Di cosa sono fatte le stelle? Marco Morici e Ignazio Mortellaro per CO2

di Daniela Cotimbo Commenta

 

Marco Morici - "My heart is a minereal" - 2010 - stampa fotografica su carta di cotone - courtesy CO2 Gallery

Lo scorso venerdì 14 ottobre è stata inaugurata, presso la CO2 contemporary art di Roma, la doppia personale di Marco Morici e Ignazio Mortellaro: Ossidiana.

Il titolo si riferisce ad un materiale d’origine lavica, le cui antitetiche caratteristiche di affilatura e fragilità, oltre che la sua appartenenza organica alla crosta terreste, alludono alla condizione stessa di esistenza dell’essere umano.

I due artisti cercano, attraverso le proprie opere, di arrivare alla natura dell’esistente: a quella forma organica che l’essere umano condivide con il circostante e che appare, a livello metaforico e non, la più significativa. Siamo fatti di carbonio, lo stesso materiale di cui sono costituite le stelle. Al di là di ogni nostro vissuto, c’è questa forza irresistibile e pacifica che ci fa sentire ancorati alla terra, al cielo, al sole, che dà senso, seppur in maniera indefinita alla nostra vita.

Tutto questo è poeticamente e finemente rappresentato nel lavoro di Marco Morici e Ignazio Martellalo. I due, provenienti da una prolifica collaborazione nell’ambito della sperimentazione video, si ritrovano attraverso esperienze individuali e scoprono condividere un principio originale, lo stesso che si ritrova nell’opera finale, una grandiosa installazione concepita dai due appositamente per la galleria.

Ignazio Mortellaro - "Senza Titolo #1" - 2011 - stampa su carta - courtesy CO2 Gallery

Le opere di Marco Morici sono sublimi composizioni fotografiche in cui elementi naturali, paesaggi, animali, si fondono con la geometria delle costellazioni attraverso il contatto con la carta, diventando così un unicum non meramente concettuale, ma evidentemente organico, tattile; tanto più affascinante se rapportato alla natura digitale del lavoro dell’artista.

Ignazio Montellaro traccia vere e proprie mappature su sfondi asettici della composizione intrinseca degli organismi viventi; un bestiario di animali sconosciuti e misteriosi che condividono un’unica spinta alla vita. Si tratta di linee sottilissime e concentriche dal disegno raffinato, anch’esse profondamente inglobate al supporto, le stesse che guidano l’imponente installazione finale realizzata dai due.

Marco Morici / Ignazio Mortellaro - "2,8 g/cm3" - 2011 - photo by Ignazio Mortellaro - courtesy CO2 Gallery

Un gigantesco  scheletro animale, forse si riferisce alla mucca che vediamo rappresentata nelle opere di Morici, sovrasta la galleria e, allo stesso tempo, interagisce sensibilmente con lo spazio attraverso i  sottili giochi di curvature in lamiera che ne costituiscono la struttura. L’animale in questione ha come meta finale un pezzo di ossidiana sospeso nello spazio. Già di per sé specialmente pregiata nel suo aspetto levigato e lumeggiato, la materia in questione è il simbolo della riscoperta di un universo primordiale che redima, attraverso il ricongiungimento con lo spazio circostante, il nostro stare al mondo: misterioso, inaspettato, condiviso.

Non a caso la mostra si inserisce nel circuito “Motherland” della X edizione del Festival FOTOGRAFIA e sarà visitabile fino al 26 novembre 2011.

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