Sistema dell’arte contemporanea? Ah ah ah ah ah!

 

Scena dell’arte contemporanea, sistema dell’arte. Chissà quante volte avrete sentito usare queste terminologie all’interno dei discorsi fra addetti ai lavori o magari all’interno degli articoli presenti sui magazine d’arte. Per sistema dell’arte generalmente si intende un vero e proprio indotto costituito da artisti, gallerie, musei, collezionisti, addetti del settore, case d’asta, fiere, fondazioni ed altre realtà legate alle arti visive che contribuiscono al mercato, allo sviluppo ed alla promozione delle stesse.

Per definirlo come tale, un sistema dovrebbe essere strettamente interconnesso, un grande insieme i cui sottoinsieme dialogano incessantemente fra loro, contribuendo al corretto funzionamento dell’intero organismo. Questo succede in altri pianeti, visto che questa connessione reciproca dalle nostre parti è pura fiction.

Judith Hopf alla Kaufmann Repetto di Milano

Il lavoro di Judith Hopf esordisce, negli anni ’90, come un processo in continuo mutamento. La frequente collaborazione con altri artisti, l’invasione di spazi non istituzionali e la commistione tra il fare arte e l’azione sociale, tra l’apprendere e l’insegnare, descrivono un’attitudine di estrema apertura, come se l’artista volesse rifondare, di volta in volta, le basi del proprio lavoro. Utilizzando installazioni, video, performances, sculture, grafiche, Judith Hopf sviluppa un’analisi delle contraddizioni del vivere contemporaneo attraverso l’umorismo, la caricatura e un atteggiamento insieme giocoso e sovversivo.

Nel racconto breve di Franz Kafka The Sudden Walk, a cui e’ ispirato il titolo della mostra, la semplice decisione di fare una passeggiata improvvisa, evadendo dalla gabbia delle abitudini domestiche, apre un orizzonte di liberta’ e uno spazio di emancipazione dell’individuo.

Quayola, il genio italiano trionfa all’estero

Nemo propheta in patria verrebbe da dire, visto che dalle nostre parti il suo nome non è molto conosciuto. All’estero invece Quayola è un nome di tutto rispetto viste le ripetute esperienze internazionali a New York, Londra, Miami, Parigi e chi più ne ha più ne metta. Di fatto Quayola ha esposto maggiormente al di fuori dei nostri confini, tipico esempio di un sistema al collasso che non si cura dei talenti che possiede.

Il nostro Davide Quagliola è italianissimo, anzi romanissimo verrebbe e da molto è impegnato in sperimentazioni che si aprono alle varie esperienze percettive come le sculture digitali, le performances e le installazioni audiovisive. In questi ultimi tempi diversi magazine internazionali hanno parlato di Quayola, in merito ad una ricerca che il nostro ha portato a termine dal suo quartier generale di Londra.

Uno sguardo al passato potrebbe salvare il nostro futuro

Mi trovavo ieri all’Auditorium di Mecenate di Roma, per presenziare all’ormai consueto appuntamento con i Martedì Critici di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli. Ospite della serata Giosetta Fioroni, un nome che (come già detto da Dambruoso) non ha certo bisogno di presentazioni. Una vera e propria eroina in un mondo di uomini, l’unica donna capace di tener testa a tipi tosti come Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Cesare Tacchi, Renato Mambor e così via.

La serata con Giosetta Fioroni si è rivelata piacevole ed estremamente interessante, di cose da raccontare l’artista classe 1932 ne avrebbe parecchie ma il tempo non basta mai. Tra l’esauriente presentazione di Dambruoso e l’analisi del sempre puntuale Tonellli, non vi nascondo che una forte nostalgia si è impadronita del mio animo.

Fabrizio Plessi nella Valle dei Templi di Agrigento

Sabato 19 maggio 2012 alle ore 19.00, Si  apre la mostra di Fabrizio Plessi MONUMENTA. L’esposizione si svolge all’interno del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento. Dopo le esposizioni “Arte Contemporanea per il Tempio di Zeus” e “Igor Mitoraj lo spazio degli dei”, realizzate rispettivamente nel 2010 e 2011, “MONUMENTA” rappresenta un nuovo progetto che coinvolge il più significativo video-artista italiano.

Il lavoro di Fabrizio Plessi, cui la Biennale di Venezia ha dedicato un intero padiglione, con questa importante personale, sposterà l’attenzione su tematiche espressive diverse dall’arte figurativa e scultorea presentate fino ad oggi nella Valle, rendendo il sito archeologico uno straordinario contenitore per l’arte contemporanea, sempre nel rispetto dell’area archeologica. La mostra consta di nove torri rivestite in materiale che sembra pietra tufacea.

Marc Jacobs batte Kidult 6-0 6-0

In questi giorni si è sviluppata una curiosa guerra a colpi di street art che tirato in ballo anche il dorato mondo del fashion design. Come molti di voi ben sapranno, lo scoppiettante Marc Jacobs è una vera e propria fucina di idee. Oltre ad essere direttore artistico di un prestigioso marchio come Louis Vuitton (posizione assunta nel 1997), Jacobs è possessore di un suo brand d’abbigliamento dove figura anche una linea meno costosa denominata Marc by Marc Jacobs.

Proprio un uno dei retail shop del brand, la scorsa settimana si è abbattuta la furia della street art. Kidult, un agguerrito street artist newyorchese, ha infatti scelto come bersaglio principale lo shop di Jacobs situato nel centro di Manhattan. Durante la notte lo street artist ha compiuto la sua poderosa azione e l’indomani i commessi accorsi all’apertura si sono ritrovati l’intera vetrina del negozio coperta dalla scritta ART, graffiata con vernice rossa.

Ancora censure per il MOCA di Los Angeles

Vi ricordate dell’assurdo caso di censura operato dal MOCA di Los Angeles ai danni del nostro caleidoscopico street artist Blu? Beh sembra che la prestigiosa istituzione capitanata dal volpone Jeffrey Deitch sia particolarmente affezionata alle censure, visto che negli ultimi giorni ne ha perpetrata un’altra ai danni di un giovane artista,  ma andiamo per gradi. All’inizio di questo mese l’artista Chris Silva è stato invitato a partecipare ad un evento inserito all’interno della mostra Transmission LA, la jam interdisciplinare sponsorizzata da Mercedes – Benz e curata da Mike D, scoppiettante rapper dei Beastie Boys (di recente orfani del compiando MCA, alias Adam Yauch).

La mostra ha riscosso numerosi consensi da parte della stampa specializzata, cosa che ha ribadito il grande fiuto di Mike D per la creatività in genere. Le cose per Chris Silva non sono però andate per il verso giusto. L’artista doveva partecipare in una sezione intitolata BYOB, Bring Your Own Beamer, che in italiano suonerebbe come Porta il tuo proiettore, un evento con proiezioni di più di 40 artisti installate per tutto lo spazio del museo dalle 20 alle 22 dello scorso 5 maggio.

Luciano Romano allo Studio Trisorio di Napoli

Giovedì 16 maggio alle ore 19.00 allo Studio Trisorio, in via Riviera di Chiaia 215, si inaugura una mostra di Luciano Romano dal titolo Lo sguardo obliquo. Sarà esposto il suo ultimo lavoro fotografico che ha come tema le scale, intese come metafora del costante desiderio dell’uomo di tendere all’assoluto e al trascendente, partendo dalla pesantezza e dall’opacità della pietra per mirare alla luminosità del cielo. Per quanto siano grandiose, articolate e imponenti, esse conservano un rapporto intimo e diretto con il nostro corpo che le percorre misurandole col proprio passo.

Le opere di Luciano Romano non descrivono spazi dall’identità definita, ma luoghi dello spirito, possibili zone di passaggio tra la materia e l’anima rese evidenti dal conflittuale alternarsi di luce e ombra. La fotografia è il linguaggio che meglio si adatta a questo processo di trasfigurazione, cattura lo sguardo e lo destabilizza in un imprevedibile gioco combinatorio tra la lucida, geometrica rappresentazione del mondo visibile e la ricorrente visione onirica.

Ritrovata un’opera eseguita da Andy Warhol a…11 anni

Cosa ne pensate di Andy Warhol? Beh, che vi piaccia o no, il mitico re della pop art americana è certamente uno dei protagonisti più noti dell’arte contemporanea. Le sue opere, prese in prestito dalla cultura di massa sono in seguito divenute vere e proprie icone di quest’ultima e molte di esse. Un processo dirompente che non sembra arrestare il suo inesorabile tragitto verso l’olimpo.

Me se Warhol è uno degli artisti più amati dagli amanti dell’arte di tutto il mondo, va detto che anche i collezionisti vanno letteralmente pazzi per il suo parruccone patinato. Quando si parla di mercato dell’arte e di aste internazionali non esistono Minimalismo o  Nuova Scuola di Lipsia che tengano, il mitico Andy Warhol è sempre il padrone incontrastato. A riprova del fatto, la scorsa settimana alla vendita londinese di Sotheby’s, l’opera Double Elvis, quella con Elvis Presley ritratto con il vestito da cowboy indosso, è riuscita a totalizzare la bellezza di 37 milioni di dollari.

L’Orbit di Kapoor? una vera schifezza

Finalmente le Olimpiadi di Londra 2012 non sono più così lontane e si preparano quindi al rush finale prima della definitiva inaugurazione, il prossimo 27 luglio. Ovviamente, per una metropoli come Londra, prepararsi ad ospitare le olimpiadi significa mettere sotto pressione l’intero tessuto urbano. Chi ha vistato la City in questi ultimi mesi sa bene di cosa stiamo parlando, cantieri aperti ovunque e mezzi pubblici a servizio ridotto hanno messo a dura prova la proverbiale flemma dei  cittadini inglesi.

Tra i tanti impianti in costruzione e le numerose attività a carattere culturale create per celebrare le olimpiadi, svetta senz’altro l’ArcelorMittal Orbit, la ormai celeberrima torre purpurea disegnata dall’artista Anish Kapoor assieme all’ingegnere Cecil Balmond. La gigantesca torre è stata fortemente voluta dal sindaco Boris Johnson, basti pensare al fatto che il simpatico burinastro biondastro è riuscito a convincere il mogul dell’acciaio Lakshmi Mittal a coprire 19 milioni di sterline su un totale di 22 milioni di costi vivi.

Scultura internazionale al PAN di Napoli

Giovedì 17 maggio 2012, nelle sale del primo piano del PAN | Palazzo delle Arti di Napoli sarà inaugurato il progetto espositivo, Memory. International Contemporary Sculpture, a cura di Ian Rosenfeld. Ospitata per la prima volta in un’ istituzione museale italiana, dopo essere stata esposta nel 2011 a Londra, Memory è una collettiva composta da dieci scultori, provenienti dai sei paesi: Italia, Spagna, Germania, Inghilterra, Finlandia, Stati Uniti, che interpretano, ciascuno secondo la propria cifra stilistica, il tema della memoria.

In mostra l’umorismo dello scultore tedesco Andreas Blank che lavora le materie classiche della scultura, come l’alabastro e la pietra arenaria ma con un modus operandi puramente contemporaneo; la finlandese Kaarina Kaikkonen, crea le sue opere riutilizzando vecchi vestiti, in ognuno dei quali ancora si respira il vissuto delle persone che li hanno indossati.

Nominati i finalisti del Premio Portali Dello Scompiglio

Sono stati nominati i dieci finalisti del Premio “Portali Dello Scompiglio”#1, indetto dall’Associazione Culturale Dello Scompiglio per la scelta, l’esecuzione e l’acquisto di tre opere d’arte da collocare presso gli spazi della Tenuta, a Vorno (Lu). La giuria, composta da Cecilia Bertoni, Angel Moya Garcia, Antonio Arevalo e Lorenzo Bruni, ha decretato, in base ai criteri di selezione indicati nel bando, ovvero, l’attinenza al tema del premio e la capacità di leggere ed esprimere il luogo Dello Scompiglio, i 10 finalisti del premio:

– Francesca Banchelli
– Angelo Bellobono
– Chiara Camoni
– Ettore Favini/Antonio Rovaldi
– Stefania Galegati Shines
– Myriam Laplante
– Valentina Lapolla
– Fernando Marques Penteado
– Jacopo Miliani
– Rosa Velasco

Anna Franceschini alla Ex Elettrofonica di Roma

Venerdì 25 maggio 2012 lo spazio Ex Elettrofonica presenta la prima mostra personale a Roma di Anna Franceschini, a cura di Laura Barreca. The Siberian Girl è il racconto di un viaggio per immagini tra automi, bambole e carillon conservate nel Museo Ca’ da Noal di Treviso, una delle collezioni più significative di piccole meraviglie tecnologiche del passato. Il progetto di Anna Franceschini consiste nella proiezione di quattro film, installati nello spazio della galleria, a ricreare un ambiente immersivo in cui lo spettatore è invitato a cogliere suggestioni di natura diversa, in un continuo rimando tra realtà e finzione.

La singolarità del lavoro di Anna Franceschini è quella di utilizzare il mezzo cinematografico della pellicola come dispositivo evocativo, attraverso quelle modalità di creazione delle immagini in movimento tipiche delle origini del cinema. La visione dei film attraverso procedimenti legati all’analogico, conducono l’osservatore in una dimensione simbolica e fortemente suggestiva. Partendo dalla collezione del museo di Treviso, l’artista elabora un’idea che coniuga la concettualizzazione degli automi e l’idea stessa di cinema, trovando occasione di riflessione nel saggio Werden und Wesen einer neuen Kunst di Béla Balázs, teorico del cinema ungherese, in cui l’autore descrive la prima visita al cinematografo di una giovane ragazza siberiana, appena arrivata a Mosca dalla sua terra sperduta e ancora ignara del fervore tecnologico che animava le metropoli a quel tempo.

Il Design Come Sintomo al Museion di Bolzano

Non v’è dubbio: mai come ora, il design è sintomo della cultura contemporanea. La mano del designer si cela dietro ogni oggetto o superficie della nostra epoca: il design cattura tutto e tutti in una fitta rete di relazioni, più o meno labili, argute allusioni e rimandi di sottesa ironia, divenendo il mezzo con cui la società si manifesta nella sua sostanza, svelando al contempo come vorrebbe essere e palesando il suo sapere, i desideri più incon-fessati, gli aneliti e gli struggimenti repressi, portando in superficie nevrosi e reconditi impulsi psicologici.

Ma la domanda è: cosa rivela esattamente il design? E in che modo? Cosa e come comunica? Qual è l’effetto dei segni nella nostra rapida e spesso automatizzata percezione quotidiana? Il design può parlare o la sua specificità fa in modo che, solo attraverso essa, entriamo emotivamente in rapporto con il mondo?