Ritorno al futuro al Castello di Rivoli

di Micol Di Veroli Commenta

Dal 16 al 18 marzo si terrà al Castello di Rivoli un tavolo di lavoro che proverà a fare il punto sullo stato delle arti a Torino, con una ricognizione storica interdisciplinare che parte dagli anni Ottanta. Si ripercorre il passato per parlare dell’oggi e immaginare il futuro. Una memoria necessaria per ritrovare e capire l’identità della scena artistica torinese e le sue ipotesi strategiche per il futuro. Per essere di nuovo una massa critica consapevole.

“Ritorno al futuro” è un tavolo con molti relatori, che non vuole essere esaustivo, che dichiara già la sua natura limitata, i suoi buchi. Ma è anche un work in progress partecipato da tutti coloro che vorranno venire a condividere il confronto, per primi gli artisti, a portare il loro importante frammento personale di sguardo, esperienza, riflessione. Un lavoro che si dovrà fare tutti insieme, in cui nessuno è escluso. Ma anzi, invitato. Torino ha certamente una vocazione storica a città laboratorio. Anche nello specifico dell’arte contemporanea ha saputo creare e, caso per lei forse inedito, fino ad oggi mantenere, una centralità e un’eccellenza non solo nazionali. Una fitta rete di artisti, galleristi, musei e collezionisti ha consentito di concretizzare, tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, alcuni progetti innovativi. Tra questi la nascita del Castello di Rivoli, primo museo d’arte contemporanea in Italia ed esempio pilota di partecipazione pubblico-privata alla gestione di ente culturale.

L’attuale situazione suggerisce una valutazione, ora possibile alla luce di una ragionevole distanza storica, sulle vicende che hanno costruito il patrimonio di arte e cultura contemporanea del territorio, in modo da immaginare una strategia per il futuro in termini propositivi. Applicare questa modalità alla scena creativa del territorio è un’evidente esigenza collettiva, una priorità sentita non solo dai professionisti e dagli addetti ai lavori del settore ma da tutta la cittadinanza che negli anni ha avvicinato e frequentato i temi e i luoghi della cultura contemporanea torinese. Recuperare la memoria e, quindi, la propria identità come città che produce e vive il suo patrimonio artistico, etico ed economico.

Tre giorni al Castello di Rivoli, dal 16 al 18 marzo 2012, sono un tavolo di lavoro comune aperto al contributo di tutti, che racconta lo stato dell’arte a Torino a partire dagli anni Ottanta e con letture trasversali, e si interroga sul prossimo futuro. RITORNO AL FUTURO è un confronto democratico, sulla città e della città, non riservato ai soli addetti ai lavori, ma un libero spazio di incontro e racconto su mondi e microsistemi artistici, ciascuno con le proprie dinamiche, criticità, esigenze e modelli, che hanno costituito e costituiscono il patrimonio culturale pluralista di Torino, serbatoio di energie e progettualità possibili per il futuro. La struttura del tavolo di lavoro è articolata in tre giornate in cui si alternano relazioni storiche e critiche di rilettura di periodi vicini e meno vicini, dibattiti, tavole rotonde e narrazioni dei vari protagonisti della scena culturale contemporanea, in uno scambio tra arte, cinema, letteratura, teatro e musica.

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