Troppe spiegazioni rendono noiosa l’arte

di Micol Di Veroli 2

ArtCritic

Una nuova scoperta nel campo della psicologia potrebbe sicuramente attirare l’attenzione di critici e curatori d’arte contemporanea generando anche molte polemiche. Secondo una ricerca apparsa sulla pubblicazione dal titolo Empirical Studies of the Arts spiegare un’opera mediante un testo critico o comunque illustrare dettagliatamente i segreti nascosti all’interno della stessa potrebbe produrre nel pubblico un calo di apprezzamento dell’opera.

Insomma con l’intento di svelare i misteri dell’arte si potrebbe finire per annoiare chi ci ascolta. La ricerca è stata condotta da Kenneth Bordens docente all’Indiana University di Fort Wayne. Bordens ha condotto uno studio su 172 studenti con poca o nulla conoscenza dell’arte. Lo studioso ha mostrato ai ragazzi alcune foto di dipinti e sculture di arte rinascimentale, impressionista, dada ed outsider art ed ha poi chiesto agli stessi di dare un voto da 1 a 7 sul gradimento personale dell’opera. Circa la metà delle foto erano accompagnate da una descrizione dettagliata dell’opera ed è proprio questa metà che ha ricevuto i voti più bassi.

Bordens ha così commentato i risultati: “Secondo il filosofo Thomas Adajian ognuno di noi possiede un modello artistico interiore. Questo modello ci spinge a giudicare positivamente o negativamente una data opera d’arte. Fornendo spiegazioni circa una data opera i partecipanti hanno compreso che determinate caratteristiche si scontravano con il loro modello artistico e ciò li ha portati ad essere più critici su quello che stavano vedendo. Inoltre la descrizione ha tolto gran parte del mistero estetico di ciò che stavano vedendo per questo le opere con un testo interpretativo hanno ricevuto voti più bassi”.

Insomma sembrerebbe che ognuno di noi nasconda nel profondo dell’inconscio un piccolo critico d’arte che non apprezza i testi di altri critici e vorrebbe anzi decidere di suo gusto su ogni manifestazione artistica. Certo se ciò corrispondesse a verità ( e probabilmente è proprio così che funziona il nostro modello artistico interiore ), critici e curatore avrebbero le ore contate. Voi che ne dite?

Commenti (2)

  1. Che dire.. in arte contemporanea, quasi da sempre succedono due cose: o le persone la conoscono e non si pongono domande, o non la conosco e chiedono spiegazioni perchè difficile ed ostica.
    dunque il dilemma resta aperto.. non chiedere e far emergere ‘il piccolo critico che c’è in noi’ o chiedere e cercare di capirci qualcosa.

    penso che entrambe gli atteggiamenti siano legittimi

  2. Giustissimo!

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