The Eye of the Collector. Opere di Video Arte dalla Collezione Manuel De Santaren

di Micol Di Veroli Commenta

Il potere travolgente del visivo che non ha bisogno di spiegazioni – i video della collezione Manuel de Santander vivono di questo. Sono la prova che i corpi e le immagini in movimento sono elementi essenziali di un linguaggio efficace per questo mezzo, che non ha bisogno di molto altro. Ma la cosa più difficile da raggiungere è la semplicità. La piccola selezione di video scelti per The Eye of the Collector presenterà una varietà di modi in cui le immagini in movimento prive di parlato sono in grado di generare divertimento o ammirazione, emozione, tenerezza o rifiuto, confusione o illuminazione.

La mostra al MAMbo – Villa delle Rose Bologna che si inaugura il 28 gennaio presenta undici video installazioni che si basano su performance prodotte non per un pubblico dal vivo, ma per l’occhio di una telecamera. Con l’eccezione dei lavori di McCallum e Tarry e di Isabel Rocamora, la posizione fissa della telecamera prevale, simulando il punto di vista di un osservatore non coinvolto, che mantiene una distanza costante degli eventi. Il corpo, la sua relazione con l’ambiente e l’interazione fisica con gli altri sono al centro di ogni video: dai tableaux vivant di Niklas Goldbach, William Lamson o Luigi Presicce, la performance di Maria José Arjona e Jesse Aron Green che si riferiscono all’arte concettuale e minimale, lavori correlati alla body art come “HAUTNA — T” di Chrischa Venus Oswald, ai video relativi alla danza di una coreografia d’altri tempi di McCallum e Tarry, Janaina Tschäpe o Isabel Rocamora, alle strane sculture viventi di Hans Op de Beek in “Stewarts have a party”.

Manuel de Santaren è un collezionista che vive tra Boston e Washington DC, particolarmente interessato a opere di new media e video arte. La sua vasta collezione contiene opere focalizzate principalmente su performance, appropriazione dell’immaginario dei mass media e animazione.

Manuel de Santaren è Co-Chair del Comitato per la Fotografia del Solomon R. Guggenheim Museum di New York, dove ha sostenuto l’acquisizione e l’inclusione di opere video nella collezione permanente. De Santaren è anche nel Board of Overseers del Museum of Fine Arts di Boston e partecipante attivo del comitato per l’arte contemporanea, per il quale mette a disposizione la sua conoscenza e passione per la time based art. Inoltre, de Santaren è membro dell’Executive Board della Fondazione Cisneros Fontanals di Miami, Florida.

La mostra è accompagnata da una pubblicazione con testi di Manuel de Santaren, Julia Draganović, Elena Forin, Claudia Löffelholz e Federica Patti. 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>