Mat Collishaw omaggia il grande regista Sergei Paradjanov

di Redazione Commenta

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 Mat Collishaw è da più di venti anni una figura preponderante dell’art scene internazionale. Ora l’artista ha ricevuto un’importante commissione dalla BFI gallery per una mostra incentrata sull’opera visionaria del regista georgiano/armeno Sergei Paradjanov. Il progetto che partirà il 26 febbraio e rimarrà in visione sino al 9 maggio, fonde la scultura con le immagini in movimento in un lavoro d’atmosfera che evoca lo spirito delle pellicole del grande regista e apre la pista ad un festival dedicato al cinema di Paradjanov che si terrà nei cinema della BFI Southbank in questa stagione.

Collishaw e Paradjanov condividono una profonda comprensione delle meccaniche della bellezza caratteristica ravvisabile in ogni opera dei due grandi artisti  pur se contrassegnata da diversi elementi culturali. Un uso sensuale del colore sembra la cifra stilistica che unisce a doppio nodo l’opera dei due. In occasione di questo evento Collishaw ha deciso di assemblare oggetti di antiquariato, finestre abbandonate e specchi assieme ad un video recentemente girato in Armenia. La cifra stilistica di Paradjanov e la sua precisa volontà di curare ogni scena come un dipinto, un collage di immagini si riflette nell’opera dell’artista inglese. Proiettando immagini digitali sugli oggetti, Collishaw fonde bidimensionalità delle immagini in movimento con la tridimensionalità della scultura creando un universo fiabesco dove il bene ed il male, il sacro ed il profano,l’amore e la violenza si compenetrano.

Sergei Paradjanov (1924-1990) è stato uno dei grandi maestri del cinema del 20esimo secolo. Ha iniziato a girare films nel 1954, guadagnandosi il favore della critica con capolavori indiscussi quali Le ombre degli avi dimenticati, Il colore del melograno e La leggenda della fortezza di Suram. Malgrado la sua fama internazionale,molti dei film di Paradjanov sono stati censurati dall’Unione Sovietica. Nel corso della sua rocambolesca esistenza il regista ha persino passato due anni in prigione ed ha scoperto a sue spese la dura realtà dei campi di lavoro.

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