Il work in progress del Festival dell’arte contemporanea di Faenza

di Redazione 1

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Il festival dell’arte Contemporanea di Faenza, che si è distinto nella scena internazionale come l’unico appuntamento dedicato alla riflessione sull’arte contemporanea e al confronto tra i suoi protagonisti, torna ad accedere il dibattito, presentando per la prima volta al pubblico la sua terza edizione. La cornice è data dai Ctalks, una serie di incontri in Italia e all’estero che accompagneranno, passo dopo passo, il pubblico all’appuntamento del 2010, riproponendo l’atmosfera, i temi e i contenuti che hanno confermato il successo del festival e offrendo ulteriori stimoli alla riflessione, in un nuovo format itinerante che porterà in viaggio la C Magenta.

Il primo appuntamento si terrà a Milano, Venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 17.30 presso la sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro. Intitolato Work in progress, sarà un coinvolgente dibattito tra due grandi protagonisti del mondo dell’arte contemporanea, Angela Vettese e Carlos Basualdo, membri della direzione scientifica del festival insieme a Pier Luigi Sacco, sulle tematiche più incisive legate all’arte del presente – ai suoi contenuti, alle sue promesse per il futuro -, compiendo un percorso dentro l’opera e dentro le pratiche del fare arte, diventando quasi un momento di costruzione in progress del programma del festival.Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno portato a Faenza 250 relatori da tutto il mondo e oltre 25.000 presenze, il festival tornerà, infatti, dal 21 al 23 maggio 2010, con OPERE/works, un appassionante invito al pubblico a “guardare” in profondità le opere, ponendo sotto la lente e interrogando, attraverso le testimonianze dei suoi protagonisti, il motore dell’arte attorno al quale ruotano da sempre storie e vite più o meno celebri, mostre, discorsi, le emozioni degli spettatori e il lavoro degli operatori.

OPERE sarà, quindi, non solo un modo per conoscere, con curatori e artisti, recenti pietre miliari e progetti a venire, ma anche per compiere un viaggio affascinante nei temi che accompagnano le opere, dall’elaborazione del messaggio fino alla sua divulgazione, in stretto legame con la percezione dello spettatore, in un caleidoscopio di punti di vista e culture vicine e lontane.
In un festival dedicato all’arte contemporanea, ma privo di mostre, il pubblico potrà provare l’esperienza di un contatto privilegiato con l’opera e comprenderne il linguaggio, condotto per mano da chi l’arte la fa e la promuove.

Photo Copyright: R. Tassinari

Commenti (1)

  1. Traduzione italiana sotto-

    2010 Festival dell’Arte Contemporanea-Faenza. OPERE/words…. not works…
    ….le parole volano.

    During the three days of this year’s “festival” there was a concurrent surreptitious intervention occurring, little noticed by, and yet prevalently surrounding the “festival” participants.
    Works, words and phrases, placed on the windows of 25 shops, dispersed in and around the Piazza del Popolo, were subtle and could be easily missed- “le parole volano”. The placement of the works/words were related to the artist’s themes as well as to the locations of the phrases. Postcards and posters proclaiming the “festival” title, “OPERE/works” were replaced by counterfeit versions that read, “OPERE/words” (see attached) and went virtually unnoticed, even on the main registration tables.
    not works, WORDS

    1. “le parole volano” (neon) at Farmacia Sansoni, Piazza del Popolo

    2. “parole, parole, parole” at Cartolibreria (books of words) & Casa del Disco

    3. sly/questioning: “mille parole non valgono un’ immagine”

    4. romantic: “la penultima volta” and “il desidero segreto”

    5. self-deprecating (against the artist), using words to comment on using words,”like a wolf in sheep’s clothing,” “le belle parole non riempione il sacco”

    6. pointed: “fama o fame” on a bank window

    7. ironic: “un’opera lascia silenzio nelle sua scia”-Susan Sontag at tabacchi

    8. poignant : “credere per vedere” at Marianaza

    9. : “credere per vedere” at Clandestino Bar

    The artist installed phrases, also in neon, on 25 shop windows, installed within the context of other signs on the shop windows, but at the same time outside of the context, due to the meanings and the content of the phrases…like a wolf in sheep’s clothing…
    Perhaps the artist was questioning the use of words, how we look at them, how we filter them,how we consider them and how we choose to contextualize them to locate their meanings.
    Perhaps the artist was also asking how or why so many intelligent, intellectual, valuable and primarily non-art makers could spend 3 days filling the air with words “le parole volano” about the production of artworks, which is an intellectual, conceptual,physical and inherently visceral activity, resulting in most cases with a physical manifestation “un’opera lascia silenzio nelle sua scia.”-Susan Sontag

    During the 2009 “festival” the same artist developed two works “GLOBALIZAZIONE” and “BIENNESIMO” (too many biennials; a nonsense word) in response to the conference title “Tutto Sulle Biennali,” or, as the artist interpreted it, the globalization of biennali.
    “GLOBALIZAZIONE” suggested another result of globalization beyond that considered in regards to states, countries, multinational corporations. What becomes of the poor, the dispossessed, when they are displaced, forced to move their homes, their families and their lives as a result of “globalization?” “Globalization” also affects art activities, investments, marketing, sales and the rampant proliferation of so-called biennials.
    The artist suggested that perhaps there are too many biennials, “Bienessimo.” Perhaps the biennial has become a tool of those with the political, social and financial power. Perhaps the biennials and conferences have come to be a revenue source for those that organize them and a way to promote their own purposes. Perhaps the proliferation of biennials has lead to a “globalization” of the actual work, a loss of cultural, historical or artistic individuality, not unlike the evolution of shopping malls. Perhaps less biennials, rather than more, should be considered. As a response, the artist fashioned a crude personal statement “BIENNESIMO,” made with a discarded sheet of wood, a hand drill and a single light, installed in a construction area of the main piazza.
    It is rumored that the unsigned works, during the Festival d’Arte Contemporanea, 2009 and 2010 were the work of a california artist, the same artist responsible for “re-designing” the 2010 Festival logo, “OPERE/works” to read “OPERE/words.” “Corrected” posters and postcards were disseminated throughout the Festival, including stacks on the registration tables, and in most cases the “correction” from “works” to “words” was never deciphered by the Festival participants.
    ______________________________________________________________
    Attempted Italian translation:

    2010 Festival dell’Arte Contemporanea-Faenza … le parole volano

    Durante i tre giorni di questa edizione del “festival” c’è stato un intervento simultaneo occulta che si verificano, notato da poco, eppure prevalentemente intorno al “festival” partecipanti.
    Opere, parole e frasi, posti sulle finestre di 25 negozi, sparsi dentro e intorno alla Piazza del Popolo, erano sottili e può essere facilmente perdere, “le parole Volano”. La collocazione delle opere / parole erano relativi a tematiche dell’artista, nonché ai locali di frasi. Cartoline e manifesti proclamare il “festival” titolo “OPERE/works” sono stati sostituiti da versioni contraffatte con la scritta: “OPERE/words”(parole) (vedi allegato) e se ne andò quasi inosservata,anche sulle tavole di registrazione principale.
    non works, WORDS

    1. ” le parole volano (neon) a Farmacia Sansoni, Piazza del Popolo

    2. “parole, parole, parole” a Cartolibreria (libri di parole) e Casa del Disco

    3. Sly/interrogatorio: “mille parole non valgono un’immagine”

    4. Romantico: “la penultima volta” e “Il segreto desidero”

    5. Autoironico (contro l ‘artista), usando le parole per commentare con parole, (Come un lupo travestito da pecora) “le belle parole non riempione Il sacco”

    6. Sottolineato: “fama o fame” su una finestra della banca

    7. Ironico:”un’opera lascia silenzio nelle sua scia”-Susan Sontag

    8. Toccante: “credere per vedere” in Ristorante Marianaza

    9. “Credere per vedere” al Bar Clandestino

    L’artista installato frasi, anche in neon, il 25 vetrine, installata nel contesto di altri segni sulle vetrine dei negozi, ma al tempo stesso al di fuori del contesto, a causa del significato e il contenuto delle frasi … come un lupo travestito da agnello …
    Forse l’artista era in discussione l’uso di parole, come li guardiamo, come li filtro,come noi li consideriamo e come scegliamo di contestualizzarli per individuare il loro significato.
    Forse l’artista è stato anche chiesto come e perché così tanti intelligenti, intellettuali, preziose e soprattutto i responsabili non-arte può trascorrere tre giorni riempiendo l’aria con le parole “le parole Volano” per la produzione di opere d’arte, che è un intellettuale, concettuale, fisico e l’attività intrinsecamente viscerale, con conseguente maggior parte dei casi con una manifestazione fisica “un’opera lascia silenzio nelle sua scia.”-Susan Sontag
    Durante il “Festival 2009” dello stesso artista ha sviluppato due opere “GLOBALIZAZIONE” e “BIENNESIMO” (biennali troppi, una parola senza senso), in risposta al titolo della conferenza “Tutto Sulle Biennali,” o, come l’artista ha interpretato, la globalizzazione delle Biennali.

    “GLOBALIZAZION”, suggerì un altro risultato della globalizzazione, al di là di quella presa in esame quanto riguarda gli Stati, i paesi, le multinazionali. Che ne è dei poveri, dei diseredati, quando sono sfollati, costretti a spostare le loro case, le loro famiglie e la loro vita a causa della “globalizazione?” “Globalizazione” riguarda anche attività artistiche, investimenti, marketing, vendite e la proliferazione di biennali rampante cosiddetti.
    L’artista ha suggerito che forse ci sono troppe biennali, “Bienessimo”. Forse la biennale è diventato uno strumento di quelli con il potere politico, sociale e finanziario. Forse le Biennali e le conferenze sono venuto per essere una fonte di reddito per coloro che li organizzano e un modo per promuovere i propri scopi. Forse la proliferazione di biennali ha portato ad una “globalizzazione” del lavoro effettivo, una perdita di cultura, individualità storica o artistica, non dissimile l’evoluzione dei centri commerciali. Forse meno biennali, invece di più, dovrebbe essere considerato. Come risposta, l’artista alla moda “una dichiarazione greggio personal “BIENNESIMO” fatta con un foglio di legno di scarto, un trapano a mano e una luce unica,
    installato in una zona della costruzione della piazza principale.
    Si dice che i lavori non firmati, in occasione del Festival d’Arte Contemporanea, 2009 e 2010 sono stati il lavoro di un artista in California, l’artista stesso responsabile di “riprogettare” il logo del Festival 2010, “Opere / opere” leggere ” OPERE / parole “. “Corretta” manifesti e cartoline sono stati diffusi in tutto il Festival, tra cui pile sui tavoli di registrazione, e in molti casi la “correzione” da “lavori” a “parole” non è mai stato decifrato dai partecipanti al Festival.

    FOTO: [email protected]

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