Sbatti l’arte in prima pagina

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In Italia non mancano di certo riviste, magazines e websites dedicati all’arte anzi, si potrebbe senza ombra di dubbio affermare che ne esistono ben troppi. Globartmag ne è la prova provata, del resto il sempre più crescente interesse per le discipline artistiche ed in special modo per quelle contemporanee deve essere in qualche modo soddisfatto con la giusta dose di informazione, quindi ben vengano le decine di riviste and so on.

Il problema sorge con le comuni testate giornalistiche che pur non avendo una redazione in grado di riconoscere un Picasso da un Hirst continuano imperterrite a voler dedicare uno spazio all’arte, arrecando danni irreparabili alla cultura italica con articoli faciloni redatti da giornalisti che si improvvisano esperti per un giorno. Tali manifestazioni estemporanee create per dar lustro all’artista sfigato-raccomandato di turno o semplicemente per riassumere la poetica di Joseph Beuys in due colonne te le ritrovi li, stampate a bella posta sul tuo quotidiano di fiducia mentre sornione gongoli tra le avventure di Silvio Berlusconi e le bizze dello special one Jose’ Mourinho. La macabra danza della rubrica cultura e spettacolo è li che ti aspetta con gli ultimi sviluppi della rissa tra Simona Ventura e Fabrizio Corona a Porto Cervo che magari  si accostano improbabilmente ad una retrospettiva su Tadeusz Kantor senza prima darti la possibilità praticare una veloce lobotomia prefrontale. Che dire poi di un’intervista fiume al più grande pittore naif di Pratola Peligna contornata da un accurato reportage sull’ultima mostra di fotografie scattate da Gina Lollobrigida, sono notizie che squassano e rielaborano l’intero sistema dell’arte contemporanea internazionale.

Del resto nulla di più ci si potrebbe aspettare da una rubrica denominata cultura e spettacolo che rappresenta in termini un incidente estetico, un’infelice accoppiata che arriverebbe prima in bruttezza anche confrontandosi con uno spazio dedicato ad arte e salumi, rubrica che così denominata avrebbe senz’altro una spinta pìù avanguardista e sperimentale.

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