Crisi: Simon de Pury canta e Rebecca Smith chiude

di Micol Di Veroli Commenta

Simon de Pury e Rebecca Smith, due storie dissimili legate dall’arte con due differenti destini. Due aspetti della crisi economica internazionale che raggiunge il mondo dell’arte con finali differenti ed inaspettati. Da un lato le case d’asta che dopo un breve periodo di indecisione sono ripartite alla grande, livellando un poco le quotazioni pur sempre alte e macinando dollari e sterline.Dall’altro capo del filo le gallerie, in special modo quelle votate alla sperimentazione, che hanno accusato il colpo ritirandosi dal mercato e chiudendo definitivamente i battenti.

Simon De Pury, leader incontrastato della casa d’aste Phillips de Pury ha sedi sparse in tutto il mondo e lo scorso ottobre ha totalizzato un bacino di vendite di 60 milioni di sterline, bottino di tutto rispetto aiutato dalla vendita dell’opera Year of the Boar, di Jean Michel Basquiat che ha totalizzato la bellezza di 1.105.250 sterline.

Sull’onda di questi successi Simon de Pury non ha certo esitato a manifestare la sua gioia utilizzando i suoi soldi per uno scopo assai buffo, ma si sa che le persone ricche fanno cose strane con i loro soldi. Pury ha infatti prodotto un video musicale sulle note di If I Had a Hammer, nota in Italia come Datemi un Martello e cantata da Rita Pavone. Nel video compare anche il ricco magnate in un’ambientazione singolare che riproduce una paradossale vendita all’asta. Ma parlavamo del lato oscuro della crisi e di Rebecca Smith. Come molti di voi sapranno Rebecca Smith fondò nel 1999 la nota Bellwether Gallery di New York, specializzandosi in arte emergente e portando alla luce artisti del calibro di Adam Cvijanovic, Ellen Altfest e Marc Swanson.

Nel corso degli anni la galleria ha rapidamente triplicato il proprio fatturato, scoprendo nuovi artisti e rivendendoli a cifre astronomiche, raggiungendo così introiti netti mensili di 75.000 dollari e mantenendo un intero staff di collaboratori. Ma dall’autunno del 2008 le cose hanno cominciato ad andar male ed i compratori sono svaniti nel nulla. Verso la prima metà del 2009 la galleria aveva un fatturato mensile di circa 12.000 dollari e l’affitto dei locali era di circa 10.000 dollari.

In giugno Rebecca Smith ha chiuso la sua galleria ed ora non vuol più sentir parlare di arte contemporanea. “Avere 40 anni e non avere nulla è una sensazione terribilmente brutta” ha dichiarato recentemente ai microfoni del New York Times. Di certo Rebecca Smith non produrrà mai un video musicale sul mercato dell’arte come Simon de Pury ma questi, del resto, sono due differenti aspetti del dorato mondo dell’arte contemporanea.

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