Gli uomini nudi di Antony Gormley terrorizzano New York

di Micol Di Veroli 1

antony gormley

Sono alte circa due metri ed hanno le sembianze di esseri umani nudi. Nei prossimi giorni ne saranno installate 27 sui tetti e sulle balconate di Manhattan a New York. Anche L’Empire State Building sarà invaso da queste presenze, il tutto fa parte di una mostra di arte pubblica. Stiamo ovviamente parlando del nuovo progetto di Antony Gormley che ha creato alcune statue con particolari anatomici estremamente reali che raffigurano le sembianze dell’artista stesso e che verranno appunto installate sui tetti di New York.

L’intento dell’artista è quello di: “giocare con la città e con le percezioni della gente” come lui stesso ha dichiarato in una recente intervista al New York Times. Noi di Globartmag avevamo già scritto un articolo anticipando questo insolito progetto ma ora che lentamente le statue cominciano ad apparire sui tetti della città, iniziano anche a verificarsi evidenti problemi di ordine pubblico. Martedì scorso infatti, nello stesso momento in cui una statua è stata installata sul tetto di un edificio di quattro piani tra la 25esima strada e la Fifth Avenue, il dipartimento di polizia ha registrato un notevole picco di chiamate da parte di persone che avevano avvistato un uomo nudo sul tetto intento a suicidarsi. La polizia aveva comunque preventivamente diramato un comunicato cautelativo, mettendo in guardia la popolazione su quanto stava accadendo.

Ovviamente ciò non è bastato a raggiungere tutta la popolazione di una metropoli così vasta e le chiamate d’emergenza sono comunque arrivate in numero cospicuo. La polizia dovrà comunque rispondere a tute le chiamate d’emergenza provenienti dalle zone adiacenti alle statue: “Dobbiamo intervenire sempre e tenere alto il livello di guardia perchè tra quelle chiamate potrebbe esserci la richiesta di intervento per un vero tentativo di suicidio” Ha dichiarato Paul J. Browne, portavoce del dipartimento di polizia di New York.  Browne ha inoltre aggiunto che il dipartimento è stato informato della mostra solo due settimane or sono: “Non prendiamo nessuna posizione a riguardo, vogliamo solo che la gente sia debitamente informata su quanto sta succedendo e che nessuno corra inutili rischi” ha continuato il portavoce.

La dichiarazione più incisiva e vicina alla realtà dai fatti è stata però rilasciata da Malcom Sparrow, ex ufficiale della polizia e docente alla università di Harvard: “Se questa è arte contemporanea  penso che sia decisamente di cattivo gusto per New York City perchè riporta alla memoria le persone che saltarono dagli edifici durante l’attacco terroristico al World Trade Center dell’ 11 settembre 2001. In più queste installazioni si risolveranno in una marea di chiamate d’emergenza con conseguente spreco di soldi e di tempo per la polizia che ha già il suo lavoro da fare”.

Photo Copyright: Yana Paskova for The New York Times

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