Massimo Bartolini, l’amore per la musica in mostra al Magazzino d’arte Moderna di Roma

di Redazione Commenta

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Magazzino d’arte Moderna di Roma inaugura il 14 dicembre Three quarter-tone pieces, la nuova mostra personale di Massimo Bartolini. L’intero iter creativo di Bartolini è diretto allo studio della percezione e delle modalità secondo cui si svolge il rapporto tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Per questo i suoi lavori – siano essi installazioni, video o fotografie – tendono sempre a coinvolgere lo spettatore in un’esperienza fenomenologica completa. In questa personale il senso più sollecitato è l’udito; l’intero motivo ispiratore dei lavori in mostra è, infatti, l’interesse di Bartolini per la musica e per il rapporto tra lo spazio e il suono e lo spettatore.

Three quarter-tone pieces è il titolo di una composizione di Charles Ives per 2 pianoforti, uno dei quali è accordato 1/4 di tono più alto dell’altro. Con questa particolare accordatura si ottengono microtonalità inusuali e suoni che sono fuori dalla notazione temperata. La “tempera” consiste nell’ordinare i suoni intorno ad un tono e dividerli in semitoni, trascurando tutte le note che stanno fra tono e semitono.
“Il sistema temperato è il risultato di un lungo processo storico di una particolare civiltà (la nostra) che, guarda caso, è divenuta dominante nel mondo, dopo un altrettanto lungo e complesso processo storico, tanto complesso e lungo, il tutto, che le sue forme e strutture appaiono formazioni naturali e sempiterne; così, procedimenti melodici attuati in svariate culture (e nei più disparati modi) sparse nel tempo e nello spazio diventano esperimenti laboratoriali e curiosi.” (Marraffa)
Three quarter-tone pieces può far parte di questi esperimenti ai quali Edoardo Marraffa allude qui sopra. I Three quarter-tone pieces sono un armadio, una cassapanca e un pensile da cucina trasformati in bassi da organi. La composizione dei mobili e la loro forma geometrica è rotta dalle aperture delle canne e dal suono che anima la forma stessa. I colori sui mobili identificano la nota eseguita visivamente secondo il rapporto tra colori e suoni studiato da Louis Bertrand Castel nel 1725 per la realizzazione del suo clavicembalo oculare. Ognuno dei tre mobili (in inglese pieces of furniture o anche “pezzo” come sinonimo di opera) è manomesso e modificato in organo a tre canne accordate a ¼ di tono l’una dall’altra. I tre mobili/organo suonano contemporaneamente formando un accordo ove le armonie non sono usuali, e le risonanze si intrecciano imprevedibili. Nella stanza attigua alla grande, dove stanno i tre mobili, saranno esposti tre piccoli dipinti monocromi della serie Dew.

Nella stanza accanto agli uffici sarà invece presentato il lavoro Ouverture per Pietro. L’opera è un dispositivo che produce luce e suono dedicato a Pietro Riparbelli, con cui l’artista ha già collaborato. ll giorno dell’inaugurazione sarà tenuto un concerto di Pietro Riparbelli e Rosy Ninivaggi come parte del progetto Kaula. A seguire Concert with three pieces of furniture di Edoardo Marraffa.

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