Saatchi alla riscossa ma la YBA generation è irripetibile

di Micol Di Veroli Commenta

E’ un collezionista, un art dealer ma soprattutto è stato il creatore di una nuova generazione artistica. Stiamo ovviamente parlando di Charles Saatchi, mogul dell’arte contemporanea che negli anni ’90 ha creato dal nulla la generazione degli Young British Artists, portando in auge nomi come Tracey Emin, Damien Hirst, Steve McQueen, Chris Ofili, Marc Quinn, Jenny Saville, Georgina Starr e Sam Taylor-Wood, tanto per citarne alcuni ma la lista sarebbe ancora lunga. Prima di allora, salvo sporadici sprazzi (anche se fondamentali) come l’Independent Group precursore della Pop Art, il Regno Unito non vantava certo molti primati all’interno della scena dell’arte contemporanea.

Insomma il vecchio Saatchi ha trasformato la sua nazione in un polo artistico capace di catalizzare l’interno mercato mondiale. Sono però passati 13 anni dalla celebre mostra Sensation e da quella stagione di gloria che si  è comunque protratta nel tempo ed oggi i protagonisti della YBA sono artisti maturi ed affermati che hanno intrapreso le loro strade. Saatchi ha continuato la sua attività di scouting e scopritore di talenti, aprendo anche un sito web, organizzando concorsi e persino talent show. A distanza di tutti questi anni il magnate ha quindi tentato di bissare il successo della stagione d’oro ma con alterne fortune. Certo è che i giovani gioielli della YBA condividevano estetiche ed intenti. E’ quindi difiicile ricreare la giusta amalgama per un sicuro successo. Eppure il signor Saatchi vuole riprovarci con una mostra nuova di zecca dal titolo Newspeak: British Art Now, un evento in due parti che si aprirà il mese prossimo (dal 2 giugno al 21 ottobre) nel suo quartier generale a Chelsea.

Questa volta però gli artisti coinvolti non sono facilmente impacchettabili e vendibili con un unico marchio, non si conoscono fra loro (molti YBA erano amici di scuola) ed inoltre hanno già esposto con grandi dealers. Da Goshka Macuga a Eugenie Scarse passando per Rupert Norfolk e Scott King la lista degli artisti già rappresentati è lunga. Del resto l’Inghilterra è stata per tutto questo tempo la patria dell’arte contemporanea ed ora è giunto il momento di passare il testimone. Ci chiediamo quando sarà il turno dell’Italia.

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