Damien Hirst, Il Tate ed i Gemelli

di Micol Di Veroli Commenta

 Incredibile ma vero siamo ancora qui a parlare dei nuovi pruriti artistici di Damien Hirst e di una nuova mostra al Tate Modern di Londra. L’artista sembra essere una inesauribile fucina di idee il più delle volte molto discutibili mentre la famosa istituzione museale britannica inanella una mostra dietro l’altra, il più delle volte abbastanza interessante.

Insomma tirando le somme Londra resta stabilmente nelle zone alte della classifica delle più prolifiche location per quanto riguarda la scena dell’arte contemporanea. Ma torniamo a bomba, dal 1 ottobre 2009 al 17 gennaio 2010 il Tate ospiterà una mostra dal titolo Pop Life: Art in a Material World, ovviamente come suggerisce tale incipit l’evento indagherà sulle influenze della società del consumismo nei confronti della creazione artistica, niente di nuovo sotto al sole e va da sé che lo spettro di Andy Warhol aleggerà più o meno in maniera convincente nel corso di un megapolpettone i cui ingredienti principali saranno nomi del calibro di Tracey Emin, Keith Haring, Martin Kippenberger, Jeff Koons e Takashi Muratami.

Ovviamente ci sarà anche il buon Hirst che per l’occasione ha rispolverato vecchio progetto intitolato Unfair, apparso nel 1992 a Cologne Art Fair in Germania. L’installazione consiste in due dipinti della serie spot paintings, quelli con i puntini colorati per intenderci, sotto i quali andranno a sedersi delle coppie di gemelli identici. Tra Paola Pivi e Antony Gormley sembra che il mondo dell’arte contemporanea stia riscoprendo la ben nota trovata dell’installazione site specific formata da moltitudini di persone ed in questo periodo dove la mancanza di idee sembra oramai divenuta cronica la cosa ci sembra un tantino anacronistica. In questi giorni inoltre il Tate è alla ricerca di questi gemelli ed è possibile partecipare alle selezioni contattando il museo all’indirizzo email [email protected]. Quindi se siete gemelli potete sempre partecipare, potreste avere l’occasione di diventare un’opera di Hirst, sempre che il buon Damien non decida all’ultimo momento di mettervi dentro una teca di vetro.

Photo Copyright: Damien Hirst

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