Sam Bassett, l’artista che voleva impacchettare Sotheby’s

di Redazione 1

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L’artista Sam Bassett è una figura emergente della street art newyorchese, fra le numerose e folli imprese di guerrilla art il nostro beniamino ha collezionato un buon numero di interventi che gli hanno valso una discreta fama. Bassett è infatti noto per le sue sculture ed installazioni realizzate con del semplice nastro colorato che svetta dall’alto dei pali della luce o dai cartelloni pubblicitari della grande mela.

Ultimamente l’artista ha adornato il Chelsea Hotel con una delle sue sculture minimal mentre il mese scorso ha tenuto in scacco un’intera strada con alcune linee di nastro appese ai lampioni. Alcune installazioni di Bassett sono state inoltre avvistate in quel di Parigi dove nottetempo l’artista ha compiuto un’altra delle sue scorrerie. Pochi giorni fa però Sam Bassett si è reso protagonista di una bravata che gli è costata piuttosto cara. L’artista ha infatti tentato di effettuare una delle sue ben note sculture proprio sul palazzo della sede newyorchese di Sotheby’s esattamente il 10 novembre, un giorno prima di una grande asta di arte contemporanea. Non Appena Bassett è salito sul tetto per dare inizio alla sua creazione una guardia della sorveglianza lo ha prontamente avvistato e successivamente immobilizzato. I vigilantes hanno poi allertato la polizia che ha arrestato l’artista, trattenendolo per un’intera giornata nelle prigioni di stato.

L’artista ha spiegato alle autorità che il suo gesto è in realtà una protesta per la troppa presenza di artisti vecchi nel mercato dell’arte, Bassett ha infatti dichiarato “Tutti gli artisti che partecipano a quest’asta sono morti, così questo è un atto di guerrilla art che intende colmare il divario nel nome delle nuove generazioni creative”. Stranamente all’asta erano presenti opere di Alex Katz, Jasper Johns, Richard Prince e John Currin che per loro e nostra fortuna sono ancora nel mondo dei vivi, quindi si presume che le parole di Sam Bassett siano pungentemente ironiche. Fortunatamente la disavventura si è conclusa a lieto fine visto che la corte di New York ha prontamente scagionato l’artista dall’accusa di violazione della proprietà privata.

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