la propria strada. Continuare a produrre rumore con parole inutili, con illazioni ed offese, con progetti spettacolarmente vuoti. Questo sembra essere il “nostro” unico obiettivo, nella speranza di agganciare il treno per la direzione del museo/fiera/biennale. Ed una volta all’apice, eccoci pronti a produrre nuovo rumore sopra al rumore. Intanto artisti e galleristi brancolano nel buio, abbandonati come sono alla mercé di quattro imbonitori pronti a scaricarli dopo averli ben spremuti. Ecco perché vien da sorridere a sentir parlare di sistema dell’arte italiano. Se solo sapessimo adoperare il nostro senno, sapremmo allora far un poco di silenzio e percepire quello che solitamente facciamo finta di non sentire.
Micol Di Veroli
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