Transforming Spaces alla Galleria Galica di Milano

Galleria Galica, dopo 10 anni di intensa attività, si “trasferisce” in una nuova sede, sempre all’interno dello storico cortile di viale Bligny 41.  Una project room, uno spazio mobile in perenne trasformazione che ospiterà opere realizzate da artisti che lavorano sulla “percezione”, sulla sottile ed innegabile evidenza dello spazio e sulla necessità di ri-nominarlo, crearlo, renderlo non virtuale ma vero, dove si sviluppa il flusso della nostra vita quotidiana.

In collaborazione con arcHITects ed attraverso un dialogo reciprocamente vantaggioso Galica projectroom desidera proporre un diverso concetto di arte, non fine a se stessa, ma interpretata nel quotidiano e capace di dare una nuova personalità allo spazio. Gli artisti coinvolti in questa prima mostra, Stefan Brüggemann, Francesco Candeloro, Alicia Martín ed Arcangelo Sassolino, hanno in comune l’attitudine a lavorare con grandi installazioni, spesso modificando la percezione dell’architettura che li ospita.

Le defunte glorie del design all’italiana

Gli anni d’oro del design italiano rappresentano ormai un dolce ricordo che ci ha reso il nostro paese celebre in tutto il mondo. Già, quando il resto del mondo pensa al design italiano ecco che spuntano raffigurazioni della mitica Lambretta Innocenti disegnata da Cesare Pallavicino e Pierluigi Torre, oppure dell’ancor più celebre Vespa farobasso di Corradino D’ascanio.

Il nostro paese, tra gli anni ’60 e ’70, ha però rappresentato un fulgido esempio di “bel design” sfornando veri e propri capolavori come la Olivetti Lettera 22 di Marcello Zizzoli, la lampada Traccia di Achille Castiglioni, senza contare i mitici prodotti della Brionvega, creati con l’ausilio di designer di fama mondiale come Mario Bellini, Marco Zanuso, i fratelli Castiglioni, Ettore Sottsass e Rodolfo Bonetto, o le altre meraviglie di Joe Colombo e Bruno Munari.

Il press kit di dOCUMENTA 13 diventa il book fotografico di Carolyn Christov-Bakargiev

In un mondo prestigioso ed esclusivo come quello dell’arte contemporanea le cadute di stile non sono contemplate. Eppure, ogni tanto qualcuno riesce a scivolare nel reame del cattivo gusto. A perdere la faccia non ci vuole niente e quando a farlo è una manifestazione di alto livello come dOCUMENTA (che si appresta ad inaugurare l’edizione numero 13 il prossimo 9 giugno), allora non si può far altro che lasciarsi andare in una sonora e grassa risata. A dire il vero di brutte figure dOCUMENTA ne ha già fatte due, ancor prima di aprire i battenti.

La notizia è comparsa in questi ultimi giorni su ArtStars, il blog curato da Nadja Sayej. Il critico, recatosi alla fiera ITB Berlin (esposizione internazionale del turismo e del viaggio) dello scorso marzo, si è imbattuto in un press kit ufficiale di dOCUMENTA 13.

The Future in the Making al Salone del Mobile di Milano

Al prossimo Salone del Mobile, Domus e Audi presenteranno The Future in the Making, una grande mostra che getta uno sguardo al futuro del design, tra eventi e performance dal vivo a Palazzo Clerici, nel cuore di Milano.  Dal 17 al 22 aprile, uno dei palazzi più lussuosi ed eleganti di Milano diventerà la sede di un’esplorazione nel futuro del design. Con The Future in the Making, Domus e Audi esamineranno la rivoluzione che sta radicalmente cambiando il volto del design, aprendo nuove prospettive con idee fresche e una nuova generazione di progettisti.

Con la mostra Open Design Archipelago, Domus raccoglie una selezione di gruppi, individui, aziende e piattaforme impegnati nel ridisegnare i presupposti tecnologici, materiali, filosofici ed economici del design. Dalle piattaforme open-source di collaborazione al fenomeno in forte ascesa del crowdfunding, e dalla proliferazione dei microlaboratori alle nuove frontiere del food design, la grande disponibilità e il basso costo delle nuova tecnologie di produzione e di networking stanno profondamente trasformando il nostro modo di progettare.

Femminile Plurale. Tematiche e questioni condivise nella Videoarte

Tre curatori, Antonio Arevalo, Barbara Martusciello e Lýdia Pribišová, tre diversi punti di vista, per introdurci in uno degli ambiti di genere dell’arte contemporanea. Un’incontro che si terrà oggi alle 17:30 a Rieti nella Sala Conferenze di Via Garibaldi 174 e inserito nell’ambito del programma promosso dal Comitato “Mettici del tuo” in collaborazione con l’Associazione Culturale 3)5 Artecontemporanea.

Grazie ad un percorso di proiezioni video, narrazioni e testimonianze personali entreremo nel lavoro di artiste internazionali che hanno unito alla bellezza delle immagini un forte contenuto di denuncia sociale e personale. Tre narratori con diverse provenienze geografiche testimoni di quanto il linguaggio dell’arte contemporanea sia oggi più che mai necessario alla crescita culturale ed etica di una democrazia. Convegno, conversazione e visione dei video di: Alice Schivardi, Anna Daučíková, Lucia Nimcová, Manuela Viera-Gallo, Raffaella Crispino, Regina José Galindo.

ELECTRO BAU, Presentazione del numero Nove di BAU Contenitore di Cultura Contemporanea

Nei balloons dei fumetti, l’immagine di una lampadina accesa ci fa capire con immediatezza che il personaggio in questione è stato colto da un’idea luminosa. Un’ampia rete di operatori attivi nelle più diverse discipline, collegati tra loro, danno origine ad un’energia creativa che l’associazione culturale BAU mette in circolo dal 2004 tramite la rivista-laboratorio BAU Contenitore di Cultura Contemporanea, un cofanetto formato UniA4 edito a cadenza annuale con contributi originali di autori internazionali impegnati nella sperimentazione di nuovi linguaggi.

Electro BAU è l’espressione che meglio fotografa questa situazione ed è anche il titolo del nuovo numero Nove che verrà presentato in anteprima alla GAMC di Viareggio, a cura della redazione BAU, domenica 22 Aprile dalle ore 17.00 alle 19.30, con un ricco programma di performance, interventi sonori, installazioni e video di alcuni dei novantatre autori inclusi nella “scatola”.

identik.IT – identità italiane in video

Il collettivo curatoriale Guntumolani è lieto di presentare le opere vincitrici del concorso d’arte video Identik.IT, nato per valorizzare giovani talenti emergenti e promuovere una riflessione sul tema dell’identità italiana. La mostra, che avrà luogo dal 19 al 28 aprile presso gli spazi di The Gallery Apart a Roma, è il primo di tre appuntamenti di un progetto espositivo itinerante dislocato sul territorio nazionale che vedrà il coinvolgimento anche delle sedi di Careof a Milano e della Fondazione Morra a Napoli.

Una giuria di esperti ha premiato Secret Lives di gruppoGruppo, S.P.Q.T. – Memorie Tiburtine di Jacopo Natoli, Fratelli d’Italia l’Italia si è persa di Gloria Pasotti, per l’attenta analisi di territorio, lingua, cultura e tradizioni nazionali, quali fattori chiave di un processo in trasformazione che ha origine dall’incontro con l’altro. Secret Lives di gruppoGruppo è un trittico dedicato ai compositori italiani Luciano Berio, Franco Donatoni e Bruno Maderna. Grazie alla manipolazione e commistione di immagini e brani tratti dai repertori dei tre musicisti, Sinfonia per Berio, Hot per Donatoni e Venetian journal per Maderna, prendono vita variabili sonore, strutture cellulari, paesaggi possibili.

Quarta edizione per il Temporary Museum for New Design

In via Tortona 27 a Milano, al Superstudio Più torna dal 16 al 24 aprile per il quarto anno, allargato dalla Extension al Superstudio 13, il Temporary Museum for New Design, manifestazione ideata per ospitare in modo originale i progetti di grandi brand ma anche di sicure promesse, seguendo il concept di successo “meno fiera e più museo”. Il progetto di Gisella Borioli, con la direzione artistica di Giulio Cappellini, prevede una successione di più di 40 mostre, con presentazioni spesso firmate dalle star del design come Italo Rota (per Samsung), Giulio Cappellini (per Alcantara), Carlo Colombo (per Cristalplant), i fratelli Fernando e Humberto Campana (per Cosentino), Oki Sato (per Nendo). Nel Basement il sorprendente vivaio di circa 90 nuovi nomi dal mondo.

I numeri in crescita parlano più di mille parole: 40 brand internazionali, 200 designer da scoprire, 2 location, 3 ristoranti, 1 temporary shop, 13.000 metri quadrati, partnership con più di 40 testate internazionali, attesi oltre 100.000 visitatori e 3000 giornalisti (dati 2011), con un aumento dei professionisti delle aree del Medio Oriente e asiatiche. Quest’anno l’evento propone una linea conduttrice inedita: “Telling a Story”, il design raccontato da parole, aforismi, lettering lungo il percorso comune del Temporary Museum con il pensiero di grandi architetti e intellettuali, per riflettere, per capire. Installazione grafica dell’artista Flavio Lucchini.

Kaarina Kaikkonen – TOWARDS TOMORROW

I vestiti di centinaia di bambini per formare una grande vela, magliette camicie e maglioncini multicolori a contrasto con il cemento delle pareti del MAXXI, uno “spazio creato con lo spazio”. E’ TOWARDS TOMORROW, la grande installazione site-specific di Kaarina Kaikkonen che dal 14 aprile al 15 luglio 2012 vestirà l’area esterna all’ingresso principale del museo. L’installazione, a cura del MAXXI Arte e con il patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia, è la seconda tappa italiana dell’artista finlandese dopo la realizzazione a Reggio Emilia dell’opera site specific Are We Still Going On? allestita negli spazi della Collezione Maramotti e visitabile fino al 28 ottobre 2012.

TOWARDS TOMORROW è composta da vestiti da bambini di diversi colori e fogge, raccolti grazie a un progetto realizzato con le famiglie della città; in questo modo ogni persona che ha donato un indumento, con tutto il bagaglio di ricordi legati a esso, farà idealmente parte dell’opera. Questa grande vela multicolore si muoverà con il vento, riempiendo i vuoti e rimodellando il profilo sinuoso dell’edificio di Zaha Hadid. “Ho realizzato moltissime installazioni e opere, creando spazio con lo spazio – dice Kaarina Kaikkonen – Attraverso il mio lavoro cerco di comprendere meglio me stessa e di capire dove finisce il dentro e comincia il fuori”.

TDM5: Grafica italiana alla Triennale Design Musem di Milano

Con la quinta edizione dal titolo TDM5: Grafica italiana, Triennale Design Museum porta avanti il suo percorso di promozione e valorizzazione della creatività italiana (in mostra dal 14/4/2012 al 24/2/2013) , estendendo la ricerca a una storia che è sempre stata considerata minore e ancillare, per restituirle la giusta autonomia.

Dopo le prime ricognizioni dedicate dal museo alla grafica contemporanea (The New Italian Design, Spaghetti grafica e Graphic Design Worlds) la scelta di dedicare una edizione alla grafica italiana, alla comunicazione visiva e alla loro storia è un passo importante per arricchire e completare il percorso nel design italiano intrapreso dal Triennale Design Museum.

Mutamenti semantici fuorvianti

Parole cucite su tessuti o proiettate su superfici inconsuete, fogli bucherellati e sovrapposti per creare giochi ottici, corde scure che con‘tengono’ telai vuoti. Sono le eterogenee creazioni realizzate da Arthur Duff (Wiesbaden, 1973 – vive e lavora a Marghera – VE) presentate alla sua prima personale Sintax Parallax presso gli spazi di Oredaria Arti Contemporanee a Roma.

Arthur Duff è un artista tedesco, già noto in città per essersi aggiudicato nel 2009 il Premio 2% al MACRO. Nato in Germania da genitori statunitensi, ha scelto come patria adottiva il Veneto stabilendosi a Marghera. La sua peculiarità consiste nell’impiego di tecniche e materiali molti diversi, ciò contribuisce a non poter incasellare il suo lavoro in uno specifico ambito. Ha all’attivo numerose partecipazioni a collettive e personali in Italia e all’estero come ‘Stonewall.Whitewash’ alla XIV Biennale di Scultura di Carrara (2010), ‘Synopses’ al MACRO capitolino (2010), ‘Borrowing you’ a Castelfranco Veneto (2008).

Family Business, Gioni e Cattelan non pagano

La notizia sembrava decisamente appetibile, anzi una vera e propria occasione da prendere al volo. Dopo il clamoroso successo dell’opening, la nuovissima galleria Family Business gestita nientemeno che dalla coppia più cool dell’arte Massimiliano Gioni e Maurizio Cattelan aveva deciso di lanciare un blogroll all’interno del sito ufficiale.

Il duo aveva quindi lanciato tramite Facebook un open call per trovare il fortunato webmaster, ecco in breve la traduzione dell’annuncio: “Family Business è alla ricerca un blogger cool per il nostro sito! Mandate al Padrino una storia di 150 parole sulla peggiore esperienza a cui vi è capitato di assistere a Chelsea negli ultimi 5 giorni! La Deadline è fissata per questo Sabato 8! Mandate le vostre brutte esperienze a [email protected]E la brutta esperienza da raccontare ci sarebbe pure, ma ironia della sorte ha come protagonisti proprio Cattelan e Gioni.

Ai Weiwei non smette di lottare

Anche se il governo cinese ha duramente limitato la sua libertà di parola, Ai Weiwei in tutti questi mesi (trascorsi dopo la sua scarcerazione) non si è mai tirato indietro. L’artista ha infatti agito tramite Twitter ed ha più volte rilasciato interviste alla stampa straniera. Noi di Globartmag vorremmo fare un tributo al suo coraggio, pubblicando le sue frasi più coraggiose apparse su internet e sui quotidiani in questi ultimi tempi.

Internet cambia ogni giorno la struttura della società, è una massa fatta da grandi individualismi.

Dicono che io sia diventato più radicale. Non direi, io sono nato radicale.

Davide Dormino – Sessione Primaverile

Inaugura il 13 aprile 2012 nello Spazio Vhernier, durante la settimana del Miart, la mostra “Sessione Primaverile”, personale dello scultore Davide Dormino. La ricerca artistica di Davide Dormino parte dal disegno come progetto per le sue sculture, realizzate con materiali semplici e grezzi come il ferro, il marmo e il gesso.

In mostra tre site specific che rappresentano il senso della scultura di Davide Dormino, caratterizzata da un contrasto tra i materiali usati e le sensazioni di pesantezza e leggerezza che provocano in chi le guarda. Il primo intervento è una scultura alta 3 metri e mezzo composta da tre chiodi in gesso che formano un struttura triangolare. Il secondo è un sistema nervoso di 3 km di filo di ferro che nasce da una parete del loft Vhernier, si espande nello spazio e si arrampica sulle scale: un’installazione con una forte matrice organica bilanciata dalla componente del ferro che rimanda alla grafite e alla scrittura.