Exhibition Review – Ex Elettrofonica, This Story…

di Micol Di Veroli Commenta

Una mostra che vale la pena di visitare, un evento che proprio nel bel mezzo della torrida estate romana riesce a portare una ventata di freschezza insperata. Stiamo parlando del terzo appuntamento della serie This story is not ready for its footnotes che ha aperto le danze lo scorso 21 luglio ( in visione fino al prossimo 16 settembre ) nella galleria Ex Elettrofonica di Roma. In occasione di questo nuovo capitolo, i curatori Camilla Pignatti Morano e Pelin Uran hanno presentato video opere di Rossella Biscotti, Ali Kazma, Bettina Wind & Alexandra Ferriera e Danilo Correale, giovani artisti che hanno piacevolmente stupito la redazione di Globartmag accorsa per il vernissage.

Tutte le opere in visione sono sottilmente legate dal filo rosso dell’industrializzazione e dell’operato umano. Il lavoro, la manodopera, la macchina e la società contemporanea sono i soggetti principali di ambientazioni asettiche, dove l’uomo si fonde con l’elemento architettonico-industriale e partecipa ad un ciclo produttivo a volte alienante nella sua rapidità, altre visibilmente liquido ed allungato all’interno di patterns temporali indefinite ed azioni incapibili. L’elemento naturale si insinua all’interno di ogni visione, acqua e fuoco sono però imbrigliati all’interno dei denti di una catena di montaggio che li usa a suo piacimento. Tutti i video denotano una profonda identità sperimentale e documentaristica benchè privi di qualsiasi commento o condizionamento visivo. Lo spettatore è quindi libero di guardare lo scorrere delle immagini, traendo le proprie conclusioni.

Le opere inoltre riescono a concretizzare il complicato rapporto tra uomo e movimento sia esso prodotto da una macchina o da un organismo vivente. La cruda bellezza di ogni video mesmerizza lo spettatore, costringendolo a prolungare una visione di gesti reiterati che l’uomo ha tramutato in rituali contemporanei. L’allestimento infine ben si inserisce all’interno delle sinuose curve della galleria, creando una sorta di ambiente all’interno dell’ambiente.

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