I mondi visionari di Sandy Skoglund

di Redazione Commenta

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Si inaugura sabato 11 luglio presso il Museo Pino Pascali di Polignano a Mare (Bari) la mostra personale di Sandy Skoglund VISIONARY in contemporanea con la prestigiosa antologica che si tiene a Venezia, Palazzo Giovanelli, in occasione della Biennale.

L’artista realizza personalmente tutti gli oggetti che appaiono nelle fotografie, allestisce infatti gran parte delle sue composizioni visionarie come dei veri set cinematografici, un unico scatto fotografico diviene l’opera finale. Definite sculture-fotografiche la Skoglund mette in scena ambienti urbani esasperati da una condizione di alienazione dalla realtà, la visione della middle-class americana restituisce un ritratto iper-realistico e insieme surreale dell’America oggi.L’ossessione della moda e dell’apparire si trasforma in un ambiente dai colori accecanti il cui unico oggetto ripetuto continuamente è la gruccia per gli abiti; la mondanità di un party fa sì che i suoi partecipanti siano esseri antropomorfi ricoperti dalla testa ai piedi di pop-corn e patatine; nelle tipiche villette a schiera tutte uguali si muovono indisturbati scoiattoli viola e corvi neri tra l’indifferenza di scialbi abitanti; un ordinario interno d’ufficio viene sommerso da improbabili foglie azzurre mentre gatti verdi radioattivi invadono le strade delle grandi città. L’artista crea l’inautenticità della situazione e la normalità diviene una a-normalità accettata con tranquillità: tutto è vero e tutto è falso.

Con l‘introduzione di elementi e colori insoliti in una scena di banale quotidianità, Sandy Skoglund, mette in crisi lo spettatore, improvvisamente catapultato in un ambiente fantastico che risponde solo alla logica del sogno o dell’incubo, uno spazio senza tempo dove muoversi perdendo le proprie certezze.

Sandy Skoglund è nata a Quincy, Massachussetts, nel 1946. Vive e lavora a New York. Ha esposto alla Leo Castelli Gallery di New York, al Centre George Pompidou di Parigi e in tanti altri musei.

La mostra è realizzata in collaborazione con PaciArte Brescia a cura di Rosalba Branà, testo in catalogo di Gigliola Foschi.

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