Julian Schnabel e Rula Jebreal infiammano Israele

di Redazione Commenta

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In questi giorni il celebre artista e filmmaker Julian Schnabel ha sollevato un vespaio di polemiche a causa della premiere americana del suo ultimo film Miral, una pellicola controversa sul conflitto tra Israele e Palestina. Miral è tratto dal romanzo La strada dei fiori di Miral (2004) della giornalista e scrittrice israeliana naturalizzata italiana Rula Jebreal, attuale compagna di Schnabel.

L’artista ha quindi deciso di organizzare la prima di Miral al quartier generale delle Nazioni Unite di New York lo scorso lunedì. A questo punto Israele si è fermamente opposta alla proiezione del film ed il vice capo della delegazione diplomatica di Israele all’Onu Haim Wachsman ha dichiarato: ”il film propone la versione palestinese del conflitto. La posizione di Israele invece è rappresentata sotto una luce molto negativa”. Il film traccia la storia del conflitto  tra Israele e Palestina dopo il 1948 ed è visto sotto l’ottica di una ragazza palestinese, cresciuta in un clima di guerra. Il ruolo di protagonista è interpretato dall’attrice indiana Freida Pinto, divenuta celebre per il film The Millionaire diretto nel 2008 da Danny Boyle. Alla fine però la cancellazione non c’è stata ed alla prima del film si sono presentati anche Sean Penn, Josh Brolin e Robert De Niro.

Julian Schanbel per suo conto afferma che il suo non è stato un gesto puramente politico ma un’apertura verso i diritti umani: “Io amo lo stato di Israele, credo fortemente nella mia patria e questo film vuole preservarlo, non vuole assolutamente fargli del male. La comprensione è parte della cultura ebraica e gli ebrei sono ottimi ascoltatori. Ma se non ascoltiamo chi ci è vicino, allora non avremo mai la pace” ha dichiarato Schnabel in un comunicato stampa. Per ora il film è stato vietato ai minori di 16 anni ma Julian Schnabel sta lottando per abbassare l’età a 13 anni in modo da poter proiettare Miral anche nelle scuole. Noi aspetteremo di vedere la pellicola prima di esprimere alcun giudizio.

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