Paul Hendrikse – All Thoughts Are Prey to Some Beast

di Micol Di Veroli Commenta

Per la sua mostra personale ad e/static blank di Torino– la sua prima in assoluto in Italia – l’artista olandese Paul Hendrikse presenterà dal 20 ottobre una nuova serie di opere centrate sulla figura dello scrittore, suo connazionale, Frederik van Eeden, e in particolare su Walden in Bussum, la colonia anarchica che fondò, proprio in Olanda, nel 1893.

Van Eeden era un medico, scrittore e poeta con un ampio ventaglio di interessi nell’ambito della psichiatria e della ricerca psicologica in generale, e viaggiò molto durante la sua vita. Psichiatra assai stimato ,si occupò anche, oltre che di letteratura e scienze sociali, di pensiero utopico. Dopo aver acquistato nel 1893 un appezzamento di terra a Bussum, vi stabilì la sede di una comune che si ispirava al celebre Walden – la vita nei boschi, di H.D.Thoreau, pubblicato nel 1854. Quel libro racconta l’esperienza di Thoreau nel corso dei due anni in cui visse all’interno di una capanna costruita presso la riva del grande Stagno di Walden, nella foresta presso Concord, nel Massachusetts. Una fra le tante comuni presenti nell’area intorno a Bussum, quella di Walden, fondata nel 1898, era un tentativo di esperire la vita in comunità, avviando anche molte e diverse attività alternative ai modi di produzione capitalistici e industriali: un forno per il pane, una fabbrica di cioccolato, una falegnameria, un’officina di fabbro e una pensione per ospitare i componenti la comune. Molte furono le persone attratte (fra cui anche alcuni pazienti di van Eeden), e aderirono al progetto sia lavoratori in cerca di migliori mezzi di sopravvivenza, sia medici e psichiatri interessati a provare modi di vivere più semplici e naturali.

Walden rimase attiva per un tempo relativamente breve, chiudendo infine nel 1907, ma la sua rinomanza all’epoca fu comunque notevole, il suo modello imitato anche nell’America del Nord, e soprattutto fornì un terreno solido sul quale ebbero poi modo di attecchire le idee programmatiche delle prime forme di socialismo ‘reale’ in Olanda. Hendrikse si è recentemente recato sui luoghi in cui aveva sede la comunità, alla ricerca di qualcosa che in qualche modo ne potesse testimoniare l’antica presenza, tanti anni dopo la sua dissoluzione. Dal 1951 una parte di quell’area è proprietà dell’esercito olandese, mentre il resto (la parte maggiormente ricoperta di un’abbondante vegetazione in cui risiedevano le baracche di legno utilizzate dagli affiliati) venne diviso in lotti, rivenduti quindi per costruirvi case dell’alta borghesia. Questa parte, al contrario dell’altra, è in parte visitabile (pur essendo ormai diventata un insieme di proprietà private) al contrario dell’altra, zona militare come si è detto, costantemente controllata da telecamere di vigilanza, quindi del tutto inaccessibile al pubblico.

L’interesse dell’operazione di Hendrikse risiede soprattutto nella tensione creatasi fra lo spazio reale e la sua estensione ideale, fra la memoria di eventi trascorsi e l’evidenza del paesaggio in cui avvennero, nel suo stato attuale (quello di fronte a cui si è trovato Hendrikse). Una tensione che il recente sopralluogo dell’artista ha reso manifesta, con segni sparsi nelle moltissime immagini scattate a quei luoghi, e che verranno presentate nella sua mostra a blank, insieme ad altre installazioni.

 

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