L’Iran si apre all’arte contemporanea

di Micol Di Veroli Commenta


Sono passati 32 anni dalla rivoluzione islamica, 32 lunghissimi anni che hanno in qualche modo allontanato l’Iran dalla cultura occidentale. In questi ultimi due o tre anni però il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha raccolto le bramosie di apertura verso il mondo manifestate dal suo popolo ed in qualche modo qualcosa ha cominciato a muoversi sotto la superficie. Gli ayatollah non sono riusciti a fermare il fiume in piena rappresentato da internet e non sono riusciti a contenere la sete di cultura di tutto il popolo iraniano.

Sembra quindi che qualcuno all’interno del regime abbia capito che la pressione debba essere in qualche modo allentata e ciò può avvenire proprio grazie all’arte.Fino ad oggi i musei di tutta la nazione, incluso il Tehran Museum of Contemporary Art, hanno messo in mostra solo arte islamica ma questa settimana, per la prima volta in assoluto dal 1978, Tehran ha organizzato una grande mostra con tutti i più grandi artisti internazionali dello scorso secolo. 

Opere di Pablo Picasso, Henri Matisse, Max Ernst, Paul Gauguin, Camille Pissarro, Henry Moore, Alberto Giacometti, Fernand Leger, Edouard Manet, Jackson Pollock, Dan Flavin, Alan Shields, Morris Louis e tantissimi altri sono state rese disponibili per il pubblico che è accorso in massa per partecipare a questa stupefacente apertura verso il mondo occidentale e verso l’arte.

Le opere appartenevano già alle collezioni permanenti del Tehran Museum of Contemporary Art ma per 30 anni non sono state esposte. Fin dai tempi della rivoluzione tutti questi capolavori sono stati tenuti al segreto nei magazzini del museo ma oggi finalmente sono tornati a disposizione della cittadinanza. “L’Iran è orgoglioso di possedere uno dei musei d’arte contemporanea più grandi del mondo. Quello che abbiamo messo in mostra oggi è solo una piccola parte della collezione d’arte della nostra nazione” ha dichiarato alla stampa Hamid Shahabdi, ministro della cultura. Noi siamo contenti di questa inaspettata apertura e siamo sicuri che l’arte contemporanea sia importante per lo sviluppo e la libertà di una nazione.

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