Crisi anche per i servizi all’interno dei musei

di Redazione 1

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La crisi mette in difficoltà anche i musei, o meglio i servizi che affiancano le nostre più importanti gallerie darte: librerie, caffetterie, biglietterie e così via. A lanciare l´allarme è stato ieri il Sole-24 Ore con una analisi del fenomeno in tutta Italia che parlava di un calo medio tra il 3 e il 5 per cento degli incassi di questi servizi nei primi mesi del 2009.

A sentire però gli operatori torinesi, la crisi in città è molto più forte e potrebbe mettere addirittura in discussione la sopravvivenza di questi servizi nei nostri musei già a partire dal prossimo anno. «Sì – conferma infatti Vito Strazzella che gestisce i bar di Palazzo Madama e Palazzo Reale – queste difficoltà le avvertiamo, eccome, da alcuni mesi. Il calo di fatturato? Molto più di quanto afferma il Sole, direi tra il 25 e il 30 per cento». Un calo che riguarda, spiega, sia Palazzo Madama dove il bar è accessibile solo ai visitatori del museo, che Palazzo Reale dove invece è aperto a tutti.

Il rischio è che la crisi porti i privati (perché quasi tutte queste attività sono date in appalto a aziende private) ad abbandonare il settore con conseguenze anche sulloccupazione. La crisi c’è e si sente spiega Silvio De Stefanis, storico libraio torinese che gestisce i bookshop della Galleria d’Arte Moderna, del nuovo Museo di arte orientale e di Palazzo Madama: «C´è una considerazione da fare: le librerie nei musei possono vivere se sono in strutture che attirino almeno 140-150 mila visitatori l’anno. Si calcola un euro di spesa media ogni turista. Sotto non ci stiamo». La grandi difficoltà De Stefanis le vive soprattutto al Mao, «dopo il boom iniziale i visitatori latitano».

«Non si può negare che la situazione sia drammatica – dice Walter Santagata, docente di Economia dei Beni culturali e membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Torino Musei – Perché da un lato è vero che la crisi finirà e che anche in questo settore ci sarà una ripresa. Intanto però per questi servizi i privati non possono permettersi di lavorare in perdita. E soldi da parte del pubblico per sostenerli non ce ne sono davvero più».

Commenti (1)

  1. come da vostro annuncio chiedo di essere ospitato in cambio mie opere d’Arte in vostro hotel in berlino.
    grazie di una Vostra risposta porgo cordiali saluti.
    raffaele romano

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