Quando l’arte contemporanea uccide

di Redazione Commenta

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Visto che la recente installazione di Ai Weiwei in mostra alla Turbine Hall di Londra è stata praticamente chiusa al pubblico per non provocare danni alla salute, qui di seguito troverete alcuni allarmanti casi in cui l’arte contemporanea ha fatto più danni di un attacco terroristico. Dopotutto la polvere di Weiwei è nulla di fronte a questi incredibili accadimenti.

Nel 1971 la Tate Gallery ospitò la mostra Bodyspacemotionthings di Robert Morris. Le installazioni presenti all’evento formavano una sorta di parco giochi, con enormi dischi di legno dentro ai quali rotolare o scivoli ed altre strutture, la mostra fu in seguito chiusa e a causa di infortuni. Bodyspacemotionthings fu ripetuta nel 2009 sempre al Tate. Bollettino medico 23 feriti.

Nel 2007 Doris Salcedo eseguì l’installazione Shibboleth alla Turbine Hall del Tate di Londra. L’opera era in realtà una grande fessura nel pavimento di 167 metri  di lunghezza. In alcuni punti la fessura era talmente grande che un bambino poteva caderci dentro. Bollettino medico: 15 feriti nel primo mese della mostra.
Nel 1991 Christo e Jeanne Claude realizzarono il progetto The Umbrellas che in sostanza prevedeva l’installazione di giganteschi ombrelloni sulle coste californiane e giapponesi. Furono installati migliaia di ombrelli colorati. Alcuni ombrelli però volarono via a causa di un temporale. Bollettino medico: 2 morti.

Nel 2006 Maurice Agis installò una grande opera costituita da palloni gonfiabili che formavano una sorta di gigantesco tappeto elastico in un parco di Durham in inghilterra. Il forte vento però fece volare via l’intera installazione che successivamente cadde sulla folla che si trovava ad interagire con la struttura. La struttura una volta toccato il suolo esplose. Bollettino medico 2 morti.


Nel 1971 Richard Serra installò l’opera Sculpture No.3 al Walker Art Center di Minneapolis. L’opera era in realtà formata da due lastre di acciaio da due tonnellate che si sorreggevano a vicenda come in un castello di carte. La base delle lastre era assicurata da un supporto che però si ruppe facendole cadere al suolo mentre erano esposte al pubblico. Bollettino medico 1 morto.

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