Le follie di Jeff Koons

di Micol Di Veroli Commenta

“Quando guardo un’opera di Jeff Koons impallidisco” queste sono le parole proferite dal mito vivente Patti Smith, autrice della meravigliosa song Because the night, cantante intimista, poetessa e stimata fotografa. Sulla prima grande retrospettiva di Jeff Koons al castello di Versailles conclusasi lo scorso gennaio, Patti Smith è ancora più caustica:

” Lasciamo che il popolo sia populista, essere populisti è una cosa patetica che non dovrebbe aver niente a che fare con l’arte. Trovo il lavoro di Jeff Koons estremamente vile, visitare Versailles e trovarci dentro le sue stupidità è qualcosa che offende la magnificenza dell’intero palazzo”.

Parole pesanti che non vengon certo proferite da una sprovveduta. Chissà cosa penserebbe ora Patti Smith se sapesse che il buon Koons ne sta preparando un’altra delle sue, ovvero un bel progettone per il LacmaLos Angeles County Museum of Art. Koons avrebbe già progettato una scultura che riproduce una locomotiva a grandezza naturale attaccata ad una gru, il treno penzolerà a testa in giù nella piazza antistante al museo.La locomotiva è una riproduzione di un Baldwin del 1943 e, udite udite, sarà realmente in funzione tanto che tutti potranno veder le ruote muoversi con fumo e fischio annessi. 25 milioni di dollari dovrebbe essere il costo dell’intera produzione di cui 2 già stanziati per la progettazione in 3d dell’intera opera. Ci viene un poco da sorridere pensando a quanto farebbero comodo questi soldi per risanare la linea ferroviaria del nostro paese. Jeff Koons invece con 25 milioni di dollari propina al direttore del Lacma Michael Govan una bella locomotiva che non farà nemmeno un metro.  Koons è sicuramente uno degli artisti contemporanei più eclettici, capace di fondere la carica dadaista di  Marcel Duchamp e l’occhio al pop commercial di Andy Warhol in una nuova tipologia di artista che trasforma l’eccesso e lo sperpero in opera d’arte. L’artista possiede inoltre un manipolo di lavoratori responsabile dell’ideazione e della progettazione delle opere. Una multinazionale quindi l’opera artistica della premiata ditta Koons, l’artista che è riuscito a togliere il concetto all’arte concettuale.

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