Destino:Berlino, una panoramica sulla giovane arte spagnola in Germania

Lo scorso 24 maggio 2011 si è aperto al pubblico l’evento DESTINO: BERLINO / ZIELORT: BERLIN, un’affascinante selezione di artisti spagnoli che vivono nella capitale tedesca. A completamento della mostra che durerà fino al prossimo 17 giugno gli organizzatori hanno preparato una serie di eventi collaterali mirati a sostenere la cultura spagnola al di fuori dei propri confini.  La mostra “DESTINO: BERLINO / ZIELORT: BERLIN” offre un’interessante panoramica sulla pratica creativa di artisti spagnoli che hanno incentrato la propria vita a Berlino già dagli inizi di questo secolo.

Si tratta di un evento unico nel suo genere che accentua l’importanza della città tedesca come punto di riferimento di giovani artisti provenienti da tutta Europa.  La maggior parte degli artisti selezionati sono ad inizio carriera ma si sono già distinti per la loro spumeggiante creatività ed hanno già mostrato di avere le carte in regola per imporsi all’attenzione della scena internazionale. Curatore della mostra è Creixell Espilla-Gilart che ha inoltre selezionato opere di alcuni artisti già ampiamente conosciuti nelle piattaforme di mercato internazionale.

Il disegno come pratica artistica: Marco Bongiorni e Sergio Breviario per Marie-Laure Fleisch

Marco Bongiorni, Selfportrait on Glass, 2010, inchiostro su vetro, 25x29 cm. Copyright: 2010, Marco Bongiorni.

Una delle caratteristiche che contraddistinguono l’arte contemporanea, ma che forse è sempre stata insita nella natura stessa della pratica artistica, è il dibattito tra due differenti approcci. Se da un lato è l’adorniana forma il luogo di convergenza dell’esperienza artistica, dall’altro, essa è intesa come mezzo, strumento sensibile  e rivelatore, che solo “schiantandosi” contro il proprio limite giunge a proiettarsi verso la meta delle possibilità. Drawings by two, a cura di Ludovico Pratesi presso la galleria Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma, ci offre l’occasione di esperire dei due differenti approcci attraverso le ricerche artistiche di Marco Bongiorni e Sergio Breviario entrambe declinate attraverso l’utilizzo ossessivo del segno grafico.

Per Bongiorni, la cui ricerca verte in particolar modo sui tratti distintivi del suo volto, il segno è qualcosa che si da nel tempo, che è soggetto alle modificazioni sensibile e dunque che non può rimandare a una verità assoluta se non quella che fa riferimento alla forma, alla sua compiutezza intrinseca. Non a caso l’artista sceglie di riprendere le espressioni del suo volto rendendosi conto che ogni volta si rivelano alla sua mano esperta come qualcosa di nuovo, tanto più se relazionate alla propria identità.

La Ermanno Tedeschi Gallery apre la sua terza sede a Tel Aviv

Una galleria italiana per dare voce agli artisti italiani e internazionali nel cuore di Tel Aviv. La Ermanno Tedeschi Gallery, inaugura con la mostra .WORLD, il 6 giugno prossimo, nella location più ambita della metropoli israeliana per eccellenza. Neve Tzedek, il quartiere tra storia e modernità, centro nevralgico della vita culturale d’Israele.

L’inaugurazione del nuovo spazio espositivo sarà l’occasione per mettere a confronto 14 artisti, provenienti da tutto il mondo, sui temi della globalizzazione, della mobilità, degli sconfinamenti territoriali, il superamento delle barriere materiali e immateriali delle persone, delle idee, delle informazioni. Un tema quanto mai attuale in un momento storico caratterizzato da grandi flussi migratori di persone e di idee che, aiutate dalla tecnologia e dall’informatizzazione, riescono nel loro quotidiano a contaminare luoghi da loro distantissimi.

Marzia Migliora e Salla Tykkä all’EX3 Centro per l’arte contemporanea di Firenze

EX3 Centro per l’arte contemporanea di Firenze ospita, a partire da mercoledì 8 giugno fino all’11 settembre 2011, il lavoro di due artiste internazionali: White Depths, prima personale in uno spazio istituzionale italiano della filmakers finlandese Salla Tykkä, a cura di Marinella Paderni, e Rada, progetto site-specific dell’italiana Marzia Migliora, a cura di Arabella Natalini.

Il lavoro immaginativo e rigoroso di Marzia Migliora (Alessandria, 1972) si sviluppa attraverso un complesso processo di “scavo”, costituito da molteplici fasi di ricerca. A un primo momento di suggestione e fascinazione rispetto a elementi che possono provenire da fonti diverse, segue un procedimento di elaborazione e sedimentazione, in cui l’artista mette accuratamente a fuoco il progetto per dargli infine forma attraverso l’uso di un’ampia varietà di mezzi espressivi, che vanno dalla fotografia al disegno, dal video all’installazione. Marzia Migliora si è formata come fotografa, realizzando principalmente progetti che riflettono sull’archivio, la memoria e la temporalità, per passare successivamente al video, come naturale continuazione e articolazione della sua ricerca. Della pratica fotografica viene mantenuta l’importanza attribuibile al punto di vista, come possibilità di esplorazione del quotidiano attraverso immagini e oggetti fruibili dallo spettatore, che lo conducono a immedesimarsi nell’esperienza proposta.

Il sogno fotografico di Franco Angeli

Il sogno fotografico di Franco Angeli arriva per la prima volta a Roma con una mostra ospitata dal 26 maggio al 4 settembre dai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali. Una raccolta inedita, segreta e privatissima di fotografie che l’artista, uno dei massimi esponenti della Scuola di Piazza del Popolo, ha voluto lasciare, insieme a una grande tela intitolata “Marina capitolina”, a Marina Ripa di Meana, che è stata sua compagna per otto intensi anni, dal 1967 al 1975.

Carlo Ripa di Meana, curatore della mostra, ha suddiviso 100 scatti in bianco e nero in sei sezioni: Marina – Lucrezia – Amici – URSS – Moda – Sperimentazioni, che ritraggono la moglie Marina e Franco Angeli tra Roma, Ansedonia, Londra, Milano, Positano, Ponza e Mosca. Ricordi di una vita insieme, dove l’arte era una filosofia e la politica una compagna di vita.

Jan Fabre mostra la sua PIETAS a Venezia

Dal 1° giugno al 16 ottobre 2011, durante la 54° edizione della Biennale d’arte di Venezia, la Nuova Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia (Sestiere Cannaregio 3599) ospiterà il nuovo evento espositivo di Jan Fabre (Anversa, 1958), dal titolo PIETAS. Curata da Giacinto Di Pietrantonio e da Katerina Koshina, promossa dalla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, dal State Museum of Contemporary Art di Salonicco e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, la mostra presenterà cinque grandi sculture in marmo puro e marmo statuario di Carrara dell’artista fiammingo.

Tra queste spicca l’inedita rilettura fatta da Fabre della Pietà di Michelangelo, dal titolo Sogno compassionevole (Pietà V) nella quale il Cristo ha il volto dell’artista stesso e la Madonna ha quello di un teschio, simbolo della morte. Lungi dal proporre un messaggio blasfemo o semplicemente provocatorio, l’opera rappresenta una ‘scultura-performativa’ che mette in scena i veri sentimenti di una madre che vuole sostituirsi al figlio morto.

Donatella Spaziani – Cielo

Sabato 28 maggio 2011, alle ore 11, gli Incontri Internazionali d’Arte presentano il Cielo di Donatella Spaziani. Avviato nel 2001, “Cielo” è il ciclo degli interventi site specific che si succedono sul soffitto della Biblioteca degli Incontri Internazionali d’Arte, nella sede storica dell’Associazione a PalazzoTaverna a Roma.

Dopo Time Space III dell’artista taiwanese Mali Wu (2001), Senza titolo di Maurizio Cannavacciuolo (2002), Signore e signori… di Giulio Paolini (2004), Né in cielo, né in terra di Andrea Aquilanti (2006), RidonDanza Rondini di Luigi Ontani (2007), Speriamo Senza Titolo di Enzo Cucchi (2007) e Direzioni di Jost Wischnewski (2008), si inaugura il lavoro Maggio 2011 di Donatella Spaziani, a cura di Cecilia Casorati. L’iniziativa vuole essere un omaggio a Graziella Lonardi Buontempo, fondatrice degli Incontri Internazionali d’Arte e ideatrice del ciclo “Cielo”.

Avere una project room – parte 1 – Unosunove Milano

Su Globartmag si è parlato spesso di Project Room, soprattutto auspicando da parte di realtà istituzionali, come i musei d’arte moderna e contemporanea, una scoperta e un buon utilizzo di uno strumento utile alla promozione della giovane arte e alla sperimentazione. Per quello che poco che ho incontrato nel mio peregrinare nella città di Milano esistono diverse gallerie d’arte che propongono project room, ma difficilmente mi hanno colpito i contenuti espositivi. Non è facile gestire un progetto per uno spazio del genere, basti pensare che pone ai galleristi tutte le problematiche di una mostra, anche dal punto di vista economico, ma con spazi ristretti e poco interesse mediatico attorno al nome proposto. Inoltre spesso può esistere un rapporto conflittuale con la mostra vera e propria proposta in galleria.

Unosunove è una galleria romana che ha una project room a Milano da meno di un anno, questione di strategia? Certamente, ma non solo, perché la proposta fatta in via Broletto 26 è variegata e intrigante con nomi di artisti internazionali davvero giovani e nuovi sul mercato. Una sfida non facile su una scena come quella milanese in cui i soliti vecchi e potenti nomi fanno da padroni e le realtà piccole nascono e muoiono con velocità. Fino al 11 giugno si può visitare la mostra di Marysia Gacek, artista polacca nata nel 1986. Incuriosita sono andata a vedere cosa avesse prodotto questa venticinquenne nomade, vive a New York dove ha studiato, e devo ammettere che non solo mi ha trasmesso quella sensazione di freschezza che ci si aspetta dalla giovinezza, e spesso non si riceve, ma è riuscita senza dubbio a ben incarnare il concetto di site-specific senza svilire le singole opere che mantengono intatta una loro autonomia.

Luca Vitone – Una domenica a Wiepersdorf

E/STATIC di Torino presenta il 26 maggio la mostra di Luca Vitone dal titolo Una domenica a Wiepersdorf. Il 4 dicembre del 1996 Luca Vitone inaugurava nel Künstlerhaus Schloss di Wiepersdorf, in Brandeburgo, in quella che fu la dimora di Bettina Von Arnim Brentano, l’installazione “Ein Sonntag in Wiepersdorf… Ich möchte nichts machen, nur hören…[Una domenica a Wiepersdorf.. Non voglio far niente, soltanto ascoltare]”. Dichiarato omaggio alla scrittrice romantica, l’opera si reggeva su una base sonora, registrata dall’artista genovese proprio nei luoghi che circondano la residenza. Al centro dello spazio, quattro letti disposti a croce, con le teste che si toccavano fra loro, invitavano a una sorta di ascolto contemplativo, nello stesso tempo rilassato e attento, dei suoni diffusi da quattro altoparlanti posti negli angoli.

Quindici anni dopo, la stessa installazione viene riproposta – ma sarebbe forse meglio dire ri-creata – nello spazio di via Parma 31 a Torino, ritenuto ideale da Vitone, con gli stessi elementi di allora, mentre la parte audio è stata sottoposta a un accurato lavoro di pulizia e di riequilibrio dei vari suoni, riversati dalla cassetta analogica originaria in un file digitale. Il contesto è totalmente altro, inevitabilmente, perché questa volta tutto accade qui e ora, e si ascoltano quei suoni in un altro luogo, quindici anni dopo. Quindici anni che, incidentalmente, sono stati fondamentali per l’evoluzione artistica di Luca Vitone: allora, un giovane che stava emergendo, ma con le idee già molto chiare su quali dovevano essere i territori da esplorare, e dove rivolgere lo sguardo; oggi un autore ormai definitivamente affermatosi per la chiarezza del suo lessico e la consistenza degli obiettivi raggiunti.

Marco Bongiorni e Sergio Breviario alla Marie-Laure Fleisch di Roma

Mercoledì 25 maggio 2011, dalle ore 18.00, la Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma inaugura la mostra di Marco Bongiorni e Sergio Breviario dal titolo Drawings by Two, a cura di Ludovico Pratesi. Nel Rinascimento il disegno era considerato fondamentale per la formazione di un artista, che imparava fin da giovanissimo a relazionarsi con i principali generi della pittura, dal ritratto alla natura morta, attraverso un esercizio continuo e quasi ossessivo di una tecnica indispensabile per il mestiere.

Oggi, in un clima libero ed aperto, dominato da un eclettismo che sembra non avere più né regole né limiti, qual è il senso e il valore del disegno come linguaggio espressivo primario per gli artisti italiani delle ultime generazioni? Parte da questa domanda la mostra pensata da Ludovico Pratesi. Drawings by Two si propone infatti di indagare la pratica del disegno come strumento di percezione ed esplorazione della realtà nelle ricerche di due artisti che vivono e lavorano a Milano: Marco Bongiorni (Milano, 1981) e Sergio Breviario (Bergamo 1974).

Costantin Brancusi e Richard Serra alla conquista della Svizzera

La Fondation Beyeler di Basilea dedica la grande mostra della stagione estiva (dal 21 maggio al 4 settembre 2011) all’opera di Constantin Brancusi (1876–1957) e Richard Serra (*1939); la mostra intende così avvicinare uno dei pionieri della scultura moderna al più significativo scultore contemporaneo. Brancusi, nato in Romania ma attivo a Parigi dal 1904 fino alla morte, ha gettato le fondamenta della scultura astratta attraverso una ricerca indirizzata all’essenzialità delle forme; con le sue minimalistiche opere in acciaio, l’americano Serra ha definito in modo nuovo il campo di applicazione dell’arte plastica, includendo direttamente l’osservatore nella scultura. L’opera di entrambi mette così in primo piano il tema della presenza e dell’efficacia della forma scultorea nello spazio.

Una selezione di circa 35 opere, organizzate nello spazio in densi gruppi divisi per soggetto, mette in luce gli aspetti principali dell’arte di Brancusi. Saranno esposte celebri opere, tra cui diverse versioni della monolitica scultura Il bacio, delle poetiche Teste di bambini e Muse addormentate, dei famosi Uccelli nello spazio, così come opere pionieristiche quali Princesse X, Négresse blanche e opere dalla forte valenza metaforica come Colonna senza fine. I pochi soggetti realizzati in innumerevoli variazioni formali, il gioco condotto con la mutevole materialità della scultura e con i suoi diversi effetti di superficie rendono percepibile l’incessante ricerca di un proprio, preciso ideale estetico.

Rosa Barba al Mart di Rovereto

Il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e Fondazione Galleria Civica – Centro di Ricerca sulla contemporaneità di Trento sono liete di annunciare “Rosa Barba. Stage Archive”, la prima mostra personale in istituzioni pubbliche italiane di Rosa Barba (in visione dal 27  giugno al 28 agosto), a cura di Chiara Parisi e Andrea Viliani. Rosa Barba (Agrigento, 1972, vive e lavora a Berlino) è una delle più affermate artiste italiane dell’ultima generazione, il cui lavoro abbraccia cinema, suono e testo.  La mostra “Rosa Barba. Stage Archive” nasce dalla collaborazione fra le due istituzioni trentine e si sviluppa intorno al ruolo di archivio, e a come esso plasma l’identità e l’attività istituzionale del museo contemporaneo.

Il punto di partenza è rappresentato da un lavoro in cui Rosa Barba approfondisce i documenti del periodo futurista presso gli Archivi Storici del Mart di Rovereto. Il progetto della duplice mostra consiste nella presentazione in forma di “scultura-teatro astratta” di varie opere futuriste, tra cui sceneggiature e trattamenti cinematografici mai realizzati dell’artista Fortunato Depero (Fondo, 1892 – Rovereto, 1960), i cui originali sono conservati presso il Mart. L’archivio è re-interpretato dall’artista non solo come luogo della conservazione ma anche come fulcro di una temporalità fluida, che confonde fra loro passato, presente e futuro, come motore attivo dell’immaginario, come fonte di nuove narrazioni, come palcoscenico, da cui il titolo della mostra, “Stage Archive”, ovvero “Palcoscenico-Archivio”.

Un Asylum da Zelle Arte Contemporanea a Palermo

Venerdì 17 giugno 2011 Zelle Arte Contemporanea di Palermo presenta al pubblico la mostra Asylum (aperta fino al prossimo 31 luglio), collettiva con Martina Merlini, Tellas e Enrico Gabrielli a cura di Guillaume Von Holden. Sottilissimi aghi di magnetite risiedono all’interno di alcuni neuroni in determinati nuclei del cervello di tutte le specie volatili.  Aghi che, con assoluta precisione, permettono l’orientamento anche per migliaia di kilometri in mare aperto.

Profonda riflessione su una dimensione abitativa intima ed avvolgente, quanto fragile e transitoria, ‘Asylum’ è un complesso progetto installativo che nel 2010 ha già fatto tappa presso Fragilecontinuo in quel di Bologna, e che attraverso una precaria quanto evocativa architettura, fonde su più livelli le astrazioni naturalistiche di Tellas (Cagliari, 1985), le tavole ornitologiche illustrate di Martina Merlini (Bologna, 1986) ed i muri sonori generati dal polistrumentista Enrico Gabrielli (Montevarchi, 1976).