La crisi del mercato investe la Cina

di Micol Di Veroli Commenta

 

La cina sembrava invincibile ma la crisi non perdona…

La crisi avanza ed il mercato delle auto è in caduta libera. Dati alla mano, ad agosto si è registrato un calo del 20% nel mercato automobilistico, segno evidente di una crisi ormai dilagante. A riprova di ciò è arrivato anche il calo delle vendite d’arte, sino ad ora segmento di mercato pressoché  indenne dal crackdown. La prima metà del 2012 ha fatto registrare un tracollo delle vendite d’arte senza precedenti. Il mercato sembrava resistere alla crisi ma, specialmente in Asia, i profitti delle case d’aste sono andati giù del 32% rispetto all’autunno del 2011. La statistica è stata redatta dopo aver registrato i dati delle big four, le quattro case d’asta più importanti di tutta la Cina, vale a dire Sotheby’s Hong Kong, Christie’s Hong Kong, China Guardian, e Poly international Auction Co di Pechino. Gli investitori hanno inoltre registrato un considerevole calo nel volume dei ricavi, dai 488 milioni di dollari del 2011 ai 374 milioni del 2012. Gli esperti sono concordi nell’interpretare questi dati come l’inizio della fine della bolla speculativa asiatica. Da anni ormai il mercato cinese macina soldi a pieno regime e gli artisti cinesi hanno raggiunto quotazioni sbalorditive, addirittura ingiustificate per qualcuno. Il reale problema è che il tracollo del mercato cinese potrebbe avere gravi ripercussioni anche su quello occidentale che di bolla speculativa ne ha già vissuta una circa quattro anni or sono.

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