Grazia Toderi, Orbite Rosse da Giò Marconi

di Redazione Commenta

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Per la sua quarta personale da Giò Marconi, che occupa tutto il piano terra della galleria milanese, Grazia Toderi espone dal 26 gennaio 2010 tre nuove serie di disegni, realizzati con grafite, argento e stagno fuso, nuove opere fotografiche e due proiezioni video prodotte per la mostra.
Il disegno è per l’artista il primo livello, fondamentale e necessario, in cui immergersi, un esercizio di concentrazione, leggerezza e libertà, solo in seguito al quale poter arrivare, dopo una ulteriore lavorazione che passa attraverso le immagini fotografiche, alla realizzazione di una nuova opera video.

Tutte le opere della mostra sono intitolate Orbite Rosse, e già nel 1998 l’artista aveva esposto alla Galleria Giò Marconi una doppia proiezione video dal titolo “Orbite”. Nell’opera dell’artista i riferimenti alle orbite sono fin dall’inizio del suo lavoro un elemento costante, siano quelle della Luna intorno alla Terra, dei pianeti intorno al Sole, dei satelliti o delle astronavi intorno ai pianeti, o anche quelle disegnate da una palla all’interno di uno stadio, o tracciate da una trottola su un pavimento.Ma “orbite” sono anche le due cavità della nostra testa attraverso le quali costruiamo la nostra immagine del mondo, e stranamente la rappresentazione del mondo stesso attraverso la cartografia è rappresentata da due globi schiacciati.

L’altro elemento costante è la luce. Grazia Toderi ha scelto di realizzare e proiettare video perchè la materia di cui esso si compone è luce che viaggia nel tempo e che appare, evidenziandosi, quando incontra una superficie. Il video è anche un mezzo che può essere potenzialmente trasmesso, attraverso la luce stessa, contemporaneamente in tutto il mondo.

” Orbite Rosse” è un riferimento inoltre al colore delle luci delle nostre città viste dall’alto nella notte, e al colore rossastro indefinito delle nostre palpebre chiuse mentre siamo rivolti alla luce, un mondo fuori, e un mondo dentro.

L’artista era presente quest’anno alla 53ª Esposizione Internazionale dʼArte La Biennale di Venezia Fare Mondi (a cura di D. Birnbaum): la sua terza partecipazione all’evento veneziano di cui una insignita del Leone d’Oro (1999, 48ª Esposizione Internazionale dʼArte La Biennale di Venezia DAPERTutto, a cura di H. Szeemann).

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