Ai Weiwei porta a New York lo zodiaco cinese

di Redazione Commenta

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Ai Weiwei è senza ombra di dubbio l’artista contemporaneo più coraggioso e controverso del momento. Dopo aver subito una parziale censura della sua opera ospitata dalla Turbine Hall di Londra, la demolizione del suo studio da parte delle autorità cinesi che lo avevano prima accolto e dopo esser stato oggetto di una censura all’interno del sondaggio apparso su Sina.com riguardo all’artista dell’anno, Weiwei ha dovuto digerire anche la cancellazione di una sua importante retrospettiva in Cina già programmata ed impacchettata.

Ovviamente stiamo parlando di un uomo che non si ferma mai, che racchiude in sé la saggezza e la combattività propria dei grandi artisti, padroni della storia. Ecco quindi che oggi Ai Weiwei riparte e lo fa con una grande installazione pubblica negli Stati Uniti che verrà installata nella Grand Army Plaza di New York, proprio di fronte al Plaza Hotel. Dal 2 maggio al 15 luglio, la fontana del celebre hotel ospiterà infatti 12 monumentali sculture di bronzo dal titolo Circle of Animals/Zodiac Heads. A fornire la giusta ispirazione è stata la fontana dei 12 segni zodiacali dello Yuangminyuan, il Giardino della luminosità perfetta di Pechino. La fontana fu concepita nel 18esimo secolo da due architetti gesuiti ed ognuna delle facce dello zodiaco cinese era solita spruzzare acqua ad intervalli di due ore. Inutile dire che le truppe francesi e britanniche saccheggiarono il giardino e rubarono le teste dello zodiaco.

Ancora una volta l’arte di Ai Weiwei nasconde un profondo significato storico e sociale, fortemente legato all’identità della sua terra natia. Le teste dello zodiaco cinese di Ai Weiwei saranno quindi installate in un’area alquanto insolita e lontana dal consueto centro artistico: “L’area è molto trafficata, così tutti potranno vedere la mia opera. Voglio che la gente noti la fontana ed al tempo stesso voglio riattivare un monumento che spesso passa inosservato” ha dichiarato l’artista ai microfoni del New York Times. Noi non vediamo l’ora di ammirare la nuova follia di Weiwei.

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