Che fine ha fatto il Rinascimento Contemporaneo romano?

di Micol Di Veroli Commenta

Dal 5 all’8 maggio 2011 torna a Roma The Road To Contemporary , evento fieristico giunto ormai alla sua quarta edizione. Leggendo il comunicato stampa emesso dalla prestigiosa manifestazione e ripensando all’edizione dello scorso anno sono stata colta da una strana di malinconia, vorrei quindi offrirvi uno stralcio di tale comunicato per aiutarvi a comprendere meglio i miei sentimenti: “Lo scorso anno il pubblico ha partecipato ad una grande festa dell’arte contemporanea grazie anche alle straordinarie inaugurazioni dei musei MAXXI e MACRO, alle aperture di nuove Fondazioni private, alla partecipazione delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri presenti in città. Un vero e proprio Rinascimento Contemporaneo di cui Roma è protagonista e che la pone ogni giorno di più al centro dell’interesse internazionale…”.

Ebbene queste affermazioni mi arrivano oggi come lontani canti, portati via dal vento. Quel Rinascimento Contemporaneo che tanto sospiravamo giusto dodici mesi fa si è inesorabilmente inceppato, come gli ingranaggi del nostro attuale governo. Cosa è successo a Roma in questi famigerati dodici mesi? Ben poco, verrebbe da dire. Il MAXXI ha proposto solamente due medio/buoni eventi di arte contemporanea (Gino De Dominicis e Michelangelo Pistoletto), per il resto solo qualche “mezza figura” costituita da piccoli eventi legati all’architettura. Un pochino meglio è andato il MACRO che, pur lottando contro i tagli, ha proposto qualcosina in più ma è inutile negare che il museo guidato da Luca Massimo Barbero dispone di ampie “praterie” che sino ad ora sono state ben poco sfruttate. Per quanto riguarda le gallerie private, molte di esse hanno chiuso i battenti, altre sono state costrette a scappare degli affitti sempre più cari del centro storico.

Di quel Rinascimento Contemporaneo è rimasto soltanto il profumo e ad oggi non possiamo far altro che attendere ansiosi questa nuova edizione di Road To Contemporary per capire se la città eterna ha ancora voglia di catturare l’interesse internazionale. Per ora s’io fossi una turista non verrei certo a Roma per cercare qualcosa di contemporaneo. Più che ai contenitori bisognerebbe pensare ai contenuti e questo è stato fatto con il Progetto Reload Roma, unico grande evento del passato inverno. Con tutti i pezzi da novanta presenti sul territorio romano, l’attenzione di addetti ai lavori e pubblico è stata catalizzata da un evento indipendente ed a basso costo ma concepito con la testa e con il cuore. Questo dovrebbe far riflettere in molti.

Micol Di Veroli

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